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C’è un filo rosso che unisce l’ideologia femminista, l’aborto e il traffico sessuale.

Quelle che si propongono come le vestali dei diritti delle donne - ovvero le femministe - altro non sono che le peggiori nemiche del genere femminile. In nome dell’autodeterminazione, sostengono la soppressione della vita nel grembo materno e il mercimomio del corpo femminile.

Gli Stati Uniti, culla dell’ideologia femminista, ci offrono l’ultimo esempio che lo conferma.

Nel 2018 il governo statunitense ha sequestrato Backpage.com, sito di annunci erotici dietro il quale si sarebbe celato un giro di prostituzione, anche minorile. Sono 93 i capi d’accusa nei confronti dei suoi fondatori.

Backpage.com è stato spesso al centro della cronaca nera americana. Il sito Uccronline riporta qualche caso[1] agghiacciante e cita il National Center on Missing and Expolited Children, secondo cui il 73% di tutte le vicende di traffico sessuale di minori da loro gestiti, ha coinvolto il sito web incriminato.

Il fatto che un sito di tal risma sia stato chiuso dovrebbe essere una buona notizia. O no? Per il gruppo femminista radicale Women’s March non è così.

Nato nel gennaio 2017 a Washington, nei giorni dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca contro cui protesta ferocemente, il gruppo è strenuo difensore dell’aborto e dell’ideologia gender. “Dobbiamo avere il potere di controllare i nostri corpi ed essere libere dalle norme di genere e dagli stereotipi”, scrivono. 

È proprio in nome della libertà di controllare i propri corpi, che Women’s March ha pubblicamente espresso contrarietà alla chiusura della sinistra pagina web. Su Twitter hanno scritto: La chiusura di #Backpage è una vera e propria catastrofe per le lavoratrici del sesso che si affidano al sito per entrare in contatto con i clienti. I diritti dei lavoratori del sesso sono diritti delle donne”.

Orripilante che, dinanzi a casi di cronaca nera come quelli citati sopra, le femministe si schierino contro l’operazione di polizia.

Giustamente, Ashley McGuire della Catholic Association ha osservato su Real Clear Politics: “Woman’s March sta ufficialmente approvando la prostituzione e difendendo i facilitatori della tratta di esseri umani”[2].

Stupisce? Niente affatto! Da chi è ideologicamente favorevole all’aborto, ossia alla soppressione di un essere indifeso, possiamo forse attenderci un moto di coscienza?

Chi predica e pratica il male su un tema, di norma lo fa diffusamente anche su altri temi. La sua è una disposizione dell’animo, oppure un’azione dietro compenso.

Può darsi, in effetti, che certi movimenti femministi siano al servizio di qualche gruppo che trae vantaggi economici dalla prostituzione. Il caso delle Femen, lautamente stipendiate dal magnate ucraino Viktor Svyatskiy dimostra che dietro l’ideologia femminista non c’è spontaneità.

 

Generazione Voglio Vivere

©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte




[1]     Women’s March: le femministe anti-Trump ma favorevoli al traffico sessuale minorile - Uccronline.it, 5-12-2019

[2]     The Women’s March and Backpage.com: A sordid story – Realclearpolitics.com, 12-4-2018

Venerdì, 08 Novembre 2019 16:00

L’infernale sete di sangue degli abortisti

I fautori dell’aborto dimostrano costantemente di anelare il sangue, quello dei bambini non ancora nati e quello di chi li difende. Negli ultimi giorni si sono verificati almeno un paio di episodi che lo confermano.

In Argentina si è registrato l’ennesimo attacco violento da parte di gruppi di femministe nei confronti di una cattedrale. È accaduto a La Plata, dove alcune facinorose si sono separate da un corteo femminista per dirigersi verso la cattedrale.

L’aggressione ha avuto due fasi: dopo il primo blitz, infatti, sono tornate con il favore delle tenebre armate di oggetti contundenti e artefatti incendiari, che hanno scagliato verso il luogo sacro.

Soltanto la dedizione e il coraggio delle forze dell’ordine - tra cui molte donne - hanno evitato che l’attacco provocasse danni alla cattedrale, una delle più belle e imponenti di tutto il Sud America. Nel corso dell’aggressione, le femministe hanno urlato slogan contro la Chiesa cattolica e a favore della legalizzazione dell’aborto, che nell’agosto 2018 non è passata per sette voti al Senato argentino.

Dal Sud al Nord America, l’abisso dell’ideologia abortista si fa però ancora più profondo.

All’interno di un bar di New York, nei giorni scorsi c’è stata un’esibizione davvero orripilante di un drag queen, ossia un transessuale. Tale personaggio, che si fa chiamare Blair Black, ha simulato un aborto autoindotto. Seduto su un bancone con il pancione finto, ha impugnato un coltello, ha iniziato a tagliare la pancia e ha tirato fuori una bambola. Infine ha leccato un liquido rosso fuoriuscito insieme al pupazzo che rappresentava il feto.

Uno spettacolo raccapricciante, la cui visione è raccomandata soltanto a stomaci forti al link di seguito: Immagini Forti! Attenzione!

Dinanzi a certe terribili realtà, lascia attoniti il basso profilo se non addirittura l’appoggio di alcuni settori delle chiese cristiane.

LifeSiteNews dà notizia che la National Abortion Federation (NAF) ha annunciato il nome del suo nuovo presidente e CEO: Katherine Ragsdale, lesbica, abortista e sacerdotessa (sic!) di una chiesa protestante[1].

All’annuncio della nomina, la Ragsdale non ha esitato a pronunciare la seguente bestemmia: “I fornitori di aborti sono alcuni dei miei eroi personali e [sono] i santi di oggi”.

Pazzesco! Eppure non c’è da stupirsi.

Come spiega a LifeSiteNews don Frank Pavone, direttore nazionale di Priests for Life, questa donna lesbica vestita da reverendo ha guidato una Colazione religiosa per il diritto di aborto, fornendo riti di benedizione a genitori in procinto di uccidere i propri figli e alle strutture in cui viene versato il sangue.

Questi fatti dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che quella contro l’aborto è una battaglia contro le forze del Male.

Siamo convinti che, come ci insegna Gesù Cristo, esse “non prevarranno”. Forti di questa convinzione, portiamo avanti la nostra battaglia per la vita, dal concepimento alla morte naturale. 

Insieme possiamo fermarli. Insieme, possiamo vincere.

 

 

[1]. Lesbian Episcopal‘priest’named new head of National Abortion Federation, LifeSiteNews – 5 novembre 2019

Venerdì scorso è stata presentata alla stampa, nella Sala dei Mosaici presso il Comune di Ravenna, la petizione popolare per la reintroduzione dell'assegno di gravidanza dal quarto mese alla nascita erogata dall'Ente Locale e inopinatamente tolto senza nulla dire a nessuno.

La petizione per la sua reintroduzione può essere firmata anche dai non residenti nel territorio comunale.

Generazione Voglio Vivere appoggerà questa iniziativa, promossa dal Comitato Carlo Camerani, attraverso una raccolta firme tra i suoi sostenitori nei prossimi giorni.

È un gesto di giustizia per le mamme in difficoltà e i loro figli e un atto di amore verso il nostro Paese.

Sono giovani, davvero molto giovani. Sono chiamati “La generazione pro-vita”. E affermano con orgoglio e sicurezza “Sarà la mia generazione a mettere fine all'aborto!”.

Semplicemente così, senza eccezioni, senza compromessi.

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sulla determinazione di questa giovane generazione a porre fine al flagello dell'aborto, bisognava essere presente lo scorso 18 gennaio alla “March for Life” che si è svolta a Washington.Oltre 350.000 americani pro-vita, giovani per la maggior parte, erano presenti nella capitale americana per opporsi a 46 anni di aborto legale negli Stati Uniti.

Da quando è stato legalizzato, più di 60 milioni di bambini nel grembo della madre sono stati sacrificati in America, l'equivalente di un’intera generazione.

Il tema di quest'anno, "Unico dal primo giorno", evidenzia il fatto scientifico che la vita inizia al momento del concepimento e che i progressi della scienza sostengono ogni volta di più la causa della vita. Infatti, “dal primo giorno, al momento della fecondazione, viene creato un nuovo essere umano!”

Jeanne Mancini, presidente della March for Life, ha dichiarato di essere felice di avere alla Marcia politici di entrambe le parti: “Il diritto alla vita è una questione non partigiana e, indipendentemente dalla politica, dovremmo tutti unirci per la vita e contro l'aborto, il più grande abuso dei diritti umani del nostro tempo”.

Il presidente Donald Trump, dal suo ufficio ovale alla Casa Bianca, ha promesso di porre il veto a qualsiasi legge abortista. Ed ha affermato di aver inviato “una lettera al Congresso per rendere chiaro che porrò il mio veto a qualsiasi legislazione che arriverà sulla mia scrivania che intenda indebolire la protezione della vita umana. (…) Quando guardiamo negli occhi di un bambino appena nato, vediamo la bellezza dell'anima umana e la maestà della Creazione di Dio. Sappiamo che ogni vita ha un significato e che ogni vita merita di essere protetta”.

Il vicepresidente Mike Pence, accompagnato dalla moglie, era presente alla Marcia. Pence ha esortato i sostenitori della vita a resistere fermamente sapendo che la vita sta vincendo. E che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui la controversa sentenza della Corte Suprema del 1973 che legalizzò l’aborto venga rovesciata.

 

Samuele Maniscalco

La settimana scorsa la Corte di Cassazione, confermando la condanna di un uomo di 88 anni per aver ammazzato la moglie ricoverata per Alzheimer, ha sentenziato che non esistono attenuanti per chi uccide un malato grave.

Letta così la notizia sembra fantastica, ma….la verità è ben altra!

Quello che asserisce veramente la Consulta è che se ammazzi una persona fuori dagli ospedali e non nel rispetto delle procedure della legge è un reato riprovevole. Se lo fai nelle strutture deputate e i tutti i crismi di legge è un diritto e viene inteso come conquista sociale. (1) È l’ombra fredda dell’eutanasia che presto colpirà tutti noi.

Ne sanno qualcosa in Canada dove recentemente il cardinale Collins, parlando a una cena pubblica a Toronto a 1.600 partecipanti ha detto:

L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere. Il tempo per la revisione della legge federale sull’eutanasia è finito, e c’è una grande pressione per eliminare le cosiddette ‘salvaguardie’ che hanno fatto sembrare la cosa non così terribile. Una di queste garanzie è che l’eutanasia deve essere solo per gli adulti. Ora sentiamo argomentazioni secondo cui il concetto di “adulto” deve essere reso così elastico che anche i minori possano beneficiare dell’eutanasia, anche senza il consenso dei genitori.

E sapete da dove parte tutto? Dal testamento biologico:

A dicembre, un comitato governativo dovrebbe presentare una relazione che esamini l’estensione del suicidio assistito ai giovani al di sotto dei 18 anni, ai pazienti psichiatrici e agli adulti consenzienti che consegnino un testamento biologico per essere eutanasiati nel caso in cui diventino incapaci a causa di malattia o patologia. (2)

Iniziano ad apparire però anche i primi casi – sempre troppi pochi comunque – di medici processati per omicidio. La notizia viene dall’Olanda.

Il caso riguarda una dottoressa che ha assassinato con l’eutanasia una donna demente di oltre 80 anni che aveva chiesto di non morire: è stata drogata di nascosto e poi tenuta ferma dai suoi familiari (!) mentre le veniva praticata l’iniezione letale. (3)

Dal 2017 in Olanda è legale uccidere i malati di demenza in stato avanzato, a patto che abbiano lasciato un testamento biologico chiaro. Ma si vede che nemmeno così si è veramente tutelati….

Ancora una volta, tutto ha inizio dal testamento biologico!

In Italia, il nostro corrispettivo sono le DAT: le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Si vede però che non sono abbastanza: a solo un anno dalla loro approvazione, si è formata in Parlamento un’alleanza trasversale per approvare una legge che ampli ancora di più le maglie dell’eutanasia nella nostra Nazione.

Note

  1. Legge sì, pietà no: i sofismi mortali della Cassazione, La Nuova Bussola Quotidiana 10-11-2018
  2. Card. Collins: L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere, Il blog di Sabino Paciolla 11-11-2018
  3. Olanda, eutanasia. Per la prima volta un medico sarà processato per omicidio, Tempi 10-11-2018
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