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Venerdì, 21 Aprile 2017 09:28

Biotestamento: la via italia all'eutanasia

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BIOTESTAMENTO: LA VIA ITALIANA ALL’EUTANASIA

Generazione Voglio Vivere sul testo approvato ieri alla Camera

Samuele Maniscalco: «Approvata una legge che farà morire per denutrizione e disidratazione »

 

Roma, 21 aprile 2014 – «Ieri è stata sostanzialmente approvata la “via italiana all’eutanasia” con cui si potrà far morire una persona di denutrizione e disidratazione, sottraendogli acqua e cibo». Samuele Maniscalco, responsabile della campagna “Voglio Vivere”, commenta così il voto con cui ieri la Camera dei deputati ha approvato la legge sul biotestamento.

“Tutto questo non ha nulla a che vedere con la lotta contro il dolore o con il rifiuto dell'accanimento terapeutico. Quello che adesso si vuole legittimare – prosegue Maniscalco - è l'abbandono terapeutico e la soppressione di vite umane non considerate degne di essere vissute. Scandalosa inoltre l’impossibilità da parte delle cliniche private convenzionate di sottrarsi alle richieste di eutanasia. Questo interesserà anche tutte le aziende ospedaliere cattoliche costrette a cooperare a pratiche eutanasiche. Non solo, sarà pure permesso ai genitori o ai tutori di sopprimere soggetti, come minori o disabili mentali, che hanno una loro naturale capacità di intendere e volere.”

Come ha ben scritto il docente di bioetica Tommaso Scandroglio: “L’unica modalità non ancora inserita nel Testo unico è l’iniezione letale e l’interruzione della ventilazione. Ma ci arriveremo per necessità logica”.

 

Generazione Voglio Vivere è un progetto dell’Associazione per la Difesa dei Valori Cristiani. Nato nel 2001, punta, come obiettivo finale, all’introduzione nella Costituzione italiana di un emendamento che garantisca la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale. Le sue campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in difesa della vita e della famiglia propongono, tra l’altro, che lo Stato aiuti le donne con maternità problematiche attraverso una congrua assistenza economica, strutture d’accoglienza, affidamento familiare o adozione dei figli, dando spazio nei consultori e negli ospedali ad associazioni di volontariato riconosciute per l’attività a difesa della vita, della maternità e della famiglia.

 

Ufficio stampa

MAB.q

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Letto 277 volte Ultima modifica il Lunedì, 24 Aprile 2017 09:49

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