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Venerdì, 05 Maggio 2017 14:38

Trump protegge l’obiezione di coscienza contro l’aborto

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Donald Trump attua l’ennesimo cambio di rotta rispetto all’amministrazione Obama.
 
Ieri, infatti, il presidente statunitense ha firmato un ordine esecutivo a difesa e tutela della libertà religiosa, un diritto che peraltro è riconosciuto dalla stessa Costituzione americana.
 
Trump ha promesso che l’obiettivo è annullare del tutto l’Emendamento Johnson, con cui alle varie confessioni religiose e alle associazioni esentasse è proibito di fare campagna elettorale o sostenere esplicitamente candidati politici. Ma più in generale, con questo ordine esecutivo si vuole garantire piena libertà di azione e di espressione ai rappresentanti religiosi nell’esercizio delle loro funzioni, proteggendo particolarmente il diritto all’obiezione di coscienza su temi sensibili. Il presidente proclama la sua volontà di lottare contro ogni atto di bullismo, discriminazione e censura verso i credenti. “La libertà - ha detto - è un dono di Dio, non una concessione dello Stato”.
 
Si tratta di un importante passo avanti rispetto agli anni di Obama, che si sono contraddistinti per una vera e propria persecuzione, più o meno strisciante, verso quanti hanno invocato le loro personali convinzioni religiose per opporsi all’aborto, al matrimonio omosessuale e alla distribuzione dei contraccettivi. 
 
Ricordiamo soltanto le censure legali e le intimidazioni cui sono andati incontro funzionari o anche solo pasticceri per essersi rifiutati di prestare il loro aiuto alla celebrazioni di nozze gay. Ma soprattutto pensiamo agli effetti dell’Obamacare, la riforma sanitaria che ha imposto a tutti i datori di lavoro, cattolici compresi, di coprire le spese assicurative anche per quel che riguarda le pratiche abortive e di contraccezione. Memorabile è stata la lotta giudiziaria ingaggiata dalle Piccole Sorelle dei Poveri, congregazione religiosa di suore che ha fronteggiato l’amministrazione Obama e che ieri Trump ha chiamato accanto a sé alla Casa Bianca, in occasione della Giornata della Preghiera, quando appunto ha presentato al Paese il contenuto dell’ordine esecutivo sulla libertà religiosa.
 
E lo stesso giorno, proprio su questo fronte, è giunta un’altra buona notizia dal Congresso americano, che ha votato contro i finanziamenti federali alla multinazionale abortista Planned Parenthood e a favore dell’abrogazione di buona parte dell’Obamacare. L’approvazione è avvenuta con un margine ristretto (217 favorevoli e 212 contrari), perché 20 deputati repubblicani hanno scelto di difendere, insieme alla totalità dei democratici, Planned Parenthood. Ora la palla passerà al Senato.
 
Il Congresso ha voluto reindirizzare i finanziamenti ai centri di assistenza alla salute che offrono una gamma più ampia di servizi di assistenza sanitaria, ma non l’aborto. Gli americani non sono mai stati contenti di finanziare l’aborto a richiesta con il gettito delle imposte erariali. Ma il dissenso nei confronti della Planned Parenthood è esploso in modo incontenibile quando si è scoperto il raccapricciante traffico di parti del corpo dei bambini abortiti.
 
La multinazionale abortista attualmente riceve 390 milioni di dollari (oltre l’86%) dei 450 milioni di fondi federali annuali. 
Per questo è davvero giunto il momento di porre fine a questo scempio. Lo scorso 3 maggio, il vicepresidente Mike Pence, parlando ad alcune organizzazioni pro-life ha garantito che questo sarà fatto, così come promesso in campagna elettorale. 
 
Federico Catani
Letto 3920 volte Ultima modifica il Venerdì, 05 Maggio 2017 14:50

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