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Lunedì, 30 Ottobre 2017 21:18

Charlie Gard: vittima di eutanasia di stato

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di Federico Cenci

Avrebbe compiuto un anno di vita il 4 agosto scorso, il piccolo Charlie Gard. Ma la sua prima candelina non si è mai accesa, offuscata dalle tenebre dell’abbandono terapeutico e delle sentenze dei giudici.

Il caso del bambino inglese è balzato agli onori delle cronache internazionali nel giugno scorso, suscitando un ampio e acceso dibattito intorno ai temi del diritto alla vita e dell’eutanasia.

Nell’ottobre 2016 al piccolo di appena due mesi, nato sano, viene diagnosticata una forma di sindrome da deplezione del dna mitocondriale, malattiararissima che provocaprogressivo indebolimentomuscolare e danni cerebrali.

Charlie viene ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra, centro pediatrico. Qui i medici lo attaccano a dei macchinari che gli consentono di respirare ed assorbire sostanze nutritive, inoltre lo sottopongono alle terapie previste dal protocollo sanitario che non portano a risultati positivi.

I genitori, Connie e Chris, tentano allora il tutto per tutto e si danno a un’estenuante ricerca su internet per trovare una cura a loro figlio. Si imbattono in una terapia sperimentale disponibile negli Stati Uniti. Un barlume di speranza, subito però soffocato dai medici del Gosh.

Questi ultimi, infatti, negano l’autorizzazione necessaria ai genitori per trasferire il piccolo in un altro ospedale. Per i camici bianchi inglesi, essendo Charlie “inguaribile”, il suo “miglior interesse” è l’eutanasia.

La coppia decide allora di portare il caso in tribunale.

Anche i magistrati, tuttavia, siallineano ai medici. In tre mesi,da aprile a giugno, collezionanouna ridda di sentenze negative,nelle corti britanniche e anchenella Corte europea dei dirittiumani.

È a questo punto che il “caso Charlie” travalica i confini britannici e solleva una mobilitazione internazionale.

Veglie di preghiera, manifestazioni, raccolte di firme smuovono le coscienze di grandi personalità. Il presidente Donald Trump offre la cittadinanza statunitense al piccolo per consentirgli di essere curato con la terapia sperimentale oltreoceano, mentre Papa Francesco esprime vicinanza ai genitori del piccolo.

Fa seguito alle parole del Pontefice l’intervento dell’ospedale vaticano Bambino Gesù, che decide di aprire un canale di dialogo con il Gosh e con la mamma di Charlie per sondare un’alternativa all’eutanasia. Il nosocomio romano fa da collante a un gruppo internazionale di medici, che prepara un documento in grado di mettere in luce nuove evidenze scientifiche sulla possibilità di cura di forme patologiche analoghe.

Il testo viene fatto recapitare ai vertici del Gosh, che lo analizzano e decidono di riaprire la questione passando ancora la palla alla Corte Suprema. Il destino di Charlie torna dunque a dipendere da quanto deciso nelle aule di tribunale.

Nel corso del nuovo processo - nel quale interviene anche il medico statunitense che offre una possibile cura – avviene tuttavia l’inopinato: i genitori del bambino abbandonano la battaglia legale e rimettono tutto nelle mani dei medici del Gosh, già pronti a staccare le spine che tengono in vita Charlie. È così che il 28 luglio - in una clinica privata poiché viene impedito di far morire il piccolo a casa - a Charlie Gard vengono sfilati i tubi dal naso che gli permettevano di vivere.

È lecito sospettare che il piccolo sia stato vittima di abbandono terapeutico. Al Gosh non si è nemmeno provato a curare Charlie, forse perché la sua vita debilitata è ritenuta da quei medici indegna di essere vissuta. I trattamenti proposti negli Stati Uniti, provati su bambini con patologie diverse ma simili, potevano essere utili, come ha dimostrato anche il documento firmato dal Bambino Gesù.

Piuttosto, si è preferito sbarazzarsi della questione staccando le spine. Un atto, quello dei medici, che ha cagionato direttamente e intenzionalmente la morte del bambino. Ecco perché è eutanasia, decisa per giunta da un ospedale pubblico: eutanasia di Stato.

FONTERivista Voglio Vivere, N°50, Ottobre 2017

Letto 317 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Gennaio 2018 21:37

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