fbpx

Resta collegato

Sabato, 13 Gennaio 2018 00:30

Humanae Vitae, un’enciclica più attuale che mai

Vota questo articolo
(0 Voti)

di Federico Catani


Cinquant’anni fa, il 25 luglio 1968, papa Paolo VI pubblicava l’enciclica Humanae vitae.

Con quel documento, il Sommo Pontefice ribadiva che ogni atto matrimoniale deve necessariamente rimanere aperto alla trasmissione della vita, evitando perciò ogni azione che ostacoli il raggiungimento del suo fine intrinseco e primario, ovvero il concepimento.

In pratica, oltre a ricordare il significato unitivo e procreativo del matrimonio, Paolo VI riaffermava ciò che la Chiesa, sin dalle origini, ha sempre insegnato e predicato, ovvero che «è esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. (…) È quindi errore pensare che un atto coniugale, reso volutamente infecondo, e perciò intrinsecamente non onesto, possa essere coonestato dall’insieme di una vita coniugale feconda». 

Ciò peraltro non esclude il lecito ricorso ai periodi infecondi, come l’enciclica sottolinea chiaramente.

Il divieto tassativo della contraccezione artificiale fa parte del Magistero ordinario ed immutabile della Chiesa, confermato lungo i secoli, e per ciò stesso gode del carisma dell’infallibilità. Eppure, in quegli anni di contestazione a tutti i livelli, Humanae vitae attirò su Paolo VI un’ondata impressionante di critiche e proteste, anche e forse soprattutto da gran parte dello stesso mondo cattolico.

Addirittura vescovi e cardinali dichiararono di non accettare il documento pontificio e si opposero radicalmente. L’impatto emotivo sul Papa fu talmente grande che da quel momento e sino alla morte non pubblicò più alcuna enciclica.

Anche oggi peraltro c’è chi sta tentando di cambiare e reinterpretare, in maniera del tutto abusiva, la dottrina sulla contraccezione. I fatti però hanno dato ragione a Paolo VI. Benedetto XVI nel 2008, in occasione dei quarant’anni della pubblicazione del documento, affermò che il suo contenuto “non solo manifesta immutata la sua verità, ma rivela anche la lungimiranza con la quale il problema venne affrontato”.

Effettivamente Humanae vitae è un testo profetico, oggi piùattuale che mai. Affrontacertamente un tema su cuiil mondo, ormai quasi tuttosecolarizzato e addiritturaanticristiano, non vuoleriflettere né discutere. 

Ai nostri giorni assistiamo sempre più alla pubblicizzazione dei metodi contraccettivi, presentati come rimedio indispensabile e sacrosanto per il sesso sicuro,oltre che come strumento per evitare la sovrappopolazione del pianeta.

Nessuno, in politica,a scuola, in famiglia e neppure in parrocchia si sognerebbe di vietare o di sollevare la benché minima critica alla pillola anticoncezionale o al preservativo. La mentalità contraccettiva si è impadronita dell’opinione pubblica: frutto della rivoluzione culturale e sessuale del 1968, proprio l’anno in cui uscì l’enciclica.

Ma la stessa scienza dimostra che il preservativo non preserva totalmente dalle malattie,perché incentivando il sesso irresponsabile e la promiscuità, non fa che aumentare il rischio, come fece notare anche Benedetto XVI.

Inoltre, pure la pillola non è innocua: reca gravi danni alla salute delle donne e peraltro non serve a ridurre il numero di aborti. Anzi, tanto più si ricorre alla contraccezione, tanto più aumentano le gravidanze giovanili, spesso indesiderate. 

Contraccezione e aborto, del resto, sono due frutti della medesima pianta edonista e ipersessualista, nata dalla rivendicazione di una libertà sessuale senza regole.

Quanto al rischio di “bomba demografica”, la realtà di tutti i giorni ci sta dimostrando che sul nostro pianeta c’è spazio per tutti e che caso mai nel mondo occidentale esiste il problema opposto: nascono sempre meno bambini e aumentano i morti.

Altro che sovrappopolazione: siamo all’inverno demografico! Se a tutto ciò aggiungiamo la distruzione delle famiglie e delle relazioni umane, incentrate su un’idea del sesso inteso come merce di scambio per fini egoistici, possiamo renderci conto meglio di quanto Paolo VI con l’Humanae vitae sia stato profetico.

Letto 723 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Cerca

Ritrovaci su Facebook

Unisciti a noi!

Aiutaci a portare avanti la Campagna Voglio Vivere sostenendo le nostre iniziative a favore della vita!