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Mercoledì, 07 Febbraio 2018 09:50

Patrizia Cocco è la prima vittima del biotestamento

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di Generazione Voglio Vivere

 

Dopo appena cinque giorni dall’entrata in vigore della legge sul biotestamento ecco il primo caso di applicazione della norma approvata il 14 dicembre scorso al Senato.

Si tratta della signora Patrizia Cocco, 49 anni, di Nuoro, da cinque anni in lotta con la Sla, alla quale è stata staccata la ventilazione meccanica che la teneva in vita.

Prima che l’attuale legge entrasse in vigore, per farsi “staccare la spina” era necessario trovare un medico concorde nel giudicare non più proporzionato il trattamento.

Adesso, invece, il medico è obbligato dalla legge a eseguire le volontà del paziente senza possibilità di appellarsi all’obiezione di coscienza.

Nella fattispecie di Nuoro, inoltre, siamo di fronte a un caso che va oltre quanto stabilito dalle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, per cui il paziente può chiedere l’interruzione di idratazione e nutrizione assistita, ma non della ventilazione assistita.

Ovviamente nessuno si straccerà le vesti. Se un paziente può rifiutare acqua e cibo, perché non può rifiutare anche di essere ventilato? 

E' la ratio della legge, niente di più semplice.

La legge provocherà una diffusione del fenomeno eutanasico e un’impennata dei suicidi nel nostro Paese?

A dispetto di quanto asserito dai promotori del biotestamento SI. Basta osservare quanto sta già accadendo altrove dove leggi simili sono in vigore da più tempo.

In Canada, dopo solo due anni dalla sua legalizzazione, i decessi per eutanasia – secondo le stime ufficiali – hanno raggiunto quota 1.982 per il solo anno 2016-2017.

In Olanda, si è ormai arrivati al 4 per cento dei decessi per eutanasia su tutte le morti (dati del 2016).

Sull’altro versante, poi, si registra già un aumento dei suicidi tout court.

Lo denunciava a suo tempo nel 2015 il Southern Medical Journal attraverso un articolo intitolato "Come la legalizzazione del suicidio assistito influisce sui tassi di suicidio? I tassi di suicidio non assistito in Oregon e a Washington dopo l'approvazione delle leggi sul suicidio assistito”.

Nonostante le affermazioni secondo cui le leggi sul suicidio assistito riducano gli altri suicidi o li sostituiscano, gli autori hanno raggiunto la preoccupante conclusione che è vero “piuttosto che l'introduzione del Pas (Suicidio assistito medico) sembra causare più morti autoinflitte di quante non ne inibisca”.

Dicevamo però dell’attacco all’obiezione di coscienza…

Ebbene, l’Associazione Luca Coscioni – grande promotrice del biotestamento – all’indomani dell’entrata in vigore della legge, non solo gioiva ma invocava denunce penali contro chi in coscienza rifiuterà di uccidere in nome delle nuove disposizioni.

Del resto, la deputata Donata Lenzi (PD) relatrice della legge, in una recente intervista al Quotidiano Sanità ha lasciato chiaro che un medico non può agire in contrasto alla nuova norma sulle DAT perché “in democrazia quella che prevale è la legge”.

Con tanti auguri alla coscienza del singolo individuo che d’ora in avanti dovrà adeguarsi coercitivamente alle direttive di Stato. Quasi fossimo in Cina.

Letto 834 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Febbraio 2018 12:57

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