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Martedì, 04 Settembre 2018 22:06

La condanna della rivoluzione sessuale passa per l’Humanae Vitae

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di Samuele Maniscalco

Cinquant'anni dopo la loro pubblicazione, gli insegnamenti di Humanae Vitae continuano ancora a essere malvisti fuori e dentro la Chiesa. Segno che la lettera l’enciclica di Papa Polo VI non hai smesso di essere attuale e quindi “profetica”.

In mezzo alla babele di opinioni che nei mesi scorsi si è levata per proporre una lettura eterodossa di questi insegnamenti, la vera dottrina sullo scopo dell'atto sessuale e, quindi, del matrimonio deve essere riaffermata con decisione. 

E ciò non solo in rapporto alla sfera privata della sessualità, ma anche in relazione alla dimensione sociale e pubblica della vita. 

Il contesto storico in cui venne pubblicata Humanae Vitae fu la rivoluzione sessuale della metà degli anni Sessanta. La moda, la letteratura e l'industria dello spettacolo avevano contribuito a creare un'atmosfera in cui i costumi sessuali erano stati rovesciati. 

Ciò fu particolarmente evidente nei film di Hollywood e negli spettacoli televisivi, nella scoperta della pillola anticoncezionale e nell'avvento della minigonna.

Nel maggio 1968, lo scoppio di diverse rivolte studentesche nella maggior parte dei campus universitari occidentali aveva dato alla Rivoluzione sessuale un fondamento ideologico, unificando e dando un senso a tutta una serie di tendenze disordinate rivolte contro la morale tradizionale. 

Era un'ideologia anarchica che mescolava il marxismo con le teorie di Freud e negava ogni ordine, autorità e norma morale. Era il "Proibito proibire" che tutti noi conosciamo.

Nello stesso periodo, circoli cattolici progressisti spingevano a che la Chiesa si "adattasse al mondo". Innumerevoli teologi avevano iniziato a sostenere che la Sposa di Cristo avrebbe dovuto cambiare la sua morale perenne e rinunciare alla sua intransigenza accettando la "libertà" sessuale e l'uso dei contraccettivi.

Fu in questo clima di contesa che papa Paolo VI decise di pubblicare la sua attesissima enciclica. 

Per il sollievo dei fedeli cattolici e la costernazione dei liberali, il Papa riaffermò la tradizionale dottrina della Chiesa sulla natura del matrimonio e dell'atto sessuale e condannò l'uso della pillola e di qualsiasi altro mezzo artificiale di contraccezione.

Spiegando che cosa comporti la contraccezione Papa Paolo VI scrisse: “Non ci vuole molta esperienza per conoscere la debolezza umana e per comprendere che gli uomini – i giovani specialmente, così vulnerabili su questo punto – hanno bisogno d’incoraggiamento a essere fedeli alla legge morale e non si deve loro offrire qualche facile mezzo per eluderne l’osservanza” (HV, n°17). 

E aveva ragione. La rimozione degli incentivi più ovvi ad osservare la legge morale sulla sessualità ha provocato uno spropositato aumento del sesso occasionale. Cosa ancora più importante, tuttavia, è l’aver diffuso quella che è stata definita come “mentalità contraccettiva”.

Quell’idea bizzarra per cui tra sessualità e figli concepiti non esista una connessione diretta e che se “per caso” dovesse esistere non comporterebbe alcuna responsabilità da assumersi.

Questa mentalità riduce però le persone a “cose”, trasformando la sessualità in una pratica profondamente egoistica. Tanto egoista da giustificare l’omicidio del concepito, diretta conseguenza “indesiderata” di rapporti sessuali avuti senza pensare alle conseguenze. 

Ma la “mentalità contraccettiva” potrebbe anche essere dietro all’aumento di quella altra forma legalizzata di omicidio così oggi di moda: l’eutanasia. 

Quanti anziani invecchiano senza figli che si prendano cura di loro oppure con figli divenuti alla loro volta egoisti e che perciò non vogliono prendersi cura dei propri genitori? L’eutanasia si presenta allora come la via d’uscita più facile.

Contrariamente all'odierna mentalità secolarista che considera i bambini come ostacoli alla felicità coniugale, l’enciclica di Paolo VI invece ci ricorda: “I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori” (HV, n°9).

Non vi è nulla di utopistico negli insegnamenti di Humanae Vitae. Anzi! 

È necessario piuttosto creare “un clima favorevole all’educazione della castità, cioè al trionfo della sana libertà sulla licenza, mediante il rispetto dell’ordine morale" (HV, n°22).

È questo il nostro compito. Preparare il terreno perché la virtù fiorisca laddove oggi regna il vizio. 

Letto 778 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Settembre 2018 22:23

1 commento

  • Link al commento mirella Giovedì, 06 Settembre 2018 00:56 inviato da mirella

    La vita è la cosa più preziosa da tenere con molta cura, quella propria e del nostro prossimo, tutto. Anche quella degli assassini. Dobbiamo solo trovare il modo di condividere questo mondo e di dare importanza alla vita di qualsiasi genere, umana , animale o vegetale. Il rispetto della vita è troppo importante per tutti noi. Cerchiamo di ricordarcelo, anche se sei completamente ateo, o in qualsiasi Dio tu creda, dovrai rispondere a Lui di ciò che hai fatto di questo dono.Non ce n'è per nessuno, forse questa è la "livella" del grande Totò. Troppo spesso ci ricordiamo di non essere eterni e che non ci porteremo dietro nulla tranne il nostro bagaglio colmo di ciò che abbiamo vissuto e dei ricordi che abbiamo lasciato e non certo dei beni materiali. Il nostro spirito o anima, si rigenera in altro e non ci è dato di sapere cosa come e quando. Ma nulla si distrugge, solo si trasforma.

    Rapporto

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