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Giovedì, 18 Ottobre 2018 12:43

Mozione Zelger e femministe. A Verona si è consumato un piccolo bluff

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Samuele Maniscalco 
 
Tutti sono ormai a conoscenza degli impegni a favore della vita presi dal Comune di Verona e del putiferio politico che ne è scaturito a livello nazionale. 
 
Quali sono questi impegni sanciti dalla mozione "Zelger", dal nome del consigliere comunale che l'ha proposta? 
 
Eccoli:
 
- inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento al progetto Gemma, avviato nel 1994 su scala nazionale per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà;
- promuovere il progetto regionale “Culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali;
- proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”.
 
Per qualcuno – laicisti, femministe e le sinistre in generale – tanto è bastato per gridare al colpo di Stato.
 
Leggendo le molte notizie a riguardo, non è difficile percepire che l’aria sta cambiando…
 
Mi chiedo se anche noi, che ci troviamo dall’altra parte della barricata, ci rendiamo conto di questo cambiamento in corso.
 
Proprio l’altro ieri, il quotidiano locale di Verona, L'Arena, ha scritto che città come Potenza, Treviso, Sestri Levante e Trieste hanno espresso interesse per la mozione “Zelger”. 
 
E Roberto Todeschini (responsabile del gruppo giovani della Lega di Matteo Salvini), sullo stesso quotidiano, ha aggiunto che l'iniziativa sarà estesa "in tutti i comuni in cui governiamo, con l'obiettivo di estenderla a livello regionale e nazionale".
 
Per mostrare i muscoli e autoconvincersi di avere ancora in mano il pieno controllo della piazza, le attiviste femministe di “Non una di meno” hanno organizzato una manifestazione pubblica che ha raccolto la “strabiliante” cifra di 5 mila persone…di cui una parte proveniente da altre zone di Italia.
 
Una cifra che parla di fallimento: perché se l’intento era quello di mobilitare in massa la società civile contro la decisione del Comune, allora l’obiettivo non è stato centrato. 
 
Nella vita reale è stata una sconfitta, sulla carta stampata un trionfo: l’unico luogo, quest’ultimo, dove ancora possono dire di mietere dei successi….
 
Lo scollamento dall’opinione pubblica appare evidente.
 
Ricordo, en passant, che il comune di Verona ha 260.000 abitanti. Diciamo che i veronesi doc alla manifestazione siano stati 3.000 (i restanti li calcoleremo come venuti da altre parti del Veneto o di Italia). 
 
Ebbene, la percentuale dei veronesi che avrebbe manifestato il suo sdegno contro una mozione ritenuta “incivile” sarebbe di poco superiore all’1,1%.
 
E noi, per questa misera percentuale dovremmo forse avere paura? Ma nemmeno per idea! Tanto che sono loro ad averne.
 
L’unico antidoto che hanno per rimediare a queste sconfitte sono le fake news create ad arte dai giornali.
 
È così evidente che altrimenti non si spiegherebbe la disparità di trattamento riservato, ad esempio, a iniziative come la Marcia nazionale per la Vita - che ha radunato anche molte più persone - o la Marcia per la vita di Palermo che un anno, da sola e senza grandi mezzi alle spalle, ha radunato quasi 5 mila partecipanti.
 
Nella loro nota delirante, le attiviste abortiste di 'Non una di meno' hanno scritto: “Ogni anno 50mila donne muoiono a causa di un aborto illegale e quindi non sicuro: i sicari sono gli obiettori e i mandanti Stato e Chiesa”.
 
Evito qualsiasi commento lasciando il giudizio su simili affermazioni ad altri. Qui, mi limito soltanto a pubblicare una foto della manifestazione di pochi giorni fa che rende palese la bassezza delle loro azioni:
 
 

Manifestazione abortista a Verona. La “papessa” annuncia la fine del Medioevo

 
Come minimo blasfema…
 
In tutta questa storia non dobbiamo dimenticare però una verità fondamentale: seppur in un’ottica di gradualità, non si può prescindere dall’esprimere un giudizio totalmente negativo su tutta la Legge 194/78 che è, comunque la si voglia mettere, la legge del libero aborto. 
 
Non esistono “parti buone” che la giustifichino in qualche modo, essendo tutta incentrata sulla libertà della madre di portare avanti la gravidanza o chiedere la soppressione del concepito.
 
La nostra meta finale, deve essere chiaro, è la sua cancellazione. E di fronte a questo non indietreggeremo di un solo millimetro. 
 
Letto 154 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Ottobre 2018 10:40

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