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Mercoledì, 31 Ottobre 2018 17:34

Asse Consulta-Cinque Stelle per allargare le maglie dell’eutanasia

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 Samuele Maniscalco

Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere sulla incostituzionalità o meno del reato penale di aiuto al suicidio legato al caso Marco Cappato e dj Fabo.

La Consulta ha infatti deciso di sospendere il giudizio per un anno e di passare la patata bollente al Parlamento autorizzandolo a inserire nella legge sulle Dat - meglio conosciute come testamento biologico - anche alcuni casi di aiuto al suicidio.

Questo significa che la platea dei candidati all’eutanasia si allargherà a dismisura…

Ad oggi, l’attuale legge – che ancora non ha compiuto nemmeno un anno – già legalizza di fatto l’eutanasia sia commissiva che omissiva nell’unico caso in cui la persona viva grazie a delle macchine che se staccate ne decreterebbero la morte.

Quello che i sostenitori della dolce morte vogliono ottenere è ampliare le possibilità di accesso all’eutanasia e così rendere legittimo l’aiuto al suicidio e in futuro anche l’iniezione letale.

Solo in questo modo, infatti, l’eutanasia potrà essere applicata a tutti, anche a chi, sano di corpo, semplicemente non vorrà più rimanere in vita.

È forse esagerato pensare a tutto ciò? Niente affatto.

Ecco un passaggio di un’intervista apparsa pochi giorni fa su Repubblica [1] a Matteo Mantero, senatore del Movimento 5 Stelle:

Un giorno si potrebbe anche valutare tra i motivi per consentire l’eutanasia la stanchezza, il male di vivere. Penso a chi ha novanta anni ed è rimasto solo o semplicemente non ne può più. Io posso essere favorevole dal punto di vista etico, visto che credo che la vita sia un bene personale e che uno ha diritto a farne ciò che desidera. Ma un’altra cosa, ben diversa, è il rischio di fughe in avanti che in parlamento non verrebbero capite. Che non porterebbero a nulla, anzi. Meglio un passo alla volta, seguendo il cambiamento culturale per gradi.

Capito? Pezzetto dopo pezzetto hanno intenzione di arrivare fino alle ultime conseguenze della loro follia, costi quel che costi.

Che una simile voglia di morte faccia parte dell’ideologia 5 Stelle, almeno nelle sue alte sfere, è confermato anche dalle parole del Presidente della Camera Roberto Fico che ha salutato il pronunciamento della Consulta come “un’occasione importante per il Parlamento”. Un anno e mezzo fa lo stesso Fico affermava in televisione: “Testamento biologico ed eutanasia? Noi siamo favorevoli, punto” [2].

E Beppe Grillo, appena un mese dopo la morte di dj Fabo, durante uno show a Lugano elogiò il ‘metodo svizzero’ sul suicidio assistito: “È una grandissima cosa che dovremmo fare anche in Italia” [3].

Che cosa ci sia di “grandissimo” nel dare la morte a qualcuno non l’ho ancora capito.

Quello però che so è che nel 2013 il ‘Canadian Medical Association Journal’ parlò del fenomeno del ‘contagio da suicidio’: più il tema del suicidio è presente nella società, più si conoscono persone morte tramite suicidio, e più si riscontrano tentativi di suicidio, soprattutto tra i giovani (12-17 anni) [4].

Non molto tempo fa, il professore Theo Boer, docente all’Università di Utrecht e membro per nove anni della Commissione di controllo olandese per vigilare sull’esecuzione della legge nei termini previsti, dovette riconoscere:

Coloro che, come me, appoggiavano la legge sull’eutanasia, argomentavano parlando di pietà, di autonomia e di libertà individuale. Con il senno di poi, dico che ci sbagliavamo. L’eutanasia è diventata sempre più normale e diffusa […] e molti altri tipi di sofferenza, soprattutto esistenziale, sociale e psichiatrica, sono diventati motivi sufficienti per richiedere l’eutanasia. Molte persone negli anni Novanta erano convinte che si parlasse di un contesto legato alla malattia terminale. In realtà, però, ogni paziente oggi può ottenere l’eutanasia. Stando letteralmente alla legge non devi essere nemmeno malato [5].

Che cosa farà adesso l’attuale Governo che sui temi etici aveva praticamente preso l’accordo di non trattarli per evitare tensioni tra le due forze di maggioranza?

E il Movimento 5 Stelle, manterrà la parola data o andrà avanti per la sua strada?

Non esistono risposte facili perché in gioco ci sono molti fattori, ma ancora una volta la Consulta ha abdicato coscientemente al suo ruolo di garante della Costituzione. Forse sarebbe bene iniziare a pensare a una strategia per blindare su certe tematiche la Carta Costituzionale ed evitare simili derive.

Ma quale forza politica avrà la forza e la volontà di farlo?

 

Note

  1. La Repubblica 25-10- 18
  2. Corriere della Sera 25-10-18
  3. Idem
  4. Il suicidio assistito diffonde la cultura del suicidio nella popolazione, UCCR
  5. Benedetta Frigerio, Io, che ho fatto parte della Commissione per l’eutanasia in Olanda, vi dico: “non fate il nostro errore”, Tempi 01-07-15
Letto 192 volte Ultima modifica il Mercoledì, 31 Ottobre 2018 19:34

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