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Venerdì, 08 Novembre 2019 16:00

L’infernale sete di sangue degli abortisti

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I fautori dell’aborto dimostrano costantemente di anelare il sangue, quello dei bambini non ancora nati e quello di chi li difende. Negli ultimi giorni si sono verificati almeno un paio di episodi che lo confermano.

In Argentina si è registrato l’ennesimo attacco violento da parte di gruppi di femministe nei confronti di una cattedrale. È accaduto a La Plata, dove alcune facinorose si sono separate da un corteo femminista per dirigersi verso la cattedrale.

L’aggressione ha avuto due fasi: dopo il primo blitz, infatti, sono tornate con il favore delle tenebre armate di oggetti contundenti e artefatti incendiari, che hanno scagliato verso il luogo sacro.

Soltanto la dedizione e il coraggio delle forze dell’ordine - tra cui molte donne - hanno evitato che l’attacco provocasse danni alla cattedrale, una delle più belle e imponenti di tutto il Sud America. Nel corso dell’aggressione, le femministe hanno urlato slogan contro la Chiesa cattolica e a favore della legalizzazione dell’aborto, che nell’agosto 2018 non è passata per sette voti al Senato argentino.

Dal Sud al Nord America, l’abisso dell’ideologia abortista si fa però ancora più profondo.

All’interno di un bar di New York, nei giorni scorsi c’è stata un’esibizione davvero orripilante di un drag queen, ossia un transessuale. Tale personaggio, che si fa chiamare Blair Black, ha simulato un aborto autoindotto. Seduto su un bancone con il pancione finto, ha impugnato un coltello, ha iniziato a tagliare la pancia e ha tirato fuori una bambola. Infine ha leccato un liquido rosso fuoriuscito insieme al pupazzo che rappresentava il feto.

Uno spettacolo raccapricciante, la cui visione è raccomandata soltanto a stomaci forti al link di seguito: Immagini Forti! Attenzione!

Dinanzi a certe terribili realtà, lascia attoniti il basso profilo se non addirittura l’appoggio di alcuni settori delle chiese cristiane.

LifeSiteNews dà notizia che la National Abortion Federation (NAF) ha annunciato il nome del suo nuovo presidente e CEO: Katherine Ragsdale, lesbica, abortista e sacerdotessa (sic!) di una chiesa protestante[1].

All’annuncio della nomina, la Ragsdale non ha esitato a pronunciare la seguente bestemmia: “I fornitori di aborti sono alcuni dei miei eroi personali e [sono] i santi di oggi”.

Pazzesco! Eppure non c’è da stupirsi.

Come spiega a LifeSiteNews don Frank Pavone, direttore nazionale di Priests for Life, questa donna lesbica vestita da reverendo ha guidato una Colazione religiosa per il diritto di aborto, fornendo riti di benedizione a genitori in procinto di uccidere i propri figli e alle strutture in cui viene versato il sangue.

Questi fatti dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che quella contro l’aborto è una battaglia contro le forze del Male.

Siamo convinti che, come ci insegna Gesù Cristo, esse “non prevarranno”. Forti di questa convinzione, portiamo avanti la nostra battaglia per la vita, dal concepimento alla morte naturale. 

Insieme possiamo fermarli. Insieme, possiamo vincere.

 

 

[1]. Lesbian Episcopal‘priest’named new head of National Abortion Federation, LifeSiteNews – 5 novembre 2019

Letto 75 volte Ultima modifica il Venerdì, 08 Novembre 2019 16:16

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