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Venerdì, 08 Novembre 2019 16:00

L’infernale sete di sangue degli abortisti

I fautori dell’aborto dimostrano costantemente di anelare il sangue, quello dei bambini non ancora nati e quello di chi li difende. Negli ultimi giorni si sono verificati almeno un paio di episodi che lo confermano.

In Argentina si è registrato l’ennesimo attacco violento da parte di gruppi di femministe nei confronti di una cattedrale. È accaduto a La Plata, dove alcune facinorose si sono separate da un corteo femminista per dirigersi verso la cattedrale.

L’aggressione ha avuto due fasi: dopo il primo blitz, infatti, sono tornate con il favore delle tenebre armate di oggetti contundenti e artefatti incendiari, che hanno scagliato verso il luogo sacro.

Soltanto la dedizione e il coraggio delle forze dell’ordine - tra cui molte donne - hanno evitato che l’attacco provocasse danni alla cattedrale, una delle più belle e imponenti di tutto il Sud America. Nel corso dell’aggressione, le femministe hanno urlato slogan contro la Chiesa cattolica e a favore della legalizzazione dell’aborto, che nell’agosto 2018 non è passata per sette voti al Senato argentino.

Dal Sud al Nord America, l’abisso dell’ideologia abortista si fa però ancora più profondo.

All’interno di un bar di New York, nei giorni scorsi c’è stata un’esibizione davvero orripilante di un drag queen, ossia un transessuale. Tale personaggio, che si fa chiamare Blair Black, ha simulato un aborto autoindotto. Seduto su un bancone con il pancione finto, ha impugnato un coltello, ha iniziato a tagliare la pancia e ha tirato fuori una bambola. Infine ha leccato un liquido rosso fuoriuscito insieme al pupazzo che rappresentava il feto.

Uno spettacolo raccapricciante, la cui visione è raccomandata soltanto a stomaci forti al link di seguito: Immagini Forti! Attenzione!

Dinanzi a certe terribili realtà, lascia attoniti il basso profilo se non addirittura l’appoggio di alcuni settori delle chiese cristiane.

LifeSiteNews dà notizia che la National Abortion Federation (NAF) ha annunciato il nome del suo nuovo presidente e CEO: Katherine Ragsdale, lesbica, abortista e sacerdotessa (sic!) di una chiesa protestante[1].

All’annuncio della nomina, la Ragsdale non ha esitato a pronunciare la seguente bestemmia: “I fornitori di aborti sono alcuni dei miei eroi personali e [sono] i santi di oggi”.

Pazzesco! Eppure non c’è da stupirsi.

Come spiega a LifeSiteNews don Frank Pavone, direttore nazionale di Priests for Life, questa donna lesbica vestita da reverendo ha guidato una Colazione religiosa per il diritto di aborto, fornendo riti di benedizione a genitori in procinto di uccidere i propri figli e alle strutture in cui viene versato il sangue.

Questi fatti dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che quella contro l’aborto è una battaglia contro le forze del Male.

Siamo convinti che, come ci insegna Gesù Cristo, esse “non prevarranno”. Forti di questa convinzione, portiamo avanti la nostra battaglia per la vita, dal concepimento alla morte naturale. 

Insieme possiamo fermarli. Insieme, possiamo vincere.

 

 

[1]. Lesbian Episcopal‘priest’named new head of National Abortion Federation, LifeSiteNews – 5 novembre 2019

Venerdì scorso è stata presentata alla stampa, nella Sala dei Mosaici presso il Comune di Ravenna, la petizione popolare per la reintroduzione dell'assegno di gravidanza dal quarto mese alla nascita erogata dall'Ente Locale e inopinatamente tolto senza nulla dire a nessuno.

La petizione per la sua reintroduzione può essere firmata anche dai non residenti nel territorio comunale.

Generazione Voglio Vivere appoggerà questa iniziativa, promossa dal Comitato Carlo Camerani, attraverso una raccolta firme tra i suoi sostenitori nei prossimi giorni.

È un gesto di giustizia per le mamme in difficoltà e i loro figli e un atto di amore verso il nostro Paese.

Sono giovani, davvero molto giovani. Sono chiamati “La generazione pro-vita”. E affermano con orgoglio e sicurezza “Sarà la mia generazione a mettere fine all'aborto!”.

Semplicemente così, senza eccezioni, senza compromessi.

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sulla determinazione di questa giovane generazione a porre fine al flagello dell'aborto, bisognava essere presente lo scorso 18 gennaio alla “March for Life” che si è svolta a Washington.Oltre 350.000 americani pro-vita, giovani per la maggior parte, erano presenti nella capitale americana per opporsi a 46 anni di aborto legale negli Stati Uniti.

Da quando è stato legalizzato, più di 60 milioni di bambini nel grembo della madre sono stati sacrificati in America, l'equivalente di un’intera generazione.

Il tema di quest'anno, "Unico dal primo giorno", evidenzia il fatto scientifico che la vita inizia al momento del concepimento e che i progressi della scienza sostengono ogni volta di più la causa della vita. Infatti, “dal primo giorno, al momento della fecondazione, viene creato un nuovo essere umano!”

Jeanne Mancini, presidente della March for Life, ha dichiarato di essere felice di avere alla Marcia politici di entrambe le parti: “Il diritto alla vita è una questione non partigiana e, indipendentemente dalla politica, dovremmo tutti unirci per la vita e contro l'aborto, il più grande abuso dei diritti umani del nostro tempo”.

Il presidente Donald Trump, dal suo ufficio ovale alla Casa Bianca, ha promesso di porre il veto a qualsiasi legge abortista. Ed ha affermato di aver inviato “una lettera al Congresso per rendere chiaro che porrò il mio veto a qualsiasi legislazione che arriverà sulla mia scrivania che intenda indebolire la protezione della vita umana. (…) Quando guardiamo negli occhi di un bambino appena nato, vediamo la bellezza dell'anima umana e la maestà della Creazione di Dio. Sappiamo che ogni vita ha un significato e che ogni vita merita di essere protetta”.

Il vicepresidente Mike Pence, accompagnato dalla moglie, era presente alla Marcia. Pence ha esortato i sostenitori della vita a resistere fermamente sapendo che la vita sta vincendo. E che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui la controversa sentenza della Corte Suprema del 1973 che legalizzò l’aborto venga rovesciata.

 

Samuele Maniscalco

La settimana scorsa la Corte di Cassazione, confermando la condanna di un uomo di 88 anni per aver ammazzato la moglie ricoverata per Alzheimer, ha sentenziato che non esistono attenuanti per chi uccide un malato grave.

Letta così la notizia sembra fantastica, ma….la verità è ben altra!

Quello che asserisce veramente la Consulta è che se ammazzi una persona fuori dagli ospedali e non nel rispetto delle procedure della legge è un reato riprovevole. Se lo fai nelle strutture deputate e i tutti i crismi di legge è un diritto e viene inteso come conquista sociale. (1) È l’ombra fredda dell’eutanasia che presto colpirà tutti noi.

Ne sanno qualcosa in Canada dove recentemente il cardinale Collins, parlando a una cena pubblica a Toronto a 1.600 partecipanti ha detto:

L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere. Il tempo per la revisione della legge federale sull’eutanasia è finito, e c’è una grande pressione per eliminare le cosiddette ‘salvaguardie’ che hanno fatto sembrare la cosa non così terribile. Una di queste garanzie è che l’eutanasia deve essere solo per gli adulti. Ora sentiamo argomentazioni secondo cui il concetto di “adulto” deve essere reso così elastico che anche i minori possano beneficiare dell’eutanasia, anche senza il consenso dei genitori.

E sapete da dove parte tutto? Dal testamento biologico:

A dicembre, un comitato governativo dovrebbe presentare una relazione che esamini l’estensione del suicidio assistito ai giovani al di sotto dei 18 anni, ai pazienti psichiatrici e agli adulti consenzienti che consegnino un testamento biologico per essere eutanasiati nel caso in cui diventino incapaci a causa di malattia o patologia. (2)

Iniziano ad apparire però anche i primi casi – sempre troppi pochi comunque – di medici processati per omicidio. La notizia viene dall’Olanda.

Il caso riguarda una dottoressa che ha assassinato con l’eutanasia una donna demente di oltre 80 anni che aveva chiesto di non morire: è stata drogata di nascosto e poi tenuta ferma dai suoi familiari (!) mentre le veniva praticata l’iniezione letale. (3)

Dal 2017 in Olanda è legale uccidere i malati di demenza in stato avanzato, a patto che abbiano lasciato un testamento biologico chiaro. Ma si vede che nemmeno così si è veramente tutelati….

Ancora una volta, tutto ha inizio dal testamento biologico!

In Italia, il nostro corrispettivo sono le DAT: le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Si vede però che non sono abbastanza: a solo un anno dalla loro approvazione, si è formata in Parlamento un’alleanza trasversale per approvare una legge che ampli ancora di più le maglie dell’eutanasia nella nostra Nazione.

Note

  1. Legge sì, pietà no: i sofismi mortali della Cassazione, La Nuova Bussola Quotidiana 10-11-2018
  2. Card. Collins: L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere, Il blog di Sabino Paciolla 11-11-2018
  3. Olanda, eutanasia. Per la prima volta un medico sarà processato per omicidio, Tempi 10-11-2018

di Samuele Maniscalco

"Le esperienze olandesi devono metterci in guardia. I criteri per compiere l’eutanasia o il suicidio assistito sono sempre più estesi e mostrano storicamente e culturalmente il rischio di avanzare verso il baratro del piano inclinato(1).

Parole del cardinale di Utrecht, Willem Jacobus Eijk, che possono essere applicate anche a ciò che sta accadendo oggi nella nostra nazione.

Dopo l’ultimatum della Corte Costituzionale al Parlamento, cui è stato dato un anno di tempo per legiferare sull'argomento, il senatore Mantero del Movimento 5 Stelle (M5s) ha infatti presentato una proposta di legge in materia. Nel frattempo – ha informato l’Associazione Coscioni - sono arrivate a 62 le adesioni all’intergruppo parlamentare sul fine che si riunirà per discutere di eutanasia.

Alla Camera hanno aderito 24 deputati del M5s; 11 del Pd; 4 di Leu; 4 deputati del Misto e 1 di Forza Italia. Al Senato invece ci sono 10 aderenti per il Pd; 4 del M5s e quattro senatori del Misto (2). Qui è possibile scaricare la lista completa degli aderenti

L'on. Mantero è lo stesso che già nella scorsa legislatura era stato primo firmatario della proposta sul biotestamento, poi approvata dal Parlamento.

È da quel giorno che abbiamo aperto un vaso di pandora difficile da richiudere. Al netto infatti di tutte le rassicurazioni dei fautori dell’eutanasia, che non ci sarebbe stata alcuna deriva, era ovvio già allora che non sarebbe stato così.

Era poi così difficile studiare i dati di altre nazioni, come ad esempio Belgio o Olanda, per capire in quale baratro ci stavamo cacciando?

Una volta minato il rispetto per il valore intrinseco della vita umana, uccidere qualcuno, anche se perfettamente sano, sarà ritenuto normale.

In linea con questa mentalità, un membro del parlamento olandese ha presentato una proposta di legge per legalizzare il suicidio delle persone che ritengono che la propria vita sia giunta al termine. Viene previsto appena un limite di età: quello dei 75 anni. Il rischio ovvio di questo limite d’età è di suggerire che la vita umana perda del tutto il suo valore una volta raggiunta la fatidica quota (3).

Non vi sembra tutto così assurdo? Eppure è quello che stanno cercando di fare anche da noi in Italia.

Alla fine degli anni settanta – ha raccontato il cardiale Eijk - e all’inizio degli anni ottanta, si discuteva di accettare l’eutanasia e il suicidio assistito solo nella fase terminale di una malattia somatica, più tardi di accettare questi atti anche fuori della fase terminale. Negli anni novanta si cominciavano a accettare l’eutanasia e il suicidio assistito pure per le malattie psichiatriche e la demenza. Nel 2004 si ruppe una barriera, cercando delle possibilità legali per porre fine alla vita anche dei neonati, che non possono esprimere la loro volontà. E in questi anni si sta rompendo forse l’ultima barriera, pensando a una nuova legge che permetta l’assistenza al suicidio a gente che è di per sé sana(4).

La questione è così dannatamente seria e tragica che in Canada stanno discutendo della possibilità di sopprimere i bambini alle spalle dei genitori! (5)

Personalmente non so se questo Governo durerà e se, in caso positivo, avrà la forza per approvare una legge che ampli ancor di più le maglie dell’eutanasia.

Ma nel caso in cui non dovesse durare, faremmo bene a ricordarci dei nomi di tutti i parlamentari che si stanno spendendo per una simile battaglia: per non votarli e non farli votare alle prossime elezioni.

 

Note

  1. Eutanasia, Olanda all'atto finale: i sani verranno uccisi, 22-10-18 La Nuova Bussola.
  2. Eutanasia, il senatore M5s Mantero deposita ddl. Associazione Coscioni: “Già 62 adesioni all’intergruppo sul fine vita”, 31-10-18 Il Fatto Quotidiano.
  3. L'epilogo dell'eutanasia: sì a quella per vecchiaia, 29-06-18 La Nuova Bussola Quotidiana.
  4. Eutanasia, Olanda all'atto finale: i sani verranno uccisi, 22-10-18 La Nuova Bussola.
  5. Eutanasia, il Canada punta a sopprimere i bambini senza dirlo ai genitori, 18-10-18 Tempi.

 Samuele Maniscalco

Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere sulla incostituzionalità o meno del reato penale di aiuto al suicidio legato al caso Marco Cappato e dj Fabo.

La Consulta ha infatti deciso di sospendere il giudizio per un anno e di passare la patata bollente al Parlamento autorizzandolo a inserire nella legge sulle Dat - meglio conosciute come testamento biologico - anche alcuni casi di aiuto al suicidio.

Questo significa che la platea dei candidati all’eutanasia si allargherà a dismisura…

Ad oggi, l’attuale legge – che ancora non ha compiuto nemmeno un anno – già legalizza di fatto l’eutanasia sia commissiva che omissiva nell’unico caso in cui la persona viva grazie a delle macchine che se staccate ne decreterebbero la morte.

Quello che i sostenitori della dolce morte vogliono ottenere è ampliare le possibilità di accesso all’eutanasia e così rendere legittimo l’aiuto al suicidio e in futuro anche l’iniezione letale.

Solo in questo modo, infatti, l’eutanasia potrà essere applicata a tutti, anche a chi, sano di corpo, semplicemente non vorrà più rimanere in vita.

È forse esagerato pensare a tutto ciò? Niente affatto.

Ecco un passaggio di un’intervista apparsa pochi giorni fa su Repubblica [1] a Matteo Mantero, senatore del Movimento 5 Stelle:

Un giorno si potrebbe anche valutare tra i motivi per consentire l’eutanasia la stanchezza, il male di vivere. Penso a chi ha novanta anni ed è rimasto solo o semplicemente non ne può più. Io posso essere favorevole dal punto di vista etico, visto che credo che la vita sia un bene personale e che uno ha diritto a farne ciò che desidera. Ma un’altra cosa, ben diversa, è il rischio di fughe in avanti che in parlamento non verrebbero capite. Che non porterebbero a nulla, anzi. Meglio un passo alla volta, seguendo il cambiamento culturale per gradi.

Capito? Pezzetto dopo pezzetto hanno intenzione di arrivare fino alle ultime conseguenze della loro follia, costi quel che costi.

Che una simile voglia di morte faccia parte dell’ideologia 5 Stelle, almeno nelle sue alte sfere, è confermato anche dalle parole del Presidente della Camera Roberto Fico che ha salutato il pronunciamento della Consulta come “un’occasione importante per il Parlamento”. Un anno e mezzo fa lo stesso Fico affermava in televisione: “Testamento biologico ed eutanasia? Noi siamo favorevoli, punto” [2].

E Beppe Grillo, appena un mese dopo la morte di dj Fabo, durante uno show a Lugano elogiò il ‘metodo svizzero’ sul suicidio assistito: “È una grandissima cosa che dovremmo fare anche in Italia” [3].

Che cosa ci sia di “grandissimo” nel dare la morte a qualcuno non l’ho ancora capito.

Quello però che so è che nel 2013 il ‘Canadian Medical Association Journal’ parlò del fenomeno del ‘contagio da suicidio’: più il tema del suicidio è presente nella società, più si conoscono persone morte tramite suicidio, e più si riscontrano tentativi di suicidio, soprattutto tra i giovani (12-17 anni) [4].

Non molto tempo fa, il professore Theo Boer, docente all’Università di Utrecht e membro per nove anni della Commissione di controllo olandese per vigilare sull’esecuzione della legge nei termini previsti, dovette riconoscere:

Coloro che, come me, appoggiavano la legge sull’eutanasia, argomentavano parlando di pietà, di autonomia e di libertà individuale. Con il senno di poi, dico che ci sbagliavamo. L’eutanasia è diventata sempre più normale e diffusa […] e molti altri tipi di sofferenza, soprattutto esistenziale, sociale e psichiatrica, sono diventati motivi sufficienti per richiedere l’eutanasia. Molte persone negli anni Novanta erano convinte che si parlasse di un contesto legato alla malattia terminale. In realtà, però, ogni paziente oggi può ottenere l’eutanasia. Stando letteralmente alla legge non devi essere nemmeno malato [5].

Che cosa farà adesso l’attuale Governo che sui temi etici aveva praticamente preso l’accordo di non trattarli per evitare tensioni tra le due forze di maggioranza?

E il Movimento 5 Stelle, manterrà la parola data o andrà avanti per la sua strada?

Non esistono risposte facili perché in gioco ci sono molti fattori, ma ancora una volta la Consulta ha abdicato coscientemente al suo ruolo di garante della Costituzione. Forse sarebbe bene iniziare a pensare a una strategia per blindare su certe tematiche la Carta Costituzionale ed evitare simili derive.

Ma quale forza politica avrà la forza e la volontà di farlo?

 

Note

  1. La Repubblica 25-10- 18
  2. Corriere della Sera 25-10-18
  3. Idem
  4. Il suicidio assistito diffonde la cultura del suicidio nella popolazione, UCCR
  5. Benedetta Frigerio, Io, che ho fatto parte della Commissione per l’eutanasia in Olanda, vi dico: “non fate il nostro errore”, Tempi 01-07-15
 
Samuele Maniscalco 
 
Tutti sono ormai a conoscenza degli impegni a favore della vita presi dal Comune di Verona e del putiferio politico che ne è scaturito a livello nazionale. 
 
Quali sono questi impegni sanciti dalla mozione "Zelger", dal nome del consigliere comunale che l'ha proposta? 
 
Eccoli:
 
- inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento al progetto Gemma, avviato nel 1994 su scala nazionale per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà;
- promuovere il progetto regionale “Culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali;
- proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”.
 
Per qualcuno – laicisti, femministe e le sinistre in generale – tanto è bastato per gridare al colpo di Stato.
 
Leggendo le molte notizie a riguardo, non è difficile percepire che l’aria sta cambiando…
 
Mi chiedo se anche noi, che ci troviamo dall’altra parte della barricata, ci rendiamo conto di questo cambiamento in corso.
 
Proprio l’altro ieri, il quotidiano locale di Verona, L'Arena, ha scritto che città come Potenza, Treviso, Sestri Levante e Trieste hanno espresso interesse per la mozione “Zelger”. 
 
E Roberto Todeschini (responsabile del gruppo giovani della Lega di Matteo Salvini), sullo stesso quotidiano, ha aggiunto che l'iniziativa sarà estesa "in tutti i comuni in cui governiamo, con l'obiettivo di estenderla a livello regionale e nazionale".
 
Per mostrare i muscoli e autoconvincersi di avere ancora in mano il pieno controllo della piazza, le attiviste femministe di “Non una di meno” hanno organizzato una manifestazione pubblica che ha raccolto la “strabiliante” cifra di 5 mila persone…di cui una parte proveniente da altre zone di Italia.
 
Una cifra che parla di fallimento: perché se l’intento era quello di mobilitare in massa la società civile contro la decisione del Comune, allora l’obiettivo non è stato centrato. 
 
Nella vita reale è stata una sconfitta, sulla carta stampata un trionfo: l’unico luogo, quest’ultimo, dove ancora possono dire di mietere dei successi….
 
Lo scollamento dall’opinione pubblica appare evidente.
 
Ricordo, en passant, che il comune di Verona ha 260.000 abitanti. Diciamo che i veronesi doc alla manifestazione siano stati 3.000 (i restanti li calcoleremo come venuti da altre parti del Veneto o di Italia). 
 
Ebbene, la percentuale dei veronesi che avrebbe manifestato il suo sdegno contro una mozione ritenuta “incivile” sarebbe di poco superiore all’1,1%.
 
E noi, per questa misera percentuale dovremmo forse avere paura? Ma nemmeno per idea! Tanto che sono loro ad averne.
 
L’unico antidoto che hanno per rimediare a queste sconfitte sono le fake news create ad arte dai giornali.
 
È così evidente che altrimenti non si spiegherebbe la disparità di trattamento riservato, ad esempio, a iniziative come la Marcia nazionale per la Vita - che ha radunato anche molte più persone - o la Marcia per la vita di Palermo che un anno, da sola e senza grandi mezzi alle spalle, ha radunato quasi 5 mila partecipanti.
 
Nella loro nota delirante, le attiviste abortiste di 'Non una di meno' hanno scritto: “Ogni anno 50mila donne muoiono a causa di un aborto illegale e quindi non sicuro: i sicari sono gli obiettori e i mandanti Stato e Chiesa”.
 
Evito qualsiasi commento lasciando il giudizio su simili affermazioni ad altri. Qui, mi limito soltanto a pubblicare una foto della manifestazione di pochi giorni fa che rende palese la bassezza delle loro azioni:
 
 

Manifestazione abortista a Verona. La “papessa” annuncia la fine del Medioevo

 
Come minimo blasfema…
 
In tutta questa storia non dobbiamo dimenticare però una verità fondamentale: seppur in un’ottica di gradualità, non si può prescindere dall’esprimere un giudizio totalmente negativo su tutta la Legge 194/78 che è, comunque la si voglia mettere, la legge del libero aborto. 
 
Non esistono “parti buone” che la giustifichino in qualche modo, essendo tutta incentrata sulla libertà della madre di portare avanti la gravidanza o chiedere la soppressione del concepito.
 
La nostra meta finale, deve essere chiaro, è la sua cancellazione. E di fronte a questo non indietreggeremo di un solo millimetro. 
 
 
Sempre più frequentemente numerose sette sataniche attive negli Stati Uniti utilizzano il concetto di libertà religiosa per ottenere una forma di riconoscimento e una maggiore visibilità.
 
Tra queste, figura anche il "Tempio di Satana" che conduce varie azioni a favore dell'aborto. Questi stessi militanti satanisti spesso vengono a interrompere i raduni pro-vita.
 
Ma il "Tempio di Satana" aveva anche intrapreso azioni legali per contestare le leggi sull'aborto vigenti in Missouri.
 
Il 22 settembre, però, la Corte ha respinto l'appello dei satanisti. Ma quanto tempo passerà prima che un'altra Corte dia loro ragione? 
 
I satanisti sostenevano che le leggi sull'aborto nello Stato del Missouri violavano la loro libertà religiosa garantita dalla Costituzione.
 
Il "Tempio di Satana" è ancora in attesa di altre due sentenze in processi simili, uno presso la Corte di Stato e uno presso il Tribunale  Federale.
 
Alla fine di gennaio, uno di questi casi è stato ascoltato dalla Corte suprema del Missouri, ma nessun giudizio è stato ancora emesso.

di Samuele Maniscalco

Cinquant'anni dopo la loro pubblicazione, gli insegnamenti di Humanae Vitae continuano ancora a essere malvisti fuori e dentro la Chiesa. Segno che la lettera l’enciclica di Papa Polo VI non hai smesso di essere attuale e quindi “profetica”.

In mezzo alla babele di opinioni che nei mesi scorsi si è levata per proporre una lettura eterodossa di questi insegnamenti, la vera dottrina sullo scopo dell'atto sessuale e, quindi, del matrimonio deve essere riaffermata con decisione. 

E ciò non solo in rapporto alla sfera privata della sessualità, ma anche in relazione alla dimensione sociale e pubblica della vita. 

Il contesto storico in cui venne pubblicata Humanae Vitae fu la rivoluzione sessuale della metà degli anni Sessanta. La moda, la letteratura e l'industria dello spettacolo avevano contribuito a creare un'atmosfera in cui i costumi sessuali erano stati rovesciati. 

Ciò fu particolarmente evidente nei film di Hollywood e negli spettacoli televisivi, nella scoperta della pillola anticoncezionale e nell'avvento della minigonna.

Nel maggio 1968, lo scoppio di diverse rivolte studentesche nella maggior parte dei campus universitari occidentali aveva dato alla Rivoluzione sessuale un fondamento ideologico, unificando e dando un senso a tutta una serie di tendenze disordinate rivolte contro la morale tradizionale. 

Era un'ideologia anarchica che mescolava il marxismo con le teorie di Freud e negava ogni ordine, autorità e norma morale. Era il "Proibito proibire" che tutti noi conosciamo.

Nello stesso periodo, circoli cattolici progressisti spingevano a che la Chiesa si "adattasse al mondo". Innumerevoli teologi avevano iniziato a sostenere che la Sposa di Cristo avrebbe dovuto cambiare la sua morale perenne e rinunciare alla sua intransigenza accettando la "libertà" sessuale e l'uso dei contraccettivi.

Fu in questo clima di contesa che papa Paolo VI decise di pubblicare la sua attesissima enciclica. 

Per il sollievo dei fedeli cattolici e la costernazione dei liberali, il Papa riaffermò la tradizionale dottrina della Chiesa sulla natura del matrimonio e dell'atto sessuale e condannò l'uso della pillola e di qualsiasi altro mezzo artificiale di contraccezione.

Spiegando che cosa comporti la contraccezione Papa Paolo VI scrisse: “Non ci vuole molta esperienza per conoscere la debolezza umana e per comprendere che gli uomini – i giovani specialmente, così vulnerabili su questo punto – hanno bisogno d’incoraggiamento a essere fedeli alla legge morale e non si deve loro offrire qualche facile mezzo per eluderne l’osservanza” (HV, n°17). 

E aveva ragione. La rimozione degli incentivi più ovvi ad osservare la legge morale sulla sessualità ha provocato uno spropositato aumento del sesso occasionale. Cosa ancora più importante, tuttavia, è l’aver diffuso quella che è stata definita come “mentalità contraccettiva”.

Quell’idea bizzarra per cui tra sessualità e figli concepiti non esista una connessione diretta e che se “per caso” dovesse esistere non comporterebbe alcuna responsabilità da assumersi.

Questa mentalità riduce però le persone a “cose”, trasformando la sessualità in una pratica profondamente egoistica. Tanto egoista da giustificare l’omicidio del concepito, diretta conseguenza “indesiderata” di rapporti sessuali avuti senza pensare alle conseguenze. 

Ma la “mentalità contraccettiva” potrebbe anche essere dietro all’aumento di quella altra forma legalizzata di omicidio così oggi di moda: l’eutanasia. 

Quanti anziani invecchiano senza figli che si prendano cura di loro oppure con figli divenuti alla loro volta egoisti e che perciò non vogliono prendersi cura dei propri genitori? L’eutanasia si presenta allora come la via d’uscita più facile.

Contrariamente all'odierna mentalità secolarista che considera i bambini come ostacoli alla felicità coniugale, l’enciclica di Paolo VI invece ci ricorda: “I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori” (HV, n°9).

Non vi è nulla di utopistico negli insegnamenti di Humanae Vitae. Anzi! 

È necessario piuttosto creare “un clima favorevole all’educazione della castità, cioè al trionfo della sana libertà sulla licenza, mediante il rispetto dell’ordine morale" (HV, n°22).

È questo il nostro compito. Preparare il terreno perché la virtù fiorisca laddove oggi regna il vizio. 

 
Questo 9 agosto 2018 rimarrà negli annali della storia come quello di una grande vittoria della legge sulla barbarie: il Senato argentino ha infatti votato contro la legalizzazione dell'omicidio del concepito. Nonostante l'intensa pressione delle organizzazioni internazionali e dei media di tutto il mondo, l'Argentina ha tenuto duro.
 
Sin dall'annuncio fatto dal Presidente della Repubblica di tale voto, gli argentini si sono radunati in massa per difendere i più piccoli, notando il tradimento del signor Macri, che all'inizio del suo mandato si era solennemente impegnato davanti a Dio nel garantire il diritto alla vita.
 
Ripetutamente, centinaia di migliaia di persone hanno pacificamente manifestato in difesa della vita nascente sfidando orde di femministe che non hanno esitato a usare la violenza come avvenuto questa notte, dopo il voto al Senato, dove si sono verificati diversi incidenti (incendi, lancio di sassi contro la polizia, etc…).
 
La combattività dei difensori della vita ha quindi dato i suoi frutti, dimostrando che le uniche battaglie perse in anticipo sono quelle che ci rifiutiamo di ingaggiare.
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