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Agli amici Farmacisti.

A seguito delle decisioni degli enti pubblici di liberalizzare alcuni farmaci che procurano l’aborto, cioè l’uccisione di un essere umano innocente, magari sotto la denominazione ‘umanitaria’ di ‘contraccezione di emergenza’, come fedeli di Cristo invitiamo tutti voi a rifiutarvi di collaborare con l’uccisione dei nascituri e a non vendere a nessuno i suddetti farmaci.

La Chiesa nei suoi documenti ufficiali ha espressamente indicato tra i farmaci abortivi quelli intercettivi e quelli contragestativi  (evidentemente sia in pillole che in altre modalità iniettabili o a spirale):

Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita. (Cong. Dottr. Fede, Donum vitae)

Esistono mezzi tecnici che agiscono dopo la fecondazione, quando l’embrione è già costituito, prima o dopo l’impianto in utero. Queste tecniche sono intercettive, se intercettano l’embrione prima del suo impianto nell’utero materno, e contragestative, se provocano l’eliminazione dell’embrione appena impiantato.

Per favorire la diffusione dei mezzi intercettivi, si afferma talvolta che il loro meccanismo di azione non sarebbe sufficientemente conosciuto … ma gli studi sperimentali dimostrano che l’effetto di impedire l’impianto è certamente presente, anche se questo non significa che gli intercettivi provochino un aborto ogni volta che vengono assunti, anche perché non sempre dopo il rapporto sessuale avviene la fecondazione.

Quando si constata un ritardo mestruale, si ricorre talora alla contragestazione, che viene praticata abitualmente entro una o due settimane dopo la constatazione del ritardo. Lo scopo dichiarato è quello di far ricomparire la mestruazione, ma in realtà si tratta dell’aborto di un embrione appena annidato.

Come si sa, l’aborto «è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita». Pertanto l’uso dei mezzi di intercezione e di contragestazione rientra nel peccato di aborto ed è gravemente immorale. (Cong. Dottr. Fede, Dignitas personae)

Rifiutarsi di vendere questi farmaci abortivi in nome della legge morale naturale operando così una obiezione della coscienza rispetto a una norma positiva gravemente ingiusta, è un atto coraggioso che può risvegliare molti cittadini e renderli consapevoli della inaccettabilità dello sterminio dei nascituri.

I produttori di questi farmaci negano spesso che siano abortivi, in quanto a loro avviso la persona umana inizierebbe ad esistere solo diversi giorni dopo il concepimento. E’ una affermazione arbitraria e non scientifica, perché l’individuo inizia ad esistere “a partire dal costituirsi dello zigote”, cioè dal concepimento, come è ovvio anche solo dal punto di vista logico oltre che biologico e morale.

Vi ringraziamo e vi assicuriamo tutto il nostro aiuto, per tutto ciò che possiamo e potremo fare in questa dolorosa situazione, consapevoli del grave rischio che, con questa scelta, vi assumete. Le conseguenze per il lavoro, per la famiglia e per i rapporti sociali di una vostra scelta (tanto coraggiosa quanto moralmente necessaria) di non complicità con il ‘crimen nefandum – abominevole delitto’ (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et Spes, 51) dell’aborto ci sono note e vi assicuriamo che non sarete soli nella buona battaglia.

Conosciamo quello che insegna la Chiesa a questo proposito, certi che questo dovere morale è anche un diritto umano basilare:

Il cittadino non è obbligato in coscienza a seguire le prescrizioni delle autorità civili se sono contrarie alle esigenze dell’ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo. Le leggi ingiuste pongono gli uomini moralmente retti di fronte a drammatici problemi di coscienza: quando sono chiamati a collaborare ad azioni moralmente cattive, hanno l’obbligo di rifiutarsi. Oltre ad essere un dovere morale, questo rifiuto è anche un diritto umano basilare che, proprio perché tale, la stessa legge civile deve riconoscere e proteggere: «Chi ricorre all’obiezione di coscienza deve essere salvaguardato non solo da sanzioni penali, ma anche da qualsiasi danno sul piano legale, disciplinare, economico e professionale».

È un grave dovere di coscienza non prestare collaborazione, neppure formale, a quelle pratiche che, pur ammesse dalla legislazione civile, sono in contrasto con la Legge di Dio. Tale collaborazione, infatti, non può mai essere giustificata, né invocando il rispetto della libertà altrui, né facendo leva sul fatto che la legge civile la prevede e la richiede. Alla responsabilità morale degli atti compiuti nessuno può mai sottrarsi e su tale responsabilità ciascuno sarà giudicato da Dio stesso (cfr. Rm 2,6; 14,12). (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 399)

Se è vero che «qualunque cosa avrete fatto a questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatta a Me», come ci ha assicurato il Signore Gesù, allora ogni vostro gesto di verità e di carità, che salverà la vita di tanti esseri umani e la coscienza di tante giovani donne, sarà fecondo di bene anche per ciascuno di voi e contribuirà a quel bene per gli uomini che tutti auspichiamo e che voi nel lavoro nel campo della medicina cercate quotidianamente di realizzare.

Con amicizia e con stima per tutto quello che riuscirete a fare.

 

Coordinamento Nazionale Iustitia et Pax

CulturaCattolica.it

Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa

 

C’è un filo rosso che unisce l’ideologia femminista, l’aborto e il traffico sessuale.

Quelle che si propongono come le vestali dei diritti delle donne - ovvero le femministe - altro non sono che le peggiori nemiche del genere femminile. In nome dell’autodeterminazione, sostengono la soppressione della vita nel grembo materno e il mercimomio del corpo femminile.

Gli Stati Uniti, culla dell’ideologia femminista, ci offrono l’ultimo esempio che lo conferma.

Nel 2018 il governo statunitense ha sequestrato Backpage.com, sito di annunci erotici dietro il quale si sarebbe celato un giro di prostituzione, anche minorile. Sono 93 i capi d’accusa nei confronti dei suoi fondatori.

Backpage.com è stato spesso al centro della cronaca nera americana. Il sito Uccronline riporta qualche caso[1] agghiacciante e cita il National Center on Missing and Expolited Children, secondo cui il 73% di tutte le vicende di traffico sessuale di minori da loro gestiti, ha coinvolto il sito web incriminato.

Il fatto che un sito di tal risma sia stato chiuso dovrebbe essere una buona notizia. O no? Per il gruppo femminista radicale Women’s March non è così.

Nato nel gennaio 2017 a Washington, nei giorni dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca contro cui protesta ferocemente, il gruppo è strenuo difensore dell’aborto e dell’ideologia gender. “Dobbiamo avere il potere di controllare i nostri corpi ed essere libere dalle norme di genere e dagli stereotipi”, scrivono. 

È proprio in nome della libertà di controllare i propri corpi, che Women’s March ha pubblicamente espresso contrarietà alla chiusura della sinistra pagina web. Su Twitter hanno scritto: La chiusura di #Backpage è una vera e propria catastrofe per le lavoratrici del sesso che si affidano al sito per entrare in contatto con i clienti. I diritti dei lavoratori del sesso sono diritti delle donne”.

Orripilante che, dinanzi a casi di cronaca nera come quelli citati sopra, le femministe si schierino contro l’operazione di polizia.

Giustamente, Ashley McGuire della Catholic Association ha osservato su Real Clear Politics: “Woman’s March sta ufficialmente approvando la prostituzione e difendendo i facilitatori della tratta di esseri umani”[2].

Stupisce? Niente affatto! Da chi è ideologicamente favorevole all’aborto, ossia alla soppressione di un essere indifeso, possiamo forse attenderci un moto di coscienza?

Chi predica e pratica il male su un tema, di norma lo fa diffusamente anche su altri temi. La sua è una disposizione dell’animo, oppure un’azione dietro compenso.

Può darsi, in effetti, che certi movimenti femministi siano al servizio di qualche gruppo che trae vantaggi economici dalla prostituzione. Il caso delle Femen, lautamente stipendiate dal magnate ucraino Viktor Svyatskiy dimostra che dietro l’ideologia femminista non c’è spontaneità.

 

Generazione Voglio Vivere

©Riproduzione autorizzata a condizione che venga citata la fonte




[1]     Women’s March: le femministe anti-Trump ma favorevoli al traffico sessuale minorile - Uccronline.it, 5-12-2019

[2]     The Women’s March and Backpage.com: A sordid story – Realclearpolitics.com, 12-4-2018

Venerdì, 08 Novembre 2019 16:00

L’infernale sete di sangue degli abortisti

I fautori dell’aborto dimostrano costantemente di anelare il sangue, quello dei bambini non ancora nati e quello di chi li difende. Negli ultimi giorni si sono verificati almeno un paio di episodi che lo confermano.

In Argentina si è registrato l’ennesimo attacco violento da parte di gruppi di femministe nei confronti di una cattedrale. È accaduto a La Plata, dove alcune facinorose si sono separate da un corteo femminista per dirigersi verso la cattedrale.

L’aggressione ha avuto due fasi: dopo il primo blitz, infatti, sono tornate con il favore delle tenebre armate di oggetti contundenti e artefatti incendiari, che hanno scagliato verso il luogo sacro.

Soltanto la dedizione e il coraggio delle forze dell’ordine - tra cui molte donne - hanno evitato che l’attacco provocasse danni alla cattedrale, una delle più belle e imponenti di tutto il Sud America. Nel corso dell’aggressione, le femministe hanno urlato slogan contro la Chiesa cattolica e a favore della legalizzazione dell’aborto, che nell’agosto 2018 non è passata per sette voti al Senato argentino.

Dal Sud al Nord America, l’abisso dell’ideologia abortista si fa però ancora più profondo.

All’interno di un bar di New York, nei giorni scorsi c’è stata un’esibizione davvero orripilante di un drag queen, ossia un transessuale. Tale personaggio, che si fa chiamare Blair Black, ha simulato un aborto autoindotto. Seduto su un bancone con il pancione finto, ha impugnato un coltello, ha iniziato a tagliare la pancia e ha tirato fuori una bambola. Infine ha leccato un liquido rosso fuoriuscito insieme al pupazzo che rappresentava il feto.

Uno spettacolo raccapricciante, la cui visione è raccomandata soltanto a stomaci forti al link di seguito: Immagini Forti! Attenzione!

Dinanzi a certe terribili realtà, lascia attoniti il basso profilo se non addirittura l’appoggio di alcuni settori delle chiese cristiane.

LifeSiteNews dà notizia che la National Abortion Federation (NAF) ha annunciato il nome del suo nuovo presidente e CEO: Katherine Ragsdale, lesbica, abortista e sacerdotessa (sic!) di una chiesa protestante[1].

All’annuncio della nomina, la Ragsdale non ha esitato a pronunciare la seguente bestemmia: “I fornitori di aborti sono alcuni dei miei eroi personali e [sono] i santi di oggi”.

Pazzesco! Eppure non c’è da stupirsi.

Come spiega a LifeSiteNews don Frank Pavone, direttore nazionale di Priests for Life, questa donna lesbica vestita da reverendo ha guidato una Colazione religiosa per il diritto di aborto, fornendo riti di benedizione a genitori in procinto di uccidere i propri figli e alle strutture in cui viene versato il sangue.

Questi fatti dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, che quella contro l’aborto è una battaglia contro le forze del Male.

Siamo convinti che, come ci insegna Gesù Cristo, esse “non prevarranno”. Forti di questa convinzione, portiamo avanti la nostra battaglia per la vita, dal concepimento alla morte naturale. 

Insieme possiamo fermarli. Insieme, possiamo vincere.

 

 

[1]. Lesbian Episcopal‘priest’named new head of National Abortion Federation, LifeSiteNews – 5 novembre 2019

Venerdì scorso è stata presentata alla stampa, nella Sala dei Mosaici presso il Comune di Ravenna, la petizione popolare per la reintroduzione dell'assegno di gravidanza dal quarto mese alla nascita erogata dall'Ente Locale e inopinatamente tolto senza nulla dire a nessuno.

La petizione per la sua reintroduzione può essere firmata anche dai non residenti nel territorio comunale.

Generazione Voglio Vivere appoggerà questa iniziativa, promossa dal Comitato Carlo Camerani, attraverso una raccolta firme tra i suoi sostenitori nei prossimi giorni.

È un gesto di giustizia per le mamme in difficoltà e i loro figli e un atto di amore verso il nostro Paese.

Sono giovani, davvero molto giovani. Sono chiamati “La generazione pro-vita”. E affermano con orgoglio e sicurezza “Sarà la mia generazione a mettere fine all'aborto!”.

Semplicemente così, senza eccezioni, senza compromessi.

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sulla determinazione di questa giovane generazione a porre fine al flagello dell'aborto, bisognava essere presente lo scorso 18 gennaio alla “March for Life” che si è svolta a Washington.Oltre 350.000 americani pro-vita, giovani per la maggior parte, erano presenti nella capitale americana per opporsi a 46 anni di aborto legale negli Stati Uniti.

Da quando è stato legalizzato, più di 60 milioni di bambini nel grembo della madre sono stati sacrificati in America, l'equivalente di un’intera generazione.

Il tema di quest'anno, "Unico dal primo giorno", evidenzia il fatto scientifico che la vita inizia al momento del concepimento e che i progressi della scienza sostengono ogni volta di più la causa della vita. Infatti, “dal primo giorno, al momento della fecondazione, viene creato un nuovo essere umano!”

Jeanne Mancini, presidente della March for Life, ha dichiarato di essere felice di avere alla Marcia politici di entrambe le parti: “Il diritto alla vita è una questione non partigiana e, indipendentemente dalla politica, dovremmo tutti unirci per la vita e contro l'aborto, il più grande abuso dei diritti umani del nostro tempo”.

Il presidente Donald Trump, dal suo ufficio ovale alla Casa Bianca, ha promesso di porre il veto a qualsiasi legge abortista. Ed ha affermato di aver inviato “una lettera al Congresso per rendere chiaro che porrò il mio veto a qualsiasi legislazione che arriverà sulla mia scrivania che intenda indebolire la protezione della vita umana. (…) Quando guardiamo negli occhi di un bambino appena nato, vediamo la bellezza dell'anima umana e la maestà della Creazione di Dio. Sappiamo che ogni vita ha un significato e che ogni vita merita di essere protetta”.

Il vicepresidente Mike Pence, accompagnato dalla moglie, era presente alla Marcia. Pence ha esortato i sostenitori della vita a resistere fermamente sapendo che la vita sta vincendo. E che non vede l'ora che arrivi il giorno in cui la controversa sentenza della Corte Suprema del 1973 che legalizzò l’aborto venga rovesciata.

 

Samuele Maniscalco

La settimana scorsa la Corte di Cassazione, confermando la condanna di un uomo di 88 anni per aver ammazzato la moglie ricoverata per Alzheimer, ha sentenziato che non esistono attenuanti per chi uccide un malato grave.

Letta così la notizia sembra fantastica, ma….la verità è ben altra!

Quello che asserisce veramente la Consulta è che se ammazzi una persona fuori dagli ospedali e non nel rispetto delle procedure della legge è un reato riprovevole. Se lo fai nelle strutture deputate e i tutti i crismi di legge è un diritto e viene inteso come conquista sociale. (1) È l’ombra fredda dell’eutanasia che presto colpirà tutti noi.

Ne sanno qualcosa in Canada dove recentemente il cardinale Collins, parlando a una cena pubblica a Toronto a 1.600 partecipanti ha detto:

L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere. Il tempo per la revisione della legge federale sull’eutanasia è finito, e c’è una grande pressione per eliminare le cosiddette ‘salvaguardie’ che hanno fatto sembrare la cosa non così terribile. Una di queste garanzie è che l’eutanasia deve essere solo per gli adulti. Ora sentiamo argomentazioni secondo cui il concetto di “adulto” deve essere reso così elastico che anche i minori possano beneficiare dell’eutanasia, anche senza il consenso dei genitori.

E sapete da dove parte tutto? Dal testamento biologico:

A dicembre, un comitato governativo dovrebbe presentare una relazione che esamini l’estensione del suicidio assistito ai giovani al di sotto dei 18 anni, ai pazienti psichiatrici e agli adulti consenzienti che consegnino un testamento biologico per essere eutanasiati nel caso in cui diventino incapaci a causa di malattia o patologia. (2)

Iniziano ad apparire però anche i primi casi – sempre troppi pochi comunque – di medici processati per omicidio. La notizia viene dall’Olanda.

Il caso riguarda una dottoressa che ha assassinato con l’eutanasia una donna demente di oltre 80 anni che aveva chiesto di non morire: è stata drogata di nascosto e poi tenuta ferma dai suoi familiari (!) mentre le veniva praticata l’iniezione letale. (3)

Dal 2017 in Olanda è legale uccidere i malati di demenza in stato avanzato, a patto che abbiano lasciato un testamento biologico chiaro. Ma si vede che nemmeno così si è veramente tutelati….

Ancora una volta, tutto ha inizio dal testamento biologico!

In Italia, il nostro corrispettivo sono le DAT: le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Si vede però che non sono abbastanza: a solo un anno dalla loro approvazione, si è formata in Parlamento un’alleanza trasversale per approvare una legge che ampli ancora di più le maglie dell’eutanasia nella nostra Nazione.

Note

  1. Legge sì, pietà no: i sofismi mortali della Cassazione, La Nuova Bussola Quotidiana 10-11-2018
  2. Card. Collins: L'”ombra fredda” dell’eutanasia, anche per i minori, e senza il consenso dei genitori, si sta diffondendo. Dobbiamo resistere, Il blog di Sabino Paciolla 11-11-2018
  3. Olanda, eutanasia. Per la prima volta un medico sarà processato per omicidio, Tempi 10-11-2018

di Samuele Maniscalco

"Le esperienze olandesi devono metterci in guardia. I criteri per compiere l’eutanasia o il suicidio assistito sono sempre più estesi e mostrano storicamente e culturalmente il rischio di avanzare verso il baratro del piano inclinato(1).

Parole del cardinale di Utrecht, Willem Jacobus Eijk, che possono essere applicate anche a ciò che sta accadendo oggi nella nostra nazione.

Dopo l’ultimatum della Corte Costituzionale al Parlamento, cui è stato dato un anno di tempo per legiferare sull'argomento, il senatore Mantero del Movimento 5 Stelle (M5s) ha infatti presentato una proposta di legge in materia. Nel frattempo – ha informato l’Associazione Coscioni - sono arrivate a 62 le adesioni all’intergruppo parlamentare sul fine che si riunirà per discutere di eutanasia.

Alla Camera hanno aderito 24 deputati del M5s; 11 del Pd; 4 di Leu; 4 deputati del Misto e 1 di Forza Italia. Al Senato invece ci sono 10 aderenti per il Pd; 4 del M5s e quattro senatori del Misto (2). Qui è possibile scaricare la lista completa degli aderenti

L'on. Mantero è lo stesso che già nella scorsa legislatura era stato primo firmatario della proposta sul biotestamento, poi approvata dal Parlamento.

È da quel giorno che abbiamo aperto un vaso di pandora difficile da richiudere. Al netto infatti di tutte le rassicurazioni dei fautori dell’eutanasia, che non ci sarebbe stata alcuna deriva, era ovvio già allora che non sarebbe stato così.

Era poi così difficile studiare i dati di altre nazioni, come ad esempio Belgio o Olanda, per capire in quale baratro ci stavamo cacciando?

Una volta minato il rispetto per il valore intrinseco della vita umana, uccidere qualcuno, anche se perfettamente sano, sarà ritenuto normale.

In linea con questa mentalità, un membro del parlamento olandese ha presentato una proposta di legge per legalizzare il suicidio delle persone che ritengono che la propria vita sia giunta al termine. Viene previsto appena un limite di età: quello dei 75 anni. Il rischio ovvio di questo limite d’età è di suggerire che la vita umana perda del tutto il suo valore una volta raggiunta la fatidica quota (3).

Non vi sembra tutto così assurdo? Eppure è quello che stanno cercando di fare anche da noi in Italia.

Alla fine degli anni settanta – ha raccontato il cardiale Eijk - e all’inizio degli anni ottanta, si discuteva di accettare l’eutanasia e il suicidio assistito solo nella fase terminale di una malattia somatica, più tardi di accettare questi atti anche fuori della fase terminale. Negli anni novanta si cominciavano a accettare l’eutanasia e il suicidio assistito pure per le malattie psichiatriche e la demenza. Nel 2004 si ruppe una barriera, cercando delle possibilità legali per porre fine alla vita anche dei neonati, che non possono esprimere la loro volontà. E in questi anni si sta rompendo forse l’ultima barriera, pensando a una nuova legge che permetta l’assistenza al suicidio a gente che è di per sé sana(4).

La questione è così dannatamente seria e tragica che in Canada stanno discutendo della possibilità di sopprimere i bambini alle spalle dei genitori! (5)

Personalmente non so se questo Governo durerà e se, in caso positivo, avrà la forza per approvare una legge che ampli ancor di più le maglie dell’eutanasia.

Ma nel caso in cui non dovesse durare, faremmo bene a ricordarci dei nomi di tutti i parlamentari che si stanno spendendo per una simile battaglia: per non votarli e non farli votare alle prossime elezioni.

 

Note

  1. Eutanasia, Olanda all'atto finale: i sani verranno uccisi, 22-10-18 La Nuova Bussola.
  2. Eutanasia, il senatore M5s Mantero deposita ddl. Associazione Coscioni: “Già 62 adesioni all’intergruppo sul fine vita”, 31-10-18 Il Fatto Quotidiano.
  3. L'epilogo dell'eutanasia: sì a quella per vecchiaia, 29-06-18 La Nuova Bussola Quotidiana.
  4. Eutanasia, Olanda all'atto finale: i sani verranno uccisi, 22-10-18 La Nuova Bussola.
  5. Eutanasia, il Canada punta a sopprimere i bambini senza dirlo ai genitori, 18-10-18 Tempi.

 Samuele Maniscalco

Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere sulla incostituzionalità o meno del reato penale di aiuto al suicidio legato al caso Marco Cappato e dj Fabo.

La Consulta ha infatti deciso di sospendere il giudizio per un anno e di passare la patata bollente al Parlamento autorizzandolo a inserire nella legge sulle Dat - meglio conosciute come testamento biologico - anche alcuni casi di aiuto al suicidio.

Questo significa che la platea dei candidati all’eutanasia si allargherà a dismisura…

Ad oggi, l’attuale legge – che ancora non ha compiuto nemmeno un anno – già legalizza di fatto l’eutanasia sia commissiva che omissiva nell’unico caso in cui la persona viva grazie a delle macchine che se staccate ne decreterebbero la morte.

Quello che i sostenitori della dolce morte vogliono ottenere è ampliare le possibilità di accesso all’eutanasia e così rendere legittimo l’aiuto al suicidio e in futuro anche l’iniezione letale.

Solo in questo modo, infatti, l’eutanasia potrà essere applicata a tutti, anche a chi, sano di corpo, semplicemente non vorrà più rimanere in vita.

È forse esagerato pensare a tutto ciò? Niente affatto.

Ecco un passaggio di un’intervista apparsa pochi giorni fa su Repubblica [1] a Matteo Mantero, senatore del Movimento 5 Stelle:

Un giorno si potrebbe anche valutare tra i motivi per consentire l’eutanasia la stanchezza, il male di vivere. Penso a chi ha novanta anni ed è rimasto solo o semplicemente non ne può più. Io posso essere favorevole dal punto di vista etico, visto che credo che la vita sia un bene personale e che uno ha diritto a farne ciò che desidera. Ma un’altra cosa, ben diversa, è il rischio di fughe in avanti che in parlamento non verrebbero capite. Che non porterebbero a nulla, anzi. Meglio un passo alla volta, seguendo il cambiamento culturale per gradi.

Capito? Pezzetto dopo pezzetto hanno intenzione di arrivare fino alle ultime conseguenze della loro follia, costi quel che costi.

Che una simile voglia di morte faccia parte dell’ideologia 5 Stelle, almeno nelle sue alte sfere, è confermato anche dalle parole del Presidente della Camera Roberto Fico che ha salutato il pronunciamento della Consulta come “un’occasione importante per il Parlamento”. Un anno e mezzo fa lo stesso Fico affermava in televisione: “Testamento biologico ed eutanasia? Noi siamo favorevoli, punto” [2].

E Beppe Grillo, appena un mese dopo la morte di dj Fabo, durante uno show a Lugano elogiò il ‘metodo svizzero’ sul suicidio assistito: “È una grandissima cosa che dovremmo fare anche in Italia” [3].

Che cosa ci sia di “grandissimo” nel dare la morte a qualcuno non l’ho ancora capito.

Quello però che so è che nel 2013 il ‘Canadian Medical Association Journal’ parlò del fenomeno del ‘contagio da suicidio’: più il tema del suicidio è presente nella società, più si conoscono persone morte tramite suicidio, e più si riscontrano tentativi di suicidio, soprattutto tra i giovani (12-17 anni) [4].

Non molto tempo fa, il professore Theo Boer, docente all’Università di Utrecht e membro per nove anni della Commissione di controllo olandese per vigilare sull’esecuzione della legge nei termini previsti, dovette riconoscere:

Coloro che, come me, appoggiavano la legge sull’eutanasia, argomentavano parlando di pietà, di autonomia e di libertà individuale. Con il senno di poi, dico che ci sbagliavamo. L’eutanasia è diventata sempre più normale e diffusa […] e molti altri tipi di sofferenza, soprattutto esistenziale, sociale e psichiatrica, sono diventati motivi sufficienti per richiedere l’eutanasia. Molte persone negli anni Novanta erano convinte che si parlasse di un contesto legato alla malattia terminale. In realtà, però, ogni paziente oggi può ottenere l’eutanasia. Stando letteralmente alla legge non devi essere nemmeno malato [5].

Che cosa farà adesso l’attuale Governo che sui temi etici aveva praticamente preso l’accordo di non trattarli per evitare tensioni tra le due forze di maggioranza?

E il Movimento 5 Stelle, manterrà la parola data o andrà avanti per la sua strada?

Non esistono risposte facili perché in gioco ci sono molti fattori, ma ancora una volta la Consulta ha abdicato coscientemente al suo ruolo di garante della Costituzione. Forse sarebbe bene iniziare a pensare a una strategia per blindare su certe tematiche la Carta Costituzionale ed evitare simili derive.

Ma quale forza politica avrà la forza e la volontà di farlo?

 

Note

  1. La Repubblica 25-10- 18
  2. Corriere della Sera 25-10-18
  3. Idem
  4. Il suicidio assistito diffonde la cultura del suicidio nella popolazione, UCCR
  5. Benedetta Frigerio, Io, che ho fatto parte della Commissione per l’eutanasia in Olanda, vi dico: “non fate il nostro errore”, Tempi 01-07-15
 
Samuele Maniscalco 
 
Tutti sono ormai a conoscenza degli impegni a favore della vita presi dal Comune di Verona e del putiferio politico che ne è scaturito a livello nazionale. 
 
Quali sono questi impegni sanciti dalla mozione "Zelger", dal nome del consigliere comunale che l'ha proposta? 
 
Eccoli:
 
- inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento al progetto Gemma, avviato nel 1994 su scala nazionale per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà;
- promuovere il progetto regionale “Culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali;
- proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”.
 
Per qualcuno – laicisti, femministe e le sinistre in generale – tanto è bastato per gridare al colpo di Stato.
 
Leggendo le molte notizie a riguardo, non è difficile percepire che l’aria sta cambiando…
 
Mi chiedo se anche noi, che ci troviamo dall’altra parte della barricata, ci rendiamo conto di questo cambiamento in corso.
 
Proprio l’altro ieri, il quotidiano locale di Verona, L'Arena, ha scritto che città come Potenza, Treviso, Sestri Levante e Trieste hanno espresso interesse per la mozione “Zelger”. 
 
E Roberto Todeschini (responsabile del gruppo giovani della Lega di Matteo Salvini), sullo stesso quotidiano, ha aggiunto che l'iniziativa sarà estesa "in tutti i comuni in cui governiamo, con l'obiettivo di estenderla a livello regionale e nazionale".
 
Per mostrare i muscoli e autoconvincersi di avere ancora in mano il pieno controllo della piazza, le attiviste femministe di “Non una di meno” hanno organizzato una manifestazione pubblica che ha raccolto la “strabiliante” cifra di 5 mila persone…di cui una parte proveniente da altre zone di Italia.
 
Una cifra che parla di fallimento: perché se l’intento era quello di mobilitare in massa la società civile contro la decisione del Comune, allora l’obiettivo non è stato centrato. 
 
Nella vita reale è stata una sconfitta, sulla carta stampata un trionfo: l’unico luogo, quest’ultimo, dove ancora possono dire di mietere dei successi….
 
Lo scollamento dall’opinione pubblica appare evidente.
 
Ricordo, en passant, che il comune di Verona ha 260.000 abitanti. Diciamo che i veronesi doc alla manifestazione siano stati 3.000 (i restanti li calcoleremo come venuti da altre parti del Veneto o di Italia). 
 
Ebbene, la percentuale dei veronesi che avrebbe manifestato il suo sdegno contro una mozione ritenuta “incivile” sarebbe di poco superiore all’1,1%.
 
E noi, per questa misera percentuale dovremmo forse avere paura? Ma nemmeno per idea! Tanto che sono loro ad averne.
 
L’unico antidoto che hanno per rimediare a queste sconfitte sono le fake news create ad arte dai giornali.
 
È così evidente che altrimenti non si spiegherebbe la disparità di trattamento riservato, ad esempio, a iniziative come la Marcia nazionale per la Vita - che ha radunato anche molte più persone - o la Marcia per la vita di Palermo che un anno, da sola e senza grandi mezzi alle spalle, ha radunato quasi 5 mila partecipanti.
 
Nella loro nota delirante, le attiviste abortiste di 'Non una di meno' hanno scritto: “Ogni anno 50mila donne muoiono a causa di un aborto illegale e quindi non sicuro: i sicari sono gli obiettori e i mandanti Stato e Chiesa”.
 
Evito qualsiasi commento lasciando il giudizio su simili affermazioni ad altri. Qui, mi limito soltanto a pubblicare una foto della manifestazione di pochi giorni fa che rende palese la bassezza delle loro azioni:
 
 

Manifestazione abortista a Verona. La “papessa” annuncia la fine del Medioevo

 
Come minimo blasfema…
 
In tutta questa storia non dobbiamo dimenticare però una verità fondamentale: seppur in un’ottica di gradualità, non si può prescindere dall’esprimere un giudizio totalmente negativo su tutta la Legge 194/78 che è, comunque la si voglia mettere, la legge del libero aborto. 
 
Non esistono “parti buone” che la giustifichino in qualche modo, essendo tutta incentrata sulla libertà della madre di portare avanti la gravidanza o chiedere la soppressione del concepito.
 
La nostra meta finale, deve essere chiaro, è la sua cancellazione. E di fronte a questo non indietreggeremo di un solo millimetro. 
 
 
Sempre più frequentemente numerose sette sataniche attive negli Stati Uniti utilizzano il concetto di libertà religiosa per ottenere una forma di riconoscimento e una maggiore visibilità.
 
Tra queste, figura anche il "Tempio di Satana" che conduce varie azioni a favore dell'aborto. Questi stessi militanti satanisti spesso vengono a interrompere i raduni pro-vita.
 
Ma il "Tempio di Satana" aveva anche intrapreso azioni legali per contestare le leggi sull'aborto vigenti in Missouri.
 
Il 22 settembre, però, la Corte ha respinto l'appello dei satanisti. Ma quanto tempo passerà prima che un'altra Corte dia loro ragione? 
 
I satanisti sostenevano che le leggi sull'aborto nello Stato del Missouri violavano la loro libertà religiosa garantita dalla Costituzione.
 
Il "Tempio di Satana" è ancora in attesa di altre due sentenze in processi simili, uno presso la Corte di Stato e uno presso il Tribunale  Federale.
 
Alla fine di gennaio, uno di questi casi è stato ascoltato dalla Corte suprema del Missouri, ma nessun giudizio è stato ancora emesso.
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