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ppabortochile030412ACI - 09/04/12 Il Senato del Cile non ha approvato nessuno dei tre progetti pro aborto presentati negli ultimi mesi che cercavano di introdurre l'aborto terapeutico nel paese.

Come riportato dai media locali, lo scorso 4 aprile i voti contro l'aborto e a favore della vita sono venuti dall'alleanza parlamentare ufficiale e da alcuni parlamentari della Democrazia Cristiana.

Il senatore Alberto Espina, del partito Renovación Nacional, ha sottolineato la necessità di "mantenere la protezione del diritto alla vita. La nostra legislazione offre protezione al nascituro e questo diritto sorge proprio nel momento del concepiment".

A sua volta, il senatore Carlos Larrain, anche lui del partito Renovación Nacional, ha descritto l'aborto come "una sorta di condanna a morte."

Non può essere terapeutico interrompere la vita di chi sta nascendo ", ha detto il parlamentare Hernan Larrain.

Tuttavia, i senatori promotori dei progetti abortisti hanno affermato che continueranno a insistere nell'intenzione di conseguire l'approvazione dell' aborto terapeutico in Cile.

Il presidente, Sebastian Pinera, ha parlato più volte contro qualsiasi progetto di legge abortista, affermando che applicherà il suo diritto costituzionale di porre il veto a qualunque legge possa consentire l'omicidio di un bambino nel grembo materno.

brasile-abortoCNA - 12/03/04 In una votazione che si è conclusa con otto voti a favore e solo due contrari, la Corte Suprema (STF) ha legalizzato nella serata di giovedì 12 l'aborto dei bambini affetti da anencefalia che viene diagnosticata durante la gravidanza, se questa è la volontà della madre. Il processo era di natura controversa oltre che per il soggetto stesso anche per il fatto che, come alcuni leader pro-vita hanno sottolineato, il Supremo Tribunale ha agito in un campo di competenza del Congresso.

Questa è l'opinione del coordinatore del Movimento Legge e Vita, giornalista ed esperto di bioetica, il prof. Hermes Rodrigues Nery.

Altre informazioni di natura giuridica sulla legge appena votata possono essere trovate cliccando qui

Martedì, 29 Maggio 2012 08:25

14/05/12 - I pro-life per le strade di Roma

04Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo: in quindicimila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato domenica alla marcia nazionale per la vita. Un’iniziativa nata per affermare che «la vita è un dono indisponibile di Dio» e per dire nuovamente «no alla legge 194», approvata 34 anni fa.

L’appuntamento promosso dall’associazione Famiglia domani e dal Movimento europeo per la difesa della vita e della dignità umana (Mevd), con l’adesione di circa 150 gruppi e organizzazioni, ha dichiarato Virginia Coda Nunziante, portavoce della marcia, «segna una svolta storica in Italia, perché dimostra l’esistenza di un movimento pro- life deciso ad affermare pubblicamente i propri convincimenti».

L’incontro si è aperto con gli interventi delle delegazioni straniere prolife provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Di particolare rilievo l’intervento di Xavier Dor, pioniere della battaglia per la vita in Francia e presidente dell’associazione “Sos Tout-Petits”, che ha sottolineato l’importanza del ruolo paterno nell’accompagnare la donna nella sua scelta per la vita.

Particolarmente significativa anche la testimonianza di Gianna Emanuela Molla, figlia di Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II, che, come noto, preferì morire piuttosto che accettare delle cure che avrebbero arrecato danno alla figlia che portava in grembo. Tra le presenze, quella del cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del sindaco di Roma e di numerosi parlamentari di diversi schieramenti.

Tra i partecipanti — hanno reso noto gli organizzatori — anche esponenti della comunità evangelica italiana, alcuni buddisti e non credenti. «La marcia per la vita è volutamente laica, interconfessionale e apartitica». Per questo, i promotori hanno tenuto a precisare che «ogni simbolo politico è stato espressamente vietato e i parlamentari hanno partecipato a titolo personale». Al termine del corteo, e prima della messa celebrata nella basilica Vaticana dal cardinale arciprete, Angelo Comastri, è stato dato appuntamento al prossimo anno

Fonte: L'Osservatore Romano  - 15/05/12

di Benedetta Frigerio 

023Ieri quindicimila persone hanno camminato per due ore in silenzio, attraversando Roma partendo dal Colosseo fino a Castel Sant’Angelo. Non c’era un simbolo partitico fra le bandiere che sventolavano, solo facce di laici, religiosi, politici e stemmi di movimenti e associazioni pro-life  giunti per chiedere l’abolizione della Legge 194/78, ma non solo. Le televisioni erano lì ad aspettare che qualcuno si lasciasse andare in rivendicazioni di rivalsa, i giornalisti erano pronti a cogliere il grido di verità inopportune. Ma non si è sentita nessuna voce fuori dal coro. Il corteo con in testa il cardinale Raymond Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, costellato di famiglie, bambini, cattolici, protestanti, evangelici e buddisti era un popolo silenziosamente in festa. Contento di poter dire quel che pensa: «Chiedere tutto, senza compromessi, è quello che la gente aspettava da anni. Finora le voci più ascoltate si vergognavano di chiedere troppo e così le cose sono solo andate peggiorando: sono ormai più di 5 milioni gli aborti effettuati dall’introduzione della Legge 194/78. E il successo della marcia per la vita, che chiede l’abolizione della norma, dimostra che il popolo pro-life vuole riportare al centro del dibattito culturale la tutela della vita senza se e senza ma». Così Francesco Agnoli, del Movimento Europeo per la Difesa della Vita, spiega a tempi.it il successo dell’iniziativa promossa dal Movimento insieme all’Associazione Famiglia Domani.

È la prima volta in Italia che così tante associazioni – centoventi – si uniscono con il plauso di numerosi vescovi per chiedere ad alta voce l’abolizione della legge 194 sull’aborto. «Per anni i movimenti pro-life si sono rassegnati, chiedendo solo l’applicazione della norma. Ma questo non può bastare. Non si possono accettare compromessi sulla vita: quello che chiediamo è l’abolizione di un omicidio reso legale. Di meno non avrebbe senso, sarebbe come dire sì all’aborto, ma non troppo».
 Repubblica e il Corriere della Sera parlano, però, di un’alleanza con la politica di destra. Ci sarebbero state anche sigle fasciste a sfilare: «Avrebbero voluto che fosse stato così, ma alla marcia non c’erano simboli partitici, non una maglietta nera, né slogan provocatori». Forza Nuova però ha aderito alla marcia. «Abbiamo permesso ai suoi membri di venire. A patto che marciassero come tutti gli altri. In silenzio e senza stemmi politici. E così è stato». Sono piovute critiche anche sulla partecipazione di politici, come il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Anche a loro abbiamo chiesto di marciare a titolo personale: non hanno preteso saluti né spazi particolari». Oltre al sindaco hanno marciato Paola Binetti, Stefano De Lillo, Sandro Oliveri, Olimpia Tarzia, Magdi Cristiano Allam, Lavinia Mennuni. «Anche le associazioni erano differenti. Da quelle che si occupano del trauma dell’aborto della donna, come il Dono, a quelle che accolgono le vite fragili come nuovi Orizzonti o la Comunità Giovanni XXIII, a quelle che combattono l’aborto, l’eutanasia e qualsiasi forma di violenza sulla vita. C’erano anche i Cav (centri di aiuto alla vita) e diversi presidenti locali del movimento per la vita. Molti erano contenti. Si sono sentiti liberi per la possibilità di uscire da una certa autoreferenzialità».

Ad accompagnare tutti le parole di benvenuto di Gianna Emanuela Molla, la cui madre, Gianna, fu santificata per aver dato la propria vita per farla nascere. A concludere la marcia la Santa Messa, espressione della volontà precisa dei manifestanti di accompagnare l’azione con la preghiera. Già il giorno precedente, dopo il convegno scientifico sulla vita, c’è stata l’adorazione eucaristica guidata dal cardinal Burke. I saluti finali di Francesco Agnoli hanno ricordato a tutti lo scopo dell’azione: «Abbiamo fatto tutti una marcia per la vita: l’Italia, sino ad ora, conosceva soltanto marce per la pace. Ne fanno tante. Ma come diceva Madre Teresa di Calcutta, non ci può essere pace, però, tra uomini che non si conoscono, di colore diverso, di lingua diversa, se non c’è prima pace tra moglie e marito, tra genitori e figli. Se non c’è amore, accoglienza, non di chi è lontano, ma di chi ci è prossimo, il più prossimo che possiamo avere, come padri e come madri, ora o in futuro. Madre Teresa definiva il concepito “il più povero dei poveri” e ricordava che chi ha attenzione verso di lui la avrà più facilmente verso gli altri. Chi vede l’umanità anche dove è più nascosta e più fragile, più facilmente la scorgerà anche dove è più evidente. Chi è disposto ad accogliere il figlio non aspettato o “imperfetto”, saprà accogliere anche il prossimo suo, più di chi, al contrario, sopprime la carne della sua carne e il sangue del suo sangue (non interessa ora, con quale consapevolezza) (…). Ci sono notti della storia dove occorre tenere alta l’idea di ciò che è vero, giusto, umano, perché non si spenga ogni luce, ogni speranza. Questa marcia è stata ed è anzitutto un grande gesto di speranza». Ed è solo l’inizio di un’azione che continuerà non solo con la prossima marcia, «ma da qui per gli anni a venire».

Fonte: Tempi - 14/05/12

di Pier Paolo Picano 

stand_vogliovivereVoglio Vivere, unica realtà italiana presente, ha partecipato con uno stand al VI Congresso Mondiale delle Famiglie. L'evento si è tenuto a Madrid dal 25 al 27 maggio 2012 presso il Palazzo dei Congressi.

Tema del congresso è stato "Matrimonio e famiglia, il futuro della Società" . Delle previste 2000 iscrizioni ne sono arrivate  più di tremila per la gioia degli organizzatori. Numerose sono state le notizie apparse sui media e sulla stampa nazionale. Il Congresso è stato ricco di  conferenze e di interventi di autorevoli relatori.

I volontari di Voglio Vivere hanno potuto distribuire numeroso materiale e conoscere  tante altre realtà e persone dedite alla difesa del valore della famiglia e della vita dal concepimento sino alla morte naturale. 


S.E. Mons. Ariel Torrado Mosconi con i volontari di Voglio Vivere 

S.E._Mons._Ariel_Torrado_Mosconi

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