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di Generazione Voglio Vivere 
 
Le leggi contro l’aborto sono una forma di tortura. Ad affermarlo è stato Juan Mendez, esperto delle Nazioni Unite che ha stilato l’ultimo rapporto ONU sul fenomeno della tortura.
 
Nel testo presentato al Consiglio per i Diritti Umani Mendez ha sostenuto che le leggi che proibiscono l’aborto sono responsabili di una sofferenza fisica ed emotiva “tremenda e duratura” e che le donne e le ragazze sottoposte a queste leggi subiscono “atteggiamenti umilianti e di giudizio”. 
 
Il rapporto esorta perciò tutti gli Stati a depenalizzare l’aborto e a garantirne un accesso ‘legale’ e ‘sicuro’,  restringendo – se è il caso – il diritto all’obiezione di coscienza del personale sanitario.
 
Per raggiungere il proprio obiettivo, il comitato delle Nazioni Unite ha cercato di ampliare il significato della parola tortura per istruire i governi su come interpretare le proprie leggi. Lo stesso Mendez ha invitato infatti tutti gli Stati ad aggiornare e implementare le legislazioni nazionali sull’aborto.
 
Grazie a Dio la relazione ha incontrato molte critiche a causa delle ambiguità e della infondatezza delle sue affermazioni.  
 
Comunque sia, resta il fatto che ci troviamo dinanzi a un uso manipolatorio del linguaggio da scagliare contro chi ancora non si è allineato al pensiero unico dominante.
 
Paradossalmente, si fa per dire, i membri del Comitato non si sono ‘accorti’ che l’utilizzo dell’aborto come mezzo di tortura è quanto accade a tutti gli effetti in Cina, dove spesso le donne lavoratrici che rimangono incinta sono messe davanti alla scelta di perdere l’impiego o abortire il bambino che portano nel grembo, come da regolare contratto…
 
Per loro non s’invoca alcuna libertà di scelta, perché forse per i burocrati del Palazzo di Vetro l’unica vera scelta è quella di sporcarsi le mani con il sangue degli innocenti.
 
 
di Ben Johnson
 
WASHINGTON D.C., 4 Aprile 2016 (LifeSiteNews) – Domenica, Hillary Clinton, favorita per la nomina presidenziale nel partito Democratico, ha crudamente affermato la sua convinzione che "la persona non nata non ha diritti costituzionali."
 
Ieri mattina, a "Meet the Press" Chuck Todd ha chiesto alla Clinton, "Quando, o se, un bambino non ancora nato ha dei diritti costituzionali?". Lei ha risposto "attualmente, sotto le nostre leggi, mai.” Il feto non ha diritti costituzionali” ha replicato. “Questo non significa che non dobbiamo fare tutto il possibile ... [per] aiutare una madre che sta portando un bambino in grembo e che vuole fare in modo che il suo bambino sia sano", ma "[mi oppongo] a sacrificare il diritto della donna a poter scegliere". 
 
"È una distinzione importante, che la sentenza Roe v. Wade ha sancito sotto la nostra Costituzione", ha aggiunto. “Io sostengo questa tutela costituzionale".
 
(…) Bill Donohue della Lega Cattolica, ha detto, "La posizione della Hillary ricorda stranamente ciò che disse il Giudice della Corte Suprema Roger Taney nella sua famigerata sentenza del 1857 sulla schiavitù. Egli dichiarò che i neri non ‘hanno alcun diritto che i bianchi siano tenuti a rispettare.'
 
(…) Nel frattempo, Diana Arellano, responsabile delle attività di Planned Parenthood nell’ Illinois, ha scritto su Twitter:
 
Il rivale della Clinton per la nomination democratica, il senatore Bernie Sanders del Vermont, si è detto d'accordo con Hillary nella tarda mattinata, dicendo a George Stephanopoulos a "This Week" su ABC  "Sono d'accordo con il segretario. Non credo ci sia alcuna protezione costituzionale per i non nati".
 
(…) Quando gli è stato chiesto se la sentenza Roe v. Wade sia una "cartina di tornasole" per i candidati alla Corte Suprema, ha risposto "Certo. È molto importante per me."
 
Contrariamente, lo scorso agosto il repubblicano Mike Huckabee, candidato alla presidenza, ha affermato che l'aborto è "una violazione del Quinto e del Quattordicesimo emendamento del diritto del bambino non ancora nato a un giusto processo e a una eguale tutela ai sensi della legge". […]
 
TRADUZIONE a cura di Generazione Voglio Vivere 
Giovedì, 31 Marzo 2016 16:18

In Marcia per la Vita! Roma 8 maggio 2016


 
La VI edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che si svolgerà domenica 8 maggio a Roma, è ormai alle porte. La Marcia partirà alle ore 9:00 dal Colosseo e arriverà alle 12:00 a Castel S. Angelo. 
 
La partecipazione a questo evento è di estrema importanza. Dobbiamo testimoniare al Paese intero che esiste una maggioranza di italiani che non si rassegna davanti a una legge che fa oltre 120.000 vittime ogni anno.
 
Solo noi, che siamo nati, possiamo dar voce alle 5.642.070 vittime innocenti provocate da una Legge dello Stato, la 194, emanata ormai 38 anni fa. 
 
E il conto di questa strage non fa che aumentare di giorno in giorno….
 
L’aborto, chiamato da Papa Giovanni Paolo II “crimine abominevole”, è un vero Olocausto bianco, dimenticato dalla gran parte delle persone e taciuto dai grandi media.
 
Per questo motivo, per riparare a questa strage immane, sabato 7 maggio si terrà alle ore 20,00 un'Adorazione Eucaristica in riparazione per il crimine dell’aborto presso la Basilica Santa Maria sopra Minerva (Piazza della Minerva, 42).
 
Per ulteriori informazioni vi consigliamo di consultare il sito ufficiale della Marcia http://www.marciaperlavita.it/programma/ 
 
Noi saremo lì al grido "Per la vita, senza compromessi!".
Domenica, 27 Marzo 2016 19:00

GESÙ È RISORTO! È VERAMENTE RISORTO!

 
A tutti i suoi sostenitori e amici, Generazione Voglio Vivere desidera inviare gli auguri più cari di una Santa Pasqua. 
 
In questo momento così travagliato per la nostra Italia, per le nostre famiglie, per i nostri figli, volgiamo lo sguardo a Colui che ha vinto la morte dopo aver patito una morte terribile nella quasi solitudine del Calvario.
 
Come Nostro Signore, anche noi spesso veniamo perseguitati per le nostre battaglie e talvolta abbandonati da coloro che, pur essendo nostri amici, hanno timore di schierarsi contro il mondo.
 
Ma la persecuzione, la morte, non sono l’ultima parola! Ogni volta che proclamiamo la verità noi risorgiamo ancor più forti di prima perché quello che non ci distrugge può solo renderci più forti.
 
Auguri dunque a tutti voi da me e dallo staff di Generazione Voglio Vivere, affinché possiate trascorrere questa Santa Pasqua in compagnia della vostra famiglia e degli amici veri.
 
Samuele Maniscalco 

A settanta anni, un agricoltore ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per chiedere  l’eutanasia a causa dei debiti contratti con lo Stato.

L'uomo, Vasilis Dalianis, ha spiegato che è stato finanziariamente defraudato dieci anni fa, e ora deve milioni di euro allo Stato. A causa del suo debito, lo Stato gli ha tolto la pensione. Vasilis dice di non avere i soldi per vivere o anche solo per mangiare, e che non ha il coraggio di suicidarsi.

Si è rivolto perciò al municipio del suo villaggio natale per ottenere l’eutanasia, poi al tribunale.

"Vivo in una casa senza elettricità, senza riscaldamento, non ho soldi per mangiare e non posso permettermi i miei farmaci," ha spiegato l’uomo. Ha detto di voler morire perché derubato della sua dignità.

"È quasi impossibile trovare le parole per commentare correttamente la disperazione di un uomo che è così profonda da vedere nella morte, data per mano di altri, l’unica via d'uscita," ha riferito a LifeSiteNews Fr. Johannes Jacobse dell'Istituto ortodosso americano. "L'insensibilità dello Stato è qui evidente insieme agli obblighi, imposti alla Grecia da altre nazioni tali, da distruggere le persone".

Fr. Jacobse, fondatore di Orthodoxy Today, ha poi osservato, "Questo dimostra anche come le idee sull’eutanasia possano attecchire - come ciò che una volta era impensabile diventa adesso possibile all’interno di un crogiolo fatto di disperazione e di disagio, una volta che le barriere morali cadono e la vita viene disprezzata. Questa è una tragedia di primo ordine, e la mia preghiera è che un buon samaritano trovi quell'uomo per portarlo a una locanda ".

Joseph Abbate, presidente del S. Symeon the New Theologian Ministry, ha commentato: "È un fatto triste, che si ripete ciclicamente, che ogni sistema di eutanasia alla fine finisca per ampliare il proprio programma fino ad includere altri che medicalmente non possono essere etichettati come malati terminali".

Il signor Abbate ha specificato, "Così è andata in Belgio, dove a una giovane donna, Godelieva De Troyer, è stata concessa l’eutanasia per via della sua depressione dopo che il suo ragazzo l’aveva lasciata".

"Nel solo 2014, il 13% dei belgi sottoposti ad eutanasia non presentava affatto condizioni terminali”.

Traduzione di Generazione Voglio Vivere. Fonte originale Fr. Mark Hodges, LifeSiteNews, 22/03/16


 
Il presidente degli Stati Uniti D’America, Barack Obama, ha elogiato la presidente della multinazionale dell’aborto Planned Parenthood Federation of America, Cecile Richards, qualificandolo come una “super eroina della vita reale”.
 
Il 16 marzo Obama ha presieduto un evento alla Casa Bianca in favore dei diritti delle donne. Presente anche Sana Amant, ideatrice del cartone animato sulla super eroina musulmana “Ms. Marvel”.
 
“Per molti bambini e bambine, Sana è una super eroina della vita reale” ha dichiarato Obama. Poi, ha aggiunto “ne abbiamo molte come lei in questa sala e proprio per questo voglio nominarne alcune”.
 
“Prima di tutto, abbiamo Cecile Richards, che si assicura che l’assistenza sanitaria alle donne sia la priorità”, ha detto il presidente  degli U.S.A.
 
Planned Parenthood Federation of America si trova nell’occhio del ciclone dalla metà del 2015 da quando il Center for Medical Progress (CMP) ha iniziato a diffondere una serie di video (girati sotto copertura ndr) che incriminano la multinazionale di utilizzare le proprie cliniche per commerciare organi di bambini abortiti.
La diffusione dei video ha dato luogo a un processo in tribunale contro gli investigatori del CMP, David Daleiden e Sandra Merrit. Ai due li si accusa di aver falsificato i documenti e di aver tentato di comprare organi. 
 
Daleiden e Merrit si sono difesi dichiarando che le tecniche usate durante l’investigazione sotto copertura corrispondono a quelle usate dai giornalisti investigativi.
All’inizio di quest’anno, entrambe le camere del Congresso americano hanno approvato un progetto di legge per tagliare più di 500 milioni di dollari di finanziamento pubblico che Planned Parenthood riceve ogni anno. Obama ha però posto il suo veto.
 
Fino ad oggi, dieci stati hanno tagliato il finanziamento pubblico a Planned Parenthood.
 
Durante la campagna di rielezione di Barack Obama, nel 2012, Planned Parenthood inviò almeno 1,7 milioni di dollari. Quest’anno, la multinazionale dell’aborto ha offerto il suo appoggio a Hillary Clinton.
 
“Abbiamo bisogno di Clinton alla Casa Blanca”, ha reso pubblico a metà gennaio PPFA, annunciando il suo appoggio alla campagna elettorale dell’ex Segretaria di Stato di Obama.
 
Traduzione di Generazione Voglio Vivere. Fonte originale ACI/EWTN Noticias, 18/03/06

La situazione in Belgio a 15 anni dall'approvazione della legge sull'eutanasia in un documentario dell' “Euthanasia Prevention Coalition".

Qui proponiamo il promo di 4 minuti sottotitolato in lingua italiana dallo staff di Generazione Voglio Vivere.

Spaventoso coma possa cambiare il volto di una società che legalizza l'eutanasia con "regole ferree". Una volta imboccata questa strada non si torna più indietro e solo i "più forti" sopravvivono. 

E' questo che i nostri governanti vogliono per l'Italia? Noi non lo vogliamo!

 

TRAILER: VULNERABILI. L'INGANNO DELL'EUTANASIA

 
di Generazione Voglio Vivere 
 
Il 2 di marzo è iniziata presso la Commissione Giustizia della Camera la discussione sul Fine Vita, mentre presso la Commissione Affari Sociali, dall'inizio di febbraio, si discute sulle DAT, dichiarazione anticipata di trattamenti sanitari, ovvero sul testamento biologico. 
 
I due temi, affrontati in Commissioni separate in quanto la prima tocca questioni di rilievo penale (come ad es. quella dell’omicidio del consenziente, tanto per intenderci), hanno comunque la medesima finalità: rendere legale nel nostro ordinamento giuridico l’eutanasia (attiva o passiva che sia) o tramite un percorso “graduale” che non crei fratture iniziali nell’opinione pubblica e in parlamento (le Dat) o tramite una legge che ne mostri subito e interamente il volto cinico e omicida.
 
Trattandosi di una questione etica di rilievo, nelle settimane scorse sono apparsi in tutti i maggiori quotidiani nazionali numerosi articoli e interviste a riguardo, con l’intento di coinvolgere gli italiani nel dibattito nazionale e magari di convincerli…
 
Niente di strano che l’intero dibattito sia parso finora “pilotato” prevalentemente a sinistra, su posizioni pessime.
 
A volte però, il troppo parlare di certuni esponenti politici rivela verità di norma inconfessabili, per lo meno quando si è appena all’inizio di discussioni così delicate.
 
Stiamo parlando di un’intervista del 25 febbraio scorso concessa dal deputato Giuseppe Civati (eletto nelle file del PD, adesso parte del Gruppo Misto - Alternativa Libera-Possibile) alla Rivista laicista MicroMega*.
 
Civati sbandiera i soliti “principi” che giustificherebbero la nobile scelta dell’eutanasia: libertà di scelta e autodeterminazione. E fin qui nulla di strano, nel senso che questi sono due cavalli di battaglia utilizzati da tutti i favorevoli a tale pratica.
 
Pur sostenendo anch’egli un processo graduale, con l’approvazione in primis del testamento biologico – Civati parla di step che portino nel tempo a forme di eutanasia “anche nella forma più radicale” per paura di “spaventare e condizionare il dibattito parlamentare – ad un certo punto afferma:
 
“(…) Oltre a un discorso etico sulla libertà di scelta sul proprio corpo e sulla propria vita, si evidenzia una questione economica e di censo. Dobbiamo rilanciare una stagione di diritti per contrastare la piaga dell’enorme diseguaglianza: in tal senso, diritti civili e sociali sono collegati tra loro”.
 
A queste parole il giornalista deve avere avuto un sussulto perché subito gli chiede “Si spieghi meglio…”.
 
Risposta:
 
“Pensiamo alla liberalizzazione della cannabis, oltre ad essere un provvedimento giusto da un punto di vista morale e di libertà individuale, contro lo Stato etico, aiuta le casse dello Stato: meglio mandare una persona a rivolgersi dallo spacciatore o legalizzare la marijuana? (…)
 
Tutto chiaro no? L’eutanasia oltre ad essere un provvedimento giusto da un punto di vista morale e di libertà individuale aiuterà le casse dello Stato….
 
Ma a cosa si riferisce precisamente il deputato Civati? 
 
A quanto più volte denunciato al riguardo dai movimenti pro vita e cioè che le pratiche eutanasiche diventano uno strumento per abbattere i costi della sanità pubblica, magari utilizzando pressioni psicologiche su persone in condizioni di salute non recuperabili e sulle loro famiglie, affinché si avvalgano del “diritto” a morire, così da non far ricadere sull’intera collettività i costi sanitari delle cure di cui necessitano. 
 
Civati non l’ha detto così, e non poteva essere altrimenti, ma le sue affermazioni l’hanno tradito: infatti, in quale altro modo uno Stato potrebbe “far cassa” introducendo l’eutanasia? 
 
Vogliamo davvero continuare a dirci che l’eutanasia riguarda “solo” l’autodeterminazione del soggetto – argomentazione già discutibile per sé – e non una concezione completamente nuova, utilitaristica e pericolosa dell’uomo e della società? 
 
 
* Micromega-online, ‘Unioni civili, Civati. “Legge pessima. La nuova Forza Italia è al governo” ’ - 26 Febbraio 2016
Martedì, 23 Febbraio 2016 23:00

Un Paese in agonia, certificato Istat

di Generazione Voglio Vivere 
 
Secondo l’ultimo rapporto Istat nel 2015 l’Italia ha registrato 15.000 nati in meno e 54.000 bare in più rispetto al 2014. I nati sono stati 488mila, nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia, mentre i morti 653mila: uno scarto negativo di 165 mila unità.
 
Il tasso di natalità continua inesorabilmente a scendere: nel 2015 siamo arrivati a 1,35 figli per donna, quando il tasso di sostituzione per un Paese che vuole sopravvivere è di norma stimato a 2,1. Non si riscontrano incrementi di natalità in alcuna regione e aumenta anche l’età media in cui una donna diventa per la prima volta mamma, quasi a 32 anni. 
 
 
 
Pochi ma vecchi. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni del totale.
 
Il ricambio generazionale, peraltro, non solo non viene più garantito da nove anni ma continua a peggiorare: -7 mila unità nel 2007 ; -25 mila unità nel 2010 e  -96 mila nel 2014. 
 
Se pensiamo all’impatto catastrofico che tutto questo avrà sul sistema sanitario nazionale, sulle pensioni etc… capiamo bene dentro quale burrone stiamo precipitando.
 
Perché in Italia si generano pochi figli? 
 
Innanzitutto, come ha ricordato il professore Tommaso Scandroglio, “è da ricordare che se fosse proibito l’aborto, avremmo un incremento delle nascite tra il 20 e il 25%, senza poi contare i moltissimi aborti prodotti da pilloline varie. Altro che incentivi economici per la natalità. Servirebbero disincentivi giuridici all’aborto se si avesse a cuore davvero il futuro dell’Italia.
 
Al dato di sopra dobbiamo aggiungere però anche la secolarizzazione che incide sui comportamenti morali:
 
sessualità sregolata che porta a gravidanze impreviste e quindi rifiutate, piana accettazione di contraccezione e aborto, mancanza di maturità personale che fa slittare il momento di decisioni importanti come sposarsi o diventare madri e padri, rifiuto dell’indissolubilità del matrimonio e precarietà dei rapporti personali che rendono difficile far nascere nel cuore delle persone il desiderio di mettere al mondo un bambino, che necessita come ovvio di rapporti stabili e duraturi”.
 
La domanda ai nostri governanti sorge quindi spontanea: perché mai dinanzi a un tale sfacelo sociale non investite seriamente tempo e denaro per cercare di riportare in “ordine i conti” invece di preoccuparvi di portare a casa una pessima legge sulle cosiddette unioni civili?
 
Quali sono le vostre reali priorità?
 

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