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Roma, 19 settembre –  Generazione Voglio Vivere aderisce al Dono Day 2016 lanciando una nuova raccolta fondi a sostegno delle attività del Centro Aiuto alla Vita di Abbiategrasso – Magenta, per la copertura delle spese annuali per l’acquisto di latte in polvere e pannolini.

“La difficoltà economica – dice Samuele Maniscalco, Responsabile di Generazione Voglio Vivere - è infatti in numerosi casi un elemento critico che può pesare sensibilmente sulla donna nella scelta di abortire”.

“Per questo  - aggiunge Maniscalco - garantire l’assistenza nelle necessità materiali/economiche alle madri in difficoltà aiuta a creare le condizioni di una scelta per la vita e a sostenere nel concreto la donna nei primi mesi di vita del bambino”

La campagna di raccolta fondi a favore del CAV di Abbiategrasso – Magenta prenderà il via mercoledì 21 settembre per chiudersi venerdì 7 ottobre.

Obiettivo da raggiungere: 10 mila € che saranno interamente devoluti per la copertura annuale delle spese di latte in polvere e pannolini del Centro Aiuto alla Vita di Abbiategrasso - Magenta.

Sito: http://www.gen-vogliovivere.it/raccolta-fondi-cav/

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il Comunicato Stampa che ci ha ha inviato il Comitato Verità e Vita.

 

 

Comunicato Stampa  n. 176   del 11 luglio 2016

 

NEL 2014 LA FECONDAZIONE EXTRACORPOREA

Ha continuato a produrre i suoi mortiferi frutti:

149.950 EMBRIONI SACRIFICATI E 28.757 CRIOCONSERVATI

 

Anche quest’anno le tecniche di fecondazione extracorporea rappresentano in Italia la prima causa assoluta, certificata, di morte degli embrioni umani, facendo registrare  149.950 embrioni sacrificati, 6.180 in più rispetto al 2013, e 28.757 embrioni crioconservati,6.614 in più rispetto al 2013!

 

La tabella sopra riportata sintetizza l’andamento nel tempo degli effetti negativi della fecondazione extracorporea, che fa registrare un aumento costante delle coppie trattate (55.654), del numero totale degli embrioni sacrificati e di quelli crioconservati.

Bisogna leggere attentamente la relazione presentata dal Ministro della Salute al Parlamento per comprendere come si arriva ai 149.950 embrioni sacrificati: nella tab. 3.4.13 a pag. 106 scopriamo che nel 2014 sono stati fecondati 170.629 dei 238.427 ovociti inseminati, ai quali vanno sommati i 16.536 embrioni scongelati (tab. 3.4.16 pag. 107) ed i 2.518 embrioni  formati dopo scongelamento di ovociti (tab. 3.4.25 pag. 116) e sottratti i 10.976 nati vivi ed i 28.757 embrioni crioconservati.

Questi 149.950 embrioni sacrificati rappresentano l’altissimo costo in vite umane delle tecniche di fecondazione extracorporea, che le rende umanamente inaccettabili e che - purtroppo! – viene ancora poco considerato dai nostri Parlamentari, dal Ministro della Salute, dal Governo, dai mass media, da tanti medici e dagli educatori.

L’altro dato allarmante è la costante crescita del numero degli embrioni crioconservati, che nel 2014 è notevolmente aumentato fino a 28.757: è questo un segno evidente della poca considerazione che il Parlamento ed il Governo hanno della dignità di questi embrioni e dell’enunciato dell’art. 1 della legge 40/2004!

Se i Parlamentari ed i Membri del Governo considerassero gli embrioni prodotti in vitro degni del rispetto che si deve ad ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale sicuramente si sarebbero preoccupati - dopo che la Corte Costituzionale ha cancellato il limite di tre embrioni da produrre ed impiantare in utero - di inserire nella legge  o nel consenso informato un dispositivo che pur mantenendo la libertà di produrre più embrioni responsabilizzasse la coppia sul dovere di impiantare comunque tutti gli embrioni prodotti, che essendo loro figli non possono per alcun motivo essere abbandonati (pena l’applicazione dell’art. 591 c.p.).   

L’innalzamento dell’età media delle donne (nel 2014 è stata 36,7 anni), l’aumento progressivo delle pazienti con più di 40 anni che iniziano un ciclo con le tecniche a fresco (32,9% nel 2014, rispetto al 31,0% nel 2013, e al 20,7% del 2005) devono far molto riflettere se si tiene conto che nel gruppo di donne di età 40-42 anni c’è un minore tasso di gravidanze a fresco ottenute (13,2%), che scende al 5,3% nelle donne con età superiore a 43 anni, che il maggior numero di sospensioni sia prima del prelievo ovocitario che dopo si hanno in queste stesse donne e che l’insuccesso delle gravidanze insorte dopo fecondazione extracorporea cresce notevolmente nelle donne di età compresa tra 40-42 (35,9%) per raggiungere il 49,5% dai 43 anni in su, e fanno temere che se si mantiene questo trend il numero degli embrioni sacrificati crescerà ancora!  

Le tecniche di fecondazione extracorporea si stanno rivelando in maniera sempre più evidente come uno strumento contro la dignità umana, contro la vita dei più deboli ed indifesi esseri umani, contro la donna e contro la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna.

Il numero impressionante di morti programmate è solo il frutto meglio documentabile di un albero velenoso che sta inquinando il modo di concepire l'uomo, ridotto a mero oggetto ed alla mercé dei biologi che lo possono manipolare come vogliono senza spendere niente anzi guadagnandoci molto!

La fecondazione extracorporea non è la strada migliore per combattere la sterilità e l’infertilità di coppia, inoltre  per evitare che aumenti il numero delle donne che avranno difficoltà a concepire con l’avanzare della loro età è improcrastinabile ed indispensabile attuare provvedimenti legislativi per mettere i giovani nelle condizioni di poter lavorare, poter fare famiglia ed avere figli quando minori sono le difficoltà a concepire ed a portare avanti la gravidanza e meno difficoltoso relazionarsi con loro e prendersene cura. 

Le studentesse delle medie e dei licei francesi avranno libero accesso alla cosiddetta “pillola del giorno dopo” direttamente a scuola grazie a un decreto del ministro della Salute Marisol Touraine che autorizza le ragazze a richiedere la pillola senza doversi sottoporre ad alcun colloquio psicologico. 
 
Cade così l’ultimo “paletto” del necessario incontro preventivo con l’infermiere, che, a parere del ministro «rischiava di “intimidire” le ragazze e dunque di rendere nei fatti meno facilmente accessibile la pillola anticoncezionale».
 
Se in Francia va male in Italia è un vero proprio boom di pillola del giorno dopo. Ad un anno di distanza dalla determina dell’Agenzia italiana del farmaco che ha liberalizzato l’acquisto della pillola come semplice “farmaco da banco” senza il bisogno di ricetta medica, l’azienda farmaceutica HRA Pharma ha orgogliosamente annunciato di aver moltiplicato per dieci le vendite diventando leader di mercato.
 
Alberto Aiuto, General manager di HRA Pharma Italia – come riportato su www.quotidianosanita.it – ha infatti dichiarato tramite una nota la propria soddisfazione per i magnifici “risultati” raggiunti: 
 
«Dai dati è emerso che nell’anno precedente alla determina Aifa, da maggio 2014 ad aprile 2015, EllaOne rappresentava il 6,8% del mercato della contraccezione d’emergenza, nell’anno successivo ha raggiunto il 53,8% con punte di oltre il 70% in alcune Regioni, con una crescita percentuale, per l’intero territorio nazionale, del 686,7. Va anche evidenziato che il trend di vendite della contraccezione di emergenza è rimasto sostanzialmente stabile con una media di 365mila confezioni annue vendute dal 2008 al 2015».
 
Trecentosessantacinquemila confezioni annue…
 
Oltre alla EllaOne, lo scorso 4 marzo 2016 si è aggiunto anche il farmaco analogo Norlevo, anch’esso declassato dall’Aifa a medicinale senza obbligo di prescrizione medica. I farmaci EllaOne e Norlevo spacciati per pillole anticoncezionali sono in realtà farmaci abortivi a tutti gli effetti. 
 
Lo ha spiegato chiaramente a Tempi il ginecologo e bioeticista nonché presidente del Comitato Verità e Vita, Angelo Francesco Filardo: «È una presa in giro e lo sa bene chi è del mestiere: a cosa servirebbe frenare l’ovulazione dopo che il rapporto è già avvenuto e ovuli e spermatozoi si sono già incontrati? A nulla. È quindi evidente che la pillola funziona diversamente. (…) La EllaOne è (…) abortiva, perché impedisce all’embrione di vivere. Purtroppo c’è una disinformazione favorita anche dalle società italiane di ginecologia, dai medici e dagli scienziati che tacciono davanti alle menzogne antiscientifiche elargite dai media, con articoli pieni di menzogne scritti pure da studiosi e medici».
 
Il Dottor Filardo ha messo anche in guardia sugli spaventosi e ancora poco conosciuti rischi per quelle donne che fanno un uso ripetuto della pillola: «Sono gli stessi che può avere la Ru486. Non li si conoscono ancora tutti, ma sappiamo che la pillola abortiva ha già fatto 32 morti di cui siamo a conoscenza: il che non esclude l’esistenza di altre vittime. Oltre a incorrere in effetti collaterali spaventosi come quelli della Ru486, potrebbe provocare più aborti successivi alla stessa donna, alterandone la fisiologia in modo brutale».
 
Perché le nostre istituzioni pubbliche nascondo questi dati? 
 
Forse il giro di miliardi messo in moto dalle case farmaceutiche vale più della vita di una sola persona? Più della vita del nascituro?

 
“Far crescere un cuore o un pancreas umani all'interno di maiali nati da embrioni 'chimera', cui sono state iniettate cellule staminali umane, per poter aumentare le possibilità di avere organi trapiantabili…”.
 
Non è la trama di un film di fantascienza – sarebbe meglio dire dell’horror! – ma l’incredibile notizia apparsa pochi giorni addietro sul sito dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori).
 
È l'obiettivo di un team di ricercatori dell'Università della California che hanno iniziato la sperimentazione. Secondo gli scienziati - riporta la 'Bbc' - gli embrioni 'chimera' cresceranno all'interno di alcune scrofe selezionate”.
 
Negli Strati Uniti l'avvio di questo tipo di sperimentazione ha suscitato notevoli polemiche sul fronte bioetico e gli Istituti Nazionali per la Salute hanno imposto una moratoria su questo tipo di ricerche. 
 
La preoccupazione principale – ammessa dagli stessi ricercatori impegnati nel progetto – è che le cellule staminali umane non è detto che vadano a sanare solo la mancanza del pancreas. Potrebbero, per esempio, migrare nel cervello del maiale, dando ad esso caratteristiche umane.
 
Insomma, pare proprio che oramai la barriera dell’orrore contro certe sperimentazioni immorali stia cadendo definitivamente.
La natura però ha una pazienza limitata. 
 
Un detto francese dice 'Chassez le naturel, il revient au galop' ovvero 'Caccia via la natura e lei tornerà al galoppo'.
 
E quando tornerà saranno dolori…
 
 
 
di Generazione Voglio Vivere
 
Vincent Lambert, il giovane francese tetraplegico entrato in coma a seguito di un incidente stradale nel 2008 e scampato a una sentenza di eutanasia emanata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (sic!) di Strasburgo potrebbe trovarsi nuovamente in pericolo.
 
A darne notizia è l’Agenzia francese Medias-Presse-Info. 
 
L'équipe medica dell'ospedale di Reims, dove si trova tuttora Vincent, aveva infine detto NO alla sua eutanasia dopo un’agguerrita campagna pubblica vinta dal Comitato Vincent Lambert sostenuto all’epoca anche da Generazione Voglio Vivere che aveva inviato dall’Italia 3.500 firme e a seguito del provvidenziale trasferimento del medico che si era battuto per privarlo di cibo e acqua. 
 
La sorella Anne ci aveva anche scritto “Grazie a tutti per il vostro prezioso aiuto, per il vostro magnifico sostegno in questo momento di prova”.
 
Oggi, però, tutto potrebbe essere messo nuovamente in discussione…
 
Il 26 maggio, il nipote - ricorso in appello presso il Tribunale amministrativo di Nancy contro la decisione del Tribunale di Châlons-en-Champagn di non sospendere alimentazione e idratazione – ha reclamato di nuovo la testa dello zio, il quale, pur trovandosi in una struttura ospedaliera non del tutto adatta alla sua condizione, non intende affatto morire nonostante da 3 anni sia stato dichiarato in "in fin di vita" dalla lobby dell’eutanasia.
 
Lui è ancora lì, certamente starà soffrendo, ma è vivo e cosciente.
 
Il pubblico ministero ha chiesto una "procedura medica e collegiale" per porre fine ai suoi giorni. Questa richiesta di morte ha assunto toni imperativi da parte degli aguzzini (tra cui il Consiglio dell'Ordine dei Medici) a causa della legge Leonetti, una legge eutanasica che eufemisticamente parla di "sedazione profonda e continua".
 
Per noi italiani sarà bene ricordare che la Legge Leonetti rende vincolanti le "direttive anticipate di trattamento”, quelle che in Italia qualcuno voleva (e vorrebbe) far passare sotto l’acronimo di DAT - ‘Dichiarazioni anticipate di trattamento’, una procedura che se approvata introdurrebbe surrettiziamente in Italia l’eutanasia.
 
La vera soluzione per Vincent sarebbe quella di trasferirlo in un'altra unità ospedaliera attrezzata per le sue condizioni - non ne mancano - come richiesto negli ultimi 3 anni dai suoi genitori e dagli avvocati.
 
Preghiamo quindi per lui perché vinca anche questa ennesima battaglia per la vita confidando in un nuovo miracolo oltre alla mobilitazione generale necessaria.

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