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Si è svolta domenica mattina 8 maggio la VI edizione della Marcia nazionale per la Vita lungo le vie del centro storico di Roma. Ad aprire il corteo S.E mons.Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara (primo vescovo italiano a partecipare a questa manifestazione) assieme al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, ed a mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan). Ad accompagnarli migliaia di persone, provenienti da tutta Italia e da molti Paesi stranieri, insieme a numerosi religiosi appartenenti a molte Congregazioni maschili e femminili cui Papa Francesco, dopo la preghiera del Regina Coeli, ha rivolto un saluto.

Virginia Coda Nunziante, portavoce nazionale della Marcia per la Vita, nel suo discorso di apertura ha ricordato le cifre della mattanza causata in Italia dalla legalizzazione dell’aborto.

«In questi trentott’anni, negli ospedali italiani sono stati uccisi oltre 5 milioni 700 mila bambini. Oggi si parla di 100.000 aborti l’anno, un bambino ucciso ogni 5 minuti e mezzo. Ma nessuno vuole contabilizzare questi numeri… Un assassinio ripetuto cinque milioni di volte non diventa un diritto, perché i diritti non nascono dall’assuefazione al male: diventa un genocidio. Come possiamo rimanere in silenzio davanti a tale genocidio? Come possiamo fare finta di nulla di fronte alla legalizzazione di una vera e propria strage degli innocenti?».

Da qui il riferimento è andato all’organizzazione Ordo Iuris ed al suo impegno in una Polonia in cui il partito di maggioranza, Diritto e Giustizia, ha annunciato pubblicamente, per bocca del suo premier, Beata Szydlo, di voler puntare con decisione all’abolizione della legge sull’aborto senza compromessi.

Quest’anno la Marcia ha ottenuto l’appoggio di 114 associazioni straniere  proveniente da 29 paesi.

Tra coloro che hanno espresso totale appoggio all’iniziativa vi sono il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto  della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l'economia della Santa Sede; il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino  e l’ Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel mondo si sono svolte già 8 marce ma altre cinque sono previste a Ottawa (12 maggio), Varsavia (31 maggio), Dublino (2 luglio), Berlino (17 settembre) e Zurigo (17 settembre).

Il prossimo appuntamento, per l’Italia, è già stato fissato invece per sabato 13 maggio 2017, sempre a Roma, con la settima edizione della Marcia per la Vita.

 
 
 
COMUNICATO STAMPA
 
MARCIA PER LA VITA  E PER LA FAMIGLIA:
IL 14 MAGGIO APPUNTAMENTO A PALERMO 
 
 
Anche quest’anno Il Forum “Vita-Famiglia-Educazione“ , terrà la MARCIA PER LA VITA E PER LA FAMIGLIA, giunta alla sua 6a edizione. Le edizioni precedenti hanno registrato la  partecipazione di migliaia di persone  oltre che l’adesione di 80 associazioni, del  Comune di Palermo  e  di molti esponenti religiosi, cattolici e non cattolici.
 
L’appuntamento  è per SABATO 14 MAGGIO 2016 a PIAZZA CROCI ORE 16,30 ,dove interverranno: 
Gioacchino Porrello, Pastore della Chiesa Pentecostale Parola della Grazia, 
Don Fortunato Di Noto, Presidente dell'Associazione Meter, 
Massimo Gandolfini, Portavoce Nazionale del comitato "Difendiamo i nostri figli".
 
La mobilitazione  popolare verrà preceduto da una settimana di eventi, dal 7 al 13 maggio, focalizzati nell’affermare la centralità di questi valori, irrinunciabili per una società fondata su una concezione alta del bene comune. 
 
L’iniziativa si configura come un vero e proprio “Family day” siciliano, è aperta a tutte le realtà sensibili alla promozione della cultura della vita e della famiglia da cui essa si genera.
 
La mobilitazione nasce dalla riflessione che, nell’attuale contesto sociale, politico e culturale l’essere umano ormai è diventato un bene di consumo, da scartare quando non è più funzionale. E’ il caso dei malati, dei disabili, degli anziani  privi di cure, dei profughi morti per mano dei trafficanti di carne umana, dei bambini abortiti, di quelli trattati come merce con la pratica dell’utero in affitto,dei minori ai quali viene negato il diritto di avere un padre e una madre, dell’infanzia vittima del degrado sociale, della pedofilia, dello sfruttamento criminale, della droga, dell’emarginazione.
 
E in questo contesto, si assiste ai tentativi di demolizione della famiglia naturale, cosi come definita dalla costituzione, con i tentativi di distruggere l’istituto matrimoniale, con l’indottrinamento Gender che viola la libertà di educazione dei genitori e con  la negazione dei bambini di avere un padre e una madre.
 
Scendiamo quindi in piazza come per dire il nostro NO alto e forte, sicuramente pacifico ma determinato, alla demolizione in atto della cultura della vita, della famiglia e della libertà di educazione.
 
Ci mobilitiamo per dire Si ad una piattaforma di richieste concrete al mondo della Politica, locale e nazionale per promuovere la civiltà della persona umana.
 
Il programma completo della mobilitazione e le proposte-richieste verranno illustrate in una Conferenza Stampa lunedì 9 maggio. 
 
 
Gli enti e le associazioni che aderiscono aumentano di giorno in giorno. Le realtà  proponenti alla data odierna sono:
 
Ass. Guide e Scout San Benedetto/ Ass. Ex allievi Scuola D.S/ Centro Padre Nostro/ Ordine Francescano Secolare di Sicilia/ Ass. Naz. Famiglie Numerose di Sicilia/LAILAC/ Federcasalinghe Sicilia/ Ass. ERRIPA Achille Grandi/ Milizia dell’Immacolata di Sicilia/ C.A.Me.L.O.S/ Rinnovamento Nello Spirito Palermo/ Centro Aiuto alla Vita Palermo/ GRIS Sicilia/ Generazione Voglio Vivere/ Chiesa evangelica " Parola della Grazia"/ Istituto per la Famiglia onlus/ Cristiani per la Nazione/ Societa’ Domani/ Compagnia dell’Immacolata e di San Filippo Neri/ Identita’ Giovane/Movimento per la Vita Palermo/ Virtus Sicilia/Alleanza Cattolica Sicilia/MODAVI ONLUS/Comitato “Difendiamo i nostri Figli” Palermo/Meter Onlus/ Forum delle Associazioni Familiari Sicilia/Redazione Palermo Parla/Movimento Carismatico di Assisi PA/ CAV di Caltanissetta/ Sìallafamiglia Sicilia/Comitato art.26 Sicilia/Apostolato della Preghiera Palermo/Associazione Giacomo Cusmano Sicilia/ Azione Cattolica parrocchia Cuore Eucaristico/Comitato Etico Palermo/ Parrocchia Cuore Eucaristico Palermo/FISM Sicilia/Ven. Compagnia Immacolata Concezione/AERE/ Ist. Santa Famiglia/ Ass.S.Ignazio di Lojola-Bagheria/ Cooperatori Salesiani Palermo/Ass.Agon/Ass. “Palermo Aperta a tutti” onlus/Spazio identitario Atreju/Spazio Libero Camerana/Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli/Libera Idee di Bagheria/ Parrocchia Madonna di Lourdes/ Cappellania Universitaria di Palermo/ Forum Prov. Associazioni Familiari Palermo/ Oasi Cana/ Federazione Regionale Siciliana dei Consultori di Ispirazione Cristiana/ Accademia Nazionale della Politica
 
Per ogni comunicazioni potete contattare  il 340/1409850 o inviare una email a  forum.vitafamigliaeducazione@gmail.com 
 
Il delegato del Forum
Diego Torre 
 
 
 
 
 
 
 
 
Gérard Larcher, Daniel Keller, Pierre-François e Jean Veil
 
Gérard Larcher, Daniel Keller, Pierre-François et Jean Veil
 
di Generazione Voglio Vivere 
 
Il Grande Oriente di Francia (GODF) ha assegnato il Marianne Jacques France a Simone Veil, 88 anni, ex ministro e primo presidente del Parlamento europeo nonché  autrice  della legge che legalizzò l'aborto in Francia.
 
Daniel Keller, "Gran Maestro" del GODF, ha consegnato il busto della Marianne ai figli della signora Veil alla presenza del Presidente del Senato Gerard Larcher.
 
Per l’occasione,  Keller ha dichiarato:
 
"Simone Veil incarna l’impegno repubblicano tanto caro alla frammassoneria”. “La legge sull'aborto è diventata il simbolo del miglioramento dell’Uomo e della società a cui lavorano i massoni; questa legge resta un pilastro della nostra società”.
 
Uccidere tutti i giorni in Francia centinaia di bambini nel grembo materno è quindi un pilastro della società voluta dalla setta massonica!
 
Alla Veil noi preferiamo però la figura di Maurice Caillet, medico francese, specializzato in chirurgia ginecologica, che nel libro autobiografico ‘Ero Massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede’ (Piemme, 2010) narra la sua incredibile storia. 
 
Abortista e anticattolico convinto, nel 1970 entra a far parte della Massoneria per diventare "Maestro Venerabile" di una delle più potenti logge del "Grande Oriente di Francia".
 
Nel 1984, all'apice della carriera politica e professionale, si reca in pellegrinaggio a Lourdes per accompagnare la moglie Claude, gravemente ammalata: improvvisamente si converte al Cristianesimo e decide di lasciare la massoneria, dopo quasi quindici anni di appartenenza, incontrando, in seguito a questa decisione, difficoltà di ogni tipo:  deve rinunciare alla carriera di medico e viene emarginato dal Partito Socialista Francese.
 
Caillet narra di come la Massoneria abbia promosso le leggi a favore del divorzio, dell'aborto, delle unioni civili e omosessuali, della manipolazione degli embrioni, della depenalizzazione delle droghe leggere e della legalizzazione dell'eutanasia.
 
Due storie con esiti differenti che ci dicono però la stessa cosa: leggi come quella sull’aborto non sono volute dal popolo ma promosse da piccole elite, ben collocate nei gangli vitali del poter e guidate da una precisa ideologia di morte.
 
  
di Generazione Voglio Vivere 
 
Le leggi contro l’aborto sono una forma di tortura. Ad affermarlo è stato Juan Mendez, esperto delle Nazioni Unite che ha stilato l’ultimo rapporto ONU sul fenomeno della tortura.
 
Nel testo presentato al Consiglio per i Diritti Umani Mendez ha sostenuto che le leggi che proibiscono l’aborto sono responsabili di una sofferenza fisica ed emotiva “tremenda e duratura” e che le donne e le ragazze sottoposte a queste leggi subiscono “atteggiamenti umilianti e di giudizio”. 
 
Il rapporto esorta perciò tutti gli Stati a depenalizzare l’aborto e a garantirne un accesso ‘legale’ e ‘sicuro’,  restringendo – se è il caso – il diritto all’obiezione di coscienza del personale sanitario.
 
Per raggiungere il proprio obiettivo, il comitato delle Nazioni Unite ha cercato di ampliare il significato della parola tortura per istruire i governi su come interpretare le proprie leggi. Lo stesso Mendez ha invitato infatti tutti gli Stati ad aggiornare e implementare le legislazioni nazionali sull’aborto.
 
Grazie a Dio la relazione ha incontrato molte critiche a causa delle ambiguità e della infondatezza delle sue affermazioni.  
 
Comunque sia, resta il fatto che ci troviamo dinanzi a un uso manipolatorio del linguaggio da scagliare contro chi ancora non si è allineato al pensiero unico dominante.
 
Paradossalmente, si fa per dire, i membri del Comitato non si sono ‘accorti’ che l’utilizzo dell’aborto come mezzo di tortura è quanto accade a tutti gli effetti in Cina, dove spesso le donne lavoratrici che rimangono incinta sono messe davanti alla scelta di perdere l’impiego o abortire il bambino che portano nel grembo, come da regolare contratto…
 
Per loro non s’invoca alcuna libertà di scelta, perché forse per i burocrati del Palazzo di Vetro l’unica vera scelta è quella di sporcarsi le mani con il sangue degli innocenti.
 
 
di Ben Johnson
 
WASHINGTON D.C., 4 Aprile 2016 (LifeSiteNews) – Domenica, Hillary Clinton, favorita per la nomina presidenziale nel partito Democratico, ha crudamente affermato la sua convinzione che "la persona non nata non ha diritti costituzionali."
 
Ieri mattina, a "Meet the Press" Chuck Todd ha chiesto alla Clinton, "Quando, o se, un bambino non ancora nato ha dei diritti costituzionali?". Lei ha risposto "attualmente, sotto le nostre leggi, mai.” Il feto non ha diritti costituzionali” ha replicato. “Questo non significa che non dobbiamo fare tutto il possibile ... [per] aiutare una madre che sta portando un bambino in grembo e che vuole fare in modo che il suo bambino sia sano", ma "[mi oppongo] a sacrificare il diritto della donna a poter scegliere". 
 
"È una distinzione importante, che la sentenza Roe v. Wade ha sancito sotto la nostra Costituzione", ha aggiunto. “Io sostengo questa tutela costituzionale".
 
(…) Bill Donohue della Lega Cattolica, ha detto, "La posizione della Hillary ricorda stranamente ciò che disse il Giudice della Corte Suprema Roger Taney nella sua famigerata sentenza del 1857 sulla schiavitù. Egli dichiarò che i neri non ‘hanno alcun diritto che i bianchi siano tenuti a rispettare.'
 
(…) Nel frattempo, Diana Arellano, responsabile delle attività di Planned Parenthood nell’ Illinois, ha scritto su Twitter:
 
Il rivale della Clinton per la nomination democratica, il senatore Bernie Sanders del Vermont, si è detto d'accordo con Hillary nella tarda mattinata, dicendo a George Stephanopoulos a "This Week" su ABC  "Sono d'accordo con il segretario. Non credo ci sia alcuna protezione costituzionale per i non nati".
 
(…) Quando gli è stato chiesto se la sentenza Roe v. Wade sia una "cartina di tornasole" per i candidati alla Corte Suprema, ha risposto "Certo. È molto importante per me."
 
Contrariamente, lo scorso agosto il repubblicano Mike Huckabee, candidato alla presidenza, ha affermato che l'aborto è "una violazione del Quinto e del Quattordicesimo emendamento del diritto del bambino non ancora nato a un giusto processo e a una eguale tutela ai sensi della legge". […]
 
TRADUZIONE a cura di Generazione Voglio Vivere 
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