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Petizione on. Berlusconi e Buzek

27 Maggio 2011

Gentile Signora, egregio Signore

ancora una volta un Parlamento con sede all’estero, quello Europeo, vuole imporre all’Italia cosa fare o cosa non deve fare in merito alle proprie leggi.

Ma adesso il diktat di questo Parlamento è diventato un ultimatum, una minaccia diretta alla vita e ai diritti del bambino nel grembo materno.

Cosa ci sta succedendo?

L’8 marzo scorso, sotto pressione della lobby dell’aborto, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che richiama gli Stati membri a garantire quello che loro chiamano “diritto all’aborto”.

Infatti, questa risoluzione che fa scandalo, al punto n. 25 avverte che gli Stati membri dell’Unione Europea sono tenuti a “garantire alle donne un accesso agevole ai metodi contraccettivi nonché il diritto all'aborto sicuro”.

In italiano semplice, questo vuol dire garantire a tutte le donne un accesso facile e libero all’aborto, senza si e senza ma. E peggio ancora, al punto n. 53, da per scontato un cosiddetto “diritto umano” all’aborto.

Il fatto che l’aborto sia illegale - o almeno restrittivo, in tanti paesi europei (come è in Italia, dove l’aborto è ammesso con restrizioni e non dopo il terzo mese di gravidanza), - sembra che a questo Parlamento non interessi.

Ancora una volta, è chiaro che la lobby dell’aborto cerca di utilizzare il Parlamento Europeo per imporre la sua agenda radicale anti vita, in tutti gli Stati membri d’Europa.

Contro questo nuovo attacco al diritto alla vita del bambino nel grembo materno e anche contro la sovranità dei paesi membri d’Unione Europea, la invito oggi a protestare con determinazione.

Sia presso il Parlamento Europeo, sia presso il nostro governo.

Così, gentilmente la chiedo di firmare e rinviarmi al più presto le petizioni accluse. Questa risoluzione è spudorata, cerca di imporci un aggravamento della nostra già cattiva legge sull’aborto.

 In primo luogo, non ci può essere mai ! un “diritto all’aborto”.

Questo perché nessuno ha il diritto di uccidere un altro essere umano, soprattutto quando è innocente e indifeso. Quello che è evidente anche per un bambino delle elementari non lo è per la lobby dell’aborto al Parlamento Europeo.

Ma l'arroganza dei deputati del Parlamento Europeo che hanno approvato questa risoluzione non si ferma qui.

Loro sono convinti che il Parlamento dell’Unione Europea abbia il diritto di dettare agli Stati membri, all’Italia dunque, cosa fare e cosa non fare su di una questione così delicata come quella dell’aborto.

L’approvazione di questa risoluzione, che ordina agli Stati membri di garantire l’accesso facile all’aborto, ha avuto almeno il merito di togliere la maschera alla lobby dell’aborto.

Non illudiamoci, la lobby dell’aborto insediata nel Parlamento Europeo non smetterà fino a quando la loro agenda radicale non sarà imposta a tutti i paesi d’Europa.

Diventerà quindi l’Italia come l’Inghilterra? Dove l’aborto è libero e gratuito fino al sesto mese di gravidanza?

O come la Spagna, dove una ragazza può abortire a 16 anni senza neppure informare i genitori?

Il Parlamento Europeo e i suoi deputati, di cui si è servita la lobby dell’aborto, invece di imporre l’aborto agli Stati europei, dovrebbero lavorare per porre fine definitivamente all'uccisione dei bambini nel grembo materno.

In Italia, anche se l’aborto è legale, resta comunque restrittivo. Ma c’è chi vuole rendere anche peggiore, questa già cattiva legge.

Lei ed io che lavoriamo senza sosta perché la legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia sia abrogata, adesso dobbiamo fare i conti con il Parlamento Europeo.

Il fatto è che, se il governo e il Parlamento italiano dovessero accettare questo diktat del Parlamento Europeo, ci saranno altre decine di migliaia di bambini non nati, sacri-ficati nel grembo materno.

E ciò non accadrebbe soltanto in Italia, ma anche in altri paesi europei, specialmente in quelli ove l’aborto è fuorilegge.

Ciò accadrebbe in Polonia, in Irlanda o a Malta. O anche in Germania, dove l’aborto resta illegale ma non punibile.

Perciò le chiedo, in questa nuova e importante iniziativa di Voglio Vivere, di unirsi a me, firmando e restituendomi al più presto le sue petizioni allegate.

La prima diretta al Presidente del Parlamento Europeo, l’on. Jerzy Buzek. La seconda al Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, l’on. Silvio Berlusconi.

Al Presidente del Parlamento Europeo faremo sapere la nostra indignazione per questa decisione. E al Presidente del Consiglio chiederemo che l’Italia non s’inchini a questo diktat.

Il fatto è che per la lobby dell’aborto le leggi riguardo l’aborto in tanti paesi europei – come l’Italia – non sono abbastanza radicali.

E’ tramite le sue marionette al Parlamento Europeo che si cerca d’imporre a tutti l’aborto libero e gratuito e il cosiddetto “diritto all’aborto”.

Qualora ottengano successo e che l'aborto venga riconosciuto come un cosiddetto “diritto umano”, ci sarà da temere ogni sorta di pressione sul nostro governo e sul nostro Parlamento.

Naturalmente con l’obiettivo di aggravare ancora di più la nostra già cattiva e perfida legge sull’aborto.

Sarebbe la vittoria dell’iniquità e la disfatta dei valori più fondamentali che definiscono la nostra civiltà.

Ecco perché dobbiamo intervenire oggi. E se sono sicuro di poter contare su di Lei, è perché so che Lei si rende conto dell’importanza della nostra battaglia comune in difesa della vita.

La prego così di inviarmi al più presto le sue petizioni, firmate e datate.

Mi farò carico di consegnarle entro il 31 luglio, così da esigere sia dal nostro governo, sia dal Parlamento Europeo, un’azione decisa contra la lobby radicale dell’aborto.

Non possiamo tollerare che il Parlamento Europeo diventi un’agenzia della lobby dell’aborto. Dovrebbe invece essere un luogo di civiltà, di difesa dei valori morali non negoziabili.

Di sicuro questa nuova campagna della sua associazione costerà, e non poco. Ecco perché le chiedo anche, nella misura delle sue possibilità, di aiutarci in questo sforzo.

Qualsiasi cosa Lei decida di offrire a Voglio Vivere, sia 25, 50 o anche 100 Euro, la ringrazio di cuore.

A questo scopo troverà allegato alle sue petizioni un bollettino di conto corrente postale già intestato a nome suo.

E tramite la busta allegata, la prego di inviarmi le sue due petizioni, firmate e datate.

Saremo così in grado di combattere la lobby dell’aborto che si è impadronita del Parlamento Europeo.

Ringraziandola per la Sua amicizia ed il suo sostegno, le rinnovo la mia riconoscenza e i miei sentimenti di gratitudine sincera.

 

Ruggero Buzzetti
Direttore

 

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