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Giovedì, 18 Novembre 2021 10:15

Animali trattati meglio degli esseri umani

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Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci.

Nessuno di noi odia gli animali o farebbe mai loro del male.

Ma gli animali sono animali e gli esseri umani sono esseri umani.

Non sono la stessa cosa e come tali vanno trattati diversamente.

Sembra quasi scontato dirlo, ma la preminenza ovviamente deve averla l’uomo.

Esiste una gerarchia nell’universo non perché piaccia così a qualcuno ma perché la natura stessa delle cose ce lo dimostra quotidianamente.

Tanto per dire una banalità: di tutti gli esseri viventi sulla Terra, quelli che sin da principio l’hanno assoggettata al suo volere, asservendo tutte le altre specie per crescere e progredire, sono proprio gli esseri umani.

Può piacere oppure no. Si può essere d’accordo oppure no. Non è questo il punto.

Il punto è che è semplicemente così e questo dato ci dice che l’uomo è un essere superiore a qualsiasi animale, pianta o minerale. Non appena però solo da un punto di vista razionale ma anche spirituale.

Che poi non si debba abusare della natura siamo tutti d’accordo. Ma questa è un’altra faccenda.

Quello che preme qui sottolineare è che ormai siamo entrati in una deriva ambientalista tale per cui gli animali iniziano ad essere trattati come esseri umani, se non meglio.

Se è così, e purtroppo lo è, possiamo far risalire questa sbandata anche al modo in cui ci siamo abituati a trattare l’essere umano come una cosa.

Pensate all’aborto, ma anche all’utero in affitto o alla fecondazione artificiale.

Sono tutte tecniche che “cosificano” l’essere umano del quale si finisce per disporre a piacimento.

Al contempo stesso, e qui ritorniamo al discorso di prima, la smania di trattare gli animali come uno di noi non ha fatto altro che crescere.

Fino ad arrivare a un parossismo francamente preoccupante.

A testimonianza di ciò, faccio notare che tra il 9 e il 12 novembre scorso sono usciti ben quattro articoli sul Corriere della Sera – che ricordiamo an passant essere il principale quotidiano italiano – a proposito dell’umanizzazione dei pet.

I titoli di questi articoli dicono già molto. Eccoli:



-    I nuovi menù bio per cani gourmet (Corriere della Sera, 12 novembre 2021)

-    «Come si fa con i bambini la gente si informa di più» (Corriere della Sera, 9 novembre 2021)

-    «Oggi cresce l’attenzione per gli aspetti psicologici» (Corriere della Sera, 9 novembre 2021)

-    La vetrina della cura tra cibo e benessere. Una filiera strategica (Corriere della Sera, 9 novembre 2021



Stiamo parlando di un mondo in cui, ad esempio, si festeggiano i compleanni dei propri cani con torte e dediche personalizzate…

Gli “animali un tempo vivevano in famiglia, oggi sono componenti della famiglia a tutti gli effetti”. Così ha asserito al Corriere della Sera Alessandro Moretti, direttore marketing di Arcaplanet, la prima catena di Pet store in Italia con oltre 390 negozi nel paese.

Esistono ormai anche dei Saloni dedicati, come Zoomark International, all’interno dei quali è possibile trovare “convegni sull’evoluzione etica della toelettatura, workshop dedicati a dimostrazioni pratiche di ‘asian style’ sul barbone e il taglio a forbice”.

E se nella convivenza con gli amici a quattro zampe nasce qualche problema, niente paura, potete sempre rivolgervi allo “psicologo” dei pet!

Abituati a trattare i suoi simili come cose senza alcuna dignità, gli esseri umani sono caduti nell’estremo opposto: hanno iniziato a trattare gli animali come umani.

E come potremo mai ritornare a una civiltà della ragione e del buon senso senza prima invertire questa assurdità?!

Come non vedere che senza sconfiggere l’aborto, l’utero in affitto, la fecondazione artificiale e tutte le tecniche di manipolazione dell’essere umano, finiremo con il diventare noi stessi degli animali contenti di vegetare invece che di vivere?

La lotta contro l’aborto è molto di più importante e profonda di quanto si pensi. È sì una lotta per la giustizia, ma anche per la salvezza della Civiltà.

Sostieni oggi stesso Generazione Voglio Vivere nella sua missione di sensibilizzare sempre più persone contro questa deriva tragica e pericolosa per il nostro avvenire.

E per l’avvenire dei nostri figli.

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 87 volte Ultima modifica il Giovedì, 18 Novembre 2021 16:35

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