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Giovedì, 03 Febbraio 2022 17:01

Il 15 febbraio via libera all’eutanasia?

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Il 15 febbraio prossimo è una data chiave. Quel giorno la legalizzazione dell’eutanasia potrebbe conoscere una preoccupante accelerata in Italia.

La Corte Costituzionale, infatti, terrà l’udienza sull’ammissibilità del referendum promosso dall’Associazione radicale “Luca Coscioni”.

Il quesito referendario, che ha raccolto oltre un milione 200mila firme, punta all’abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale che oggi sanziona come reato l’«omicidio del consenziente», ovvero l’uccisione di chi ne fa richiesta.

Tradotto: nel caso in cui il referendum fosse ammesso dalla Consulta e fosse approvato alle urne, si otterrebbe la possibilità di uccidere chiunque lo chieda.

Durante la raccolta firme Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, affermava: «Ci appelliamo alla cittadinanza per rafforzare sempre di più la nostra rete chiedendo di unirsi e partecipare direttamente e a comunicarci la disponibilità come volontari o autenticatori a questa grande battaglia di civiltà».

Ma quella che Cappato chiama «grande battaglia di civiltà» è esattamente l’opposto: è una barbarie!

Lo dimostra quanto accade nei Paesi in cui l’eutanasia è stata legalizzata. Nei Paesi Bassi, per esempio, dove nel 2020 il governo ha dato il via libera alla legge che consente ai medici di sopprimere i malati cosiddetti terminali di età compresa tra 1 e 12 anni.

Nel confinante Belgio la situazione non è meno agghiacciante: esiste una memoria giuridica depositata presso la Corte europea dei diritti dell’uomo secondo cui «la legge belga sull’eutanasia non protegge il diritto fondamentale alla vita». Ne è autore Tom Mortier, la cui madre, affetta da depressione cronica, è stata soppressa nel 2012 con iniezione letale, senza coinvolgimento di alcuno dei familiari, avvisati solo dopo il decesso.

Esistono studi che dimostrano come, nei Paesi in cui l’eutanasia è legale da diversi anni, si comincia a praticarla per chi la richiede e si finisce ad imporla anche a chi non l’ha richiesta.

Per evitare che una simile deriva arrivi anche in Italia, caro sostenitore, è dunque necessario mobilitarsi. Un domani l’eutanasia potrebbe essere imposta a chiunque sia malato.

Eppure, purtroppo, dobbiamo registrare una diffusa apatia delle forze che, invece, avrebbero il compito di fare opposizione.

Come spiega il dott. Alfredo Mantovano, magistrato e vicepresidente del “Centro Studi Rosario Livatino”, «la resistenza è prossima allo zero non ci si può limitare a dire “mamma quanto è brutto il suicidio”, ci sono delle alternative che vanno mostrate. Nel 2010 è stata approvata la legge cure palliative che da 11 anni non è attuata perché non finanziata adeguatamente».

Dobbiamo allora proseguire la nostra battaglia di vera civiltà: contro l’eutanasia e a favore delle cure palliative. Informare, manifestare, divulgare sono le nostre direttrici.

Caro sostenitore, il tuo contributo in questa battaglia è fondamentale.

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 442 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Febbraio 2022 17:11