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Mercoledì, 27 Aprile 2022 15:33

L’orrore dell’aborto nell’orrore della guerra!

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L’orrore della guerra sembra non saziare la fame di morte. Alle vittime delle esplosioni, c’è chi vuole aggiungere le vittime dell’aborto.

69 associazioni filo-abortiste hanno infatti pubblicato una «Chiamata all’azione» nei confronti dell’Unione europea e a tutti i governi in qualche modo coinvolti nel conflitto e nell’accoglienza dei profughi, affinché venga garantito il “diritto” all’aborto delle donne ucraine.

Gli estensori dell’appello rilevano due fattori che giustificherebbero una mobilitazione in favore dell’aborto: la pressione sugli ospedali ucraini e la diffusione di violenze sessuali che dovrebbe provocare gravidanze indesiderate.

Ma l’appello è soprattutto un pretesto per chiedere una liberalizzazione dell’accesso all’aborto a Paesi interessati dai flussi migratori dovuti al conflitto: Polonia, Moldavia, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Di qui la loro proposta: l’invio in questi Paesi di kit abortivi e contraccettivi, comprese le pillole abortive.

Non solo. Gli estensori dell’appello chiedono di «verificare che non venga fornita assistenza finanziaria alle organizzazioni e agli attori antiSRHR (anti-sexual and reproductive health and rights strategies) e anti-uguaglianza in Ungheria, Moldova, Polonia, Romania, Slovacchia o Ucraina».

Tradotto: vogliono ostacolare le attività dei gruppi pro-life di questi Paesi.

Secondo i filo-abortisti, gli Stati in questione dovrebbero «garantire che l’aborto medico all’inizio della gravidanza sia legale e accessibile a tutti coloro che fuggono dall’Ucraina, anche rimuovendo gli ostacoli all’assistenza all’aborto e allineando le politiche nazionali sull’aborto con le linee guida dell’OMS».

Una vera e propria ingerenza da parte di associazioni che non hanno nessuna autorità!

Come non bastasse, le associazioni chiedono inoltre di perseguire penalmente quanti ostacolano l’aborto.

C’è infine un altro aspetto, che rileva Tommaso Scandroglio su Corrispondenza Romana : «durante le crisi umanitarie le associazioni abortiste spesso si mobilitano per inviare sul campo - in questo caso in Ucraina e nei Paesi che accolgono i rifugiati - il loro personale con la scusa che si vuole offrire assistenza medica».

E visto che in queste situazioni il controllo dello Stato è fisiologicamente meno stringente, risulta quasi impossibile controllare ciò che avviene in questi centri.

Dunque, il personale delle associazioni filo-abortiste può praticare aborti e regalare pillole abortive.

E, come osserva ancora Scandroglio su Corrispondenza Romana, «laddove fiorisce l’illecito c’è dunque la preoccupazione di tutelare chi delinque: ecco il monito di perseguire penalmente chi, per paradosso, vuole impedire aborti ritenuti illegali in certi Paesi».

Per questo, caro sostenitore, dobbiamo proseguire la nostra battaglia per la vita e contro la morte, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.

Uno di questi mezzi è continuare a sostenere le organizzazioni pro-life.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 292 volte Ultima modifica il Giovedì, 28 Aprile 2022 10:16