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Venerdì, 10 Giugno 2022 14:50

Gli USA in fiamme per colpa degli abortisti!

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Siamo ormai alla persecuzione aperta e, in un certo mondo, approvata dalle autorità.

Di cosa parlo? Dell’attuale situazione esplosiva negli Stati Uniti in attesa che la Corte Suprema si esprima sulla legittimità o meno della Roe vs. Wade che nel 1973 legalizzò l’aborto a livello federale.

Come riportato da La Nuova Bussola Quotidiana, “Un uomo armato di pistola e coltello, un ventenne della California, è stato arrestato ieri pomeriggio nei pressi dell’abitazione del giudice Brett Kavanaugh mentre urlava minacce di morte”.

Kavanaugh, nominato da Trump, è uno dei giudici chiamati a decidere sulla Roe.

Ma non finisce qui…

“Lo scorso 3 giugno il Capitol Hill Crisis Pregnancy Center, centro cattolico di aiuto alla vita, a Washington, è stato completamente vandalizzato con vernice, uova, scritte” riporta sempre La Nuova Bussola, mentre “Domenica 5 giugno, un gruppo di 15 attiviste pro-aborto (…) hanno interrotto il sermone del predicatore Joel Osteen alla Lakewood Church di Houston (…) spogliandosi fino agli indumenti intimi e gridando imprecazioni e slogan pro aborto prima di essere scortate fuori dall’edificio”.

Appena due giorni dopo un altro centro di gravidanza gestito da un gruppo pro life, a Buffalo, il CompassCare, è stato brutalmente vandalizzato: i delinquenti pro aborto hanno rotto le finestre e lanciato bombe molotov allo studio medico della struttura.

E se qualcuno, magari qualche mamma incinta, si fosse trovata lì per una emergenza?!

Lo stesso giorno il Mountain Area Pregnancy Services di Asheville, nella Carolina del Nord, è stato ricoperto di vernice rossa, minacce e graffiti a favore dell’aborto.

Incurante di tutto ciò che sta accadendo nel paese, il presidente Joe Biden ha invitato i maggiori gruppi ed esponenti delle multinazionali dell’aborto alla Casa Bianca per incoraggiarli e promettere sostegno…

E in vista di lunedì 13 giugno, quando si pensa che la Corte si pronunzierà, il clima potrebbe diventare ancora più rovente: ci sarebbe infatti la volontà, da parte dei gruppi abortisti, di bloccare le strade intorno alla Corte nel tentativo di farla chiudere impedendo così ai giudici e al personale di entrarvi e deliberare.

È evidente che si stia cercando lo scontro con la polizia per spingere il governo ad approvare in poche ore una legge che federalizzi l’aborto libero su tutto il territorio nazionale, oltre a rimuovere i giudici conservatori e/o ampliare la composizione della Corte con giudici di provata fede abortista ed Lgbt.

Ma la cosa più grave è che, pur conoscendo tutto questo, né il presidente Biden né il procuratore generale Merrick Garland hanno intenzione di arrestare chi progetta simili iniziative.

Caro sostenitore, puoi star certo che questo scenario si ripeterà anche in altre nazioni: se infatti una persona legittima l’uccisione del concepito, perché mai non dovrebbe ricorrere alla violenza fisica pur di continuare a “godere” di questo diritto?

È contro questa barbarie che Generazione Voglio Vivere si batte da anni. Una battaglia resa possibile grazie al sostengo di persone come te. E per questo ti ringrazio dal profondo del cuore.

Continua a sostenerci con la tua generosità e le tue preghiere. Nella guerra all’aborto che abbiamo deciso di intraprendere, sono due armi entrambe importanti.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 194 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Giugno 2022 14:54

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