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Giovedì, 03 Novembre 2022 11:01

Un’abortista membro della Pontificia Accademia per la Vita?

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Un abortista nominata alla Pontificia Accademia per la Vita?

Ma è possibile?! Sembrerebbe di si…

Da un po' di tempo, ormai, la Pontificia Accademia per la Vita ha preso una piega che aggettivare come “disdicevole” è poco. Ma adesso si è andati ben oltre.

Non ci sono infatti parole per commentare la recente nomina dell’economista italo-americana Mariana Mazzucato a membro ordinario di questa istituzione voluta da papa Giovani Paolo II per indirizzare studi e formazione verso «la promozione e la difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa» (Motu Proprio Vitæ mysterium ,11 febbraio 1994).

La Mazzucato, abortista convinta, fautrice dell’Agenda 2030 e dei suoi «Obiettivi di Sviluppo Sostenibile», ha di fatti un profilo che è l’opposto di quello che ogni membro di questa istituzione dovrebbe.

Peggio ancora è stata l’assurda giustificazione – dopo numerose polemiche - avanzata in una nota dalla Pontificia Accademia, secondo cui è importante promuovere al proprio interno «un costante e proficuo dialogo interdisciplinare, interculturale e interreligioso», trattandosi di «un organismo di studio e ricerca».

Ad aggravare ulteriormente la questione la nota precisa che «Le nomine degli Accademici ordinari sono fatte dal Papa», addebito che non risolve ma anzi acuisce ulteriormente la situazione.

Quanta differenza con l’Accademia Pontificia per la Vita di un tempo!

Basti ricordare che il suo primo presidente fu il venerabile Jérôme Lejeune, che, come ricorda Mauro Faverzani su Corrispondenza Romana, “fissò un regolamento interno, con cui si richiedeva a ciascun membro – dicasi ciascuno… – di firmare una dichiarazione, in cui si affermava che «davanti a Dio ed agli uomini, testimoniamo che per noi ogni essere umano è una persona» e che «dalla formazione dell’embrione fino alla morte, è lo stesso essere umano, che cresce fino alla maturità e muore». Dunque, tutt’altra fu la direzione impressa a tale organismo, poi cambiata con i nuovi statuti”.

La Mariana Mazzucato è comunque in “buona” compagnia…

All’interno della stessa Pontificia Accademia per la Vita un altro membro, Roberto Dell’Oro, docente di Teologia morale e titolare della cattedra O’Malley di Bioetica presso la Loyola Marymount University, dei gesuiti, “ha clamorosamente criticato la decisione pro-life della Corte Suprema americana, che lo scorso 24 giugno ha annullato la sentenza Roe vs. Wade, quella che legalizzò di fatto l’aborto negli Stati Uniti”.

Per Dell’Oro, tale decisione sarebbe ingiusta, in quanto violerebbe «la libertà delle donne» e la «piena partecipazione democratica».

O tempora, o mores!

Di questo passo, cosa rimarrà dell’integrità morale di un organismo nato per essere un baluardo a difesa della persona, dal concepimento fino alla morte naturale?

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 148 volte Ultima modifica il Giovedì, 03 Novembre 2022 11:05

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