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Giovedì, 16 Giugno 2022 13:08

L’abortismo militante e estremo della UE!

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Il 9 giugno scorso il Parlamento Europeo ha votato una Risoluzione di Socialisti, Sinistre, Verdi e Liberali nella quale, con la scusa di discutere della prossima sentenza sull’aborto della Corte Suprema degli USA, si riaffermano e si vogliono imporre a tutti gli Stati del mondo i cardini di un abortismo illimitato.

A parte l’ingerenza ingiustificata e risibile di un organo europeo nelle scelte giuridico-morali di un Paese pienamente sovrano e autonomo, preoccupano l’aggressività e la militanza spinta non solo a favore dell’aborto ma anche contro chi si batte – come negli USA – per un ribaltamento attuale della situazione.

Ma andiamo per ordine.

La Risoluzione abortista è passata con 364 parlamentari favorevoli, compresi quelli del PD, 5 Stelle e coloro che siedono nelle file di liberali e sinistre, 154 contrari e 37 astenuti.

Il testo ha per primo firmatario Predrag Fred Matic, del partito Socialdemocratico croato, già noto per l’approvazione del Report2 del 23 gennaio 2021 sul “diritto umano” all’aborto.

I passaggi da segnalare sarebbero davvero molti. Quattro in particolare, però, vanno sottolineati:

•    Ci si rivolge al presidente di uno Stato non europeo - gli USA - per dire in modo inequivocabile cosa deve fare e cosa non deve fare.

•    Davanti all’ipotesi che Biden non accolga questo invito, il parlamento europeo si dice pronto ad intervenire con fondi propri per risarcire gli Stati che ne risultassero pregiudicati. E ai professionisti che avendo preso parte ad un aborto ne fossero successivamente danneggiati, offre rifugio e probabilmente anche un nuovo posto di lavoro.

•    Invita il governo degli Stati Uniti “a regolamentare il rifiuto dei prestatori di assistenza sanitaria di fornire servizi di aborto legittimi” rammaricandosi “del fatto che, in alcuni casi, la prassi comune (…) consenta al personale medico, e talvolta a interi istituti medici, di rifiutarsi di fornire servizi sanitari sulla base dell'obiezione di coscienza” e anche “per motivi religiosi”.

•    Invita l’UE e i suoi Stati membri “a inserire il diritto all'aborto nella Carta”.

Tutto ciò non ha alcun valore normativo, ma non si possono sottovalutare gli impegni che almeno in via di ipotesi il parlamento si è detto disposto ad assumersi.

È chiaro ed evidente che la lobby abortista è molto preoccupata delle ripercussioni che a livello planetario potrebbe avere una possibile abrogazione della sentenza che nel 1973 regolò a livello federale l’aborto negli USA.

Da sottolineare pure come la richiesta di più aborto significhi la richiesta di legalizzarlo sempre e comunque senza alcuna restrizione. Al punto 9 del paragrafo T, infatti, la Risoluzione chiede al governo statunitense di depenalizzarlo “completamente”.

Dunque, anche fino al momento della nascita…

Ma c’è di più.

Pochi giorni prima, il 31 maggio, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa aveva adottato all’unanimità la risoluzione “Accesso all’aborto in Europa: fermare le molestie anti-choice”.

Questo documento rappresenta un ulteriore passo verso la criminalizzazione di chi si batte contro l’uccisione del concepito: con questo documento, un organo parlamentare europeo esprime infatti la propria preoccupazione e condanna verso chi opera per impedire un aborto o agisce per sensibilizzare l’opinione pubblica in materia.

Inoltre, l’Assemblea parlamentare invita gli Stati membri a garantire che qualsiasi ostacolo all’aborto “sia proibito e sanzionato penalmente”, ponendo tra questi ostacoli anche l’obiezione di coscienza, auspicando tra l’altro la creazione di “zone cuscinetto” in prossimità delle strutture sanitarie ove vietare eventuali proteste.

Insomma, mentre negli Stati Uniti potrebbe esserci una svolta storica – frutto di una battaglia pluridecennale da parte delle organizzazioni pro vita – sull’Unione Europea si addensano le nubi di una persecuzione ideologica e di un’approvazione senza limiti dell’aborto.

Ecco perché, ora più che mai, devi sostenere le realtà come Generazione Voglio Vivere.

Il contesto statunitense insegna che l’unione fa la forza e che bisogna fare come la goccia che scava la roccia: agire costantemente e inesorabilmente.

Il monolito dell’aborto può essere abbattuto e già oggi è possibile scorgerne i primi segni di un cedimento strutturale.  

Che aspetti dunque?

Intensifica la tua azione unendoti a migliaia di altre persone che come te lottano e sperano da molti anni.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 171 volte Ultima modifica il Martedì, 14 Giugno 2022 13:15

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