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Giovedì, 01 Settembre 2022 17:41

Legge sull’aborto: stupore e dolore per le parole di mons. Paglia!

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Papa Giovanni Paolo II, nell’enciclica Evangelium Vitae, ribadendo il magistero cattolico e il diritto naturale, asserì che «l’aborto e l’eutanasia sono crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare».

Ciò significa, senza ombra di dubbio, che ogni cattolico non può che considerare una legge come la 194 del 1978, che ha depenalizzato l’aborto in Italia, un abominio.

Ogni cattolico, nessuno escluso.

Il diritto canonico, del resto, prevede la scomunica automatica per chiunque provochi l’aborto.

Eppure, caro sostenitore, sul preminente tema della vita, nei giorni scorsi abbiamo raggiunto il punto più basso proprio in quella che dovrebbe essere la quintessenza nella difesa della vita, ossia nel clero cattolico.

Ospite su Raitre, nella trasmissione Agorà - Estate, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, ha risposto alla conduttrice che gli chiedeva un parere sulla legge che ha sdoganato l’aborto in Italia:

«Penso che la legge 194 sia ormai un pilastro della nostra vita sociale».

Insomma, il presidente dell’istituzione che dovrebbe difendere la vita, considera un pilastro la legge che consente di sopprimere la vita.

Ricordiamo, infatti, fino allo sfinimento, che la legge 194 ha permesso di sopprimere nel ventre materno oltre 6 milioni di vite nascenti.

La domanda è talmente retorica da sembrare persino stucchevole: come può il numero uno dell’istituzione vaticana nata per contrastare fenomeni come l’aborto definire un pilastro una legge per l’aborto?

Come osserva Tommaso Scandroglio su La Nuova Bussola Quotidiana, pare che «siamo ormai giunti all’interno della Chiesa ad un rovesciamento dei principi morali cattolici, ad una rivoluzione radicale della dottrina».

Già nel giugno scorso, dopo che la Corte suprema degli Stati Uniti si è espressa contro la sentenza Roe VS Wade che legittimò l’aborto Oltreoceano, in un’intervista al Corriere della Sera mons. Paglia, anziché salutare con favore un fatto di tale portata, ha pronunciato parole alquanto ambigue.

«In Italia tornerà in discussione la 194? La Chiesa desidera questo?», chiedeva l’intervistatore. «Non credo proprio», la laconica risposta del presidente della Pontificia Accademia. «Credo però che un dibattito serio e pacato sulla 194 sia benvenuto, anzi augurabile», aggiungeva, «la legge infatti auspicava una tutela sociale della maternità».

Paglia, nell’intervista al Corriere della Sera, tornava a ripetere il mantra secondo cui la parte della legge 194 che tutelerebbe la vita, sarebbe stata disattesa.

Ma come può una legge che legittima l’aborto, al tempo stesso tutelare la vita? Si tratta di una contraddizione in termini.

Ma purtroppo, caro sostenitore, la contraddizione più eclatante è che a capo della Pontificia Accademia per la Vita si trovi una persona che definisce «un pilastro della nostra vita sociale» la legge 194.

Caro mons. Paglia…la legge 194, piuttosto, è un pilastro della morte!

Sono necessarie parole di verità di fronte alle 6 milioni di vite soppresse da questa infame legge.

Non possiamo esimerci dalla nostra battaglia in favore della vita. Senza compromessi e senza sudditanza nei confronti di nessuno anche quando, e lo diciamo con grande dolore, si tratta di un alto prelato della Chiesa cattolica della quale ci dichiariamo orgogliosamente figli.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 254 volte Ultima modifica il Martedì, 30 Agosto 2022 18:14

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