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Giovedì, 15 Settembre 2022 11:15

Sentenza shock: vietato mostrare i bambini down!

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Piccoli e grandi affetti da Sindrome di Down non possono sorridere, né apparire felici quando lo sono.

È il volere dello Stato francese, condivisa dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Una sconcertante decisione del 1° settembre che dà ragione al governo contro un video trasmesso in tv dalla Fondazione Lejeune per rassicurare le donne incinte sull'accoglienza dei bambini con Sindrome di Down.

Uno scandalo!

Bimbi e adulti affetti dalla Sindrome di Down non possono sorridere, né apparire felici quando lo sono.

Ciò che è accaduto in Francia - ne dà notizia La Nuova Bussola Quotidiana1 -  e, successivamente assecondato dalla Corte di Strasburgo (Cedu), lascia sconcertati.

Il caso su cui la Cedu ha rifiutato di discutere lo scorso 1° settembre, dando così ragione al Governo francese, riguarda un video breve, "Dar Future Mom".

Il video è stato prodotto dai sostenitori dei bimbi affetti da sindrome di Down in collaborazione con la Fondazione Jérôme Lejeune, uno dei principali centri mondiali di ricerca e assistenza per le persone con sindrome di Down.

Scrive La Nuova Bussola Quotidiana:

«Le immagini incriminate iniziano citando un'e-mail di una madre incinta, in cerca di consigli: "Aspetto un bambino. Ho scoperto che ha la sindrome di Down. Ho paura: che tipo di vita avrà il mio bambino?". Seguono i messaggi di 15 adulti e bambini con sindrome di Down che, in diverse lingue, sereni e sorridenti, rassicurano la madre preoccupata: la vita con la sindrome di Down può essere felice e appagante».

Nel 2014, l'autorità radiotelevisiva francese, sotto il governo socialista di François Hollande, aveva emesso un avvertimento di allarme, sostenendo che il video "disturbava la coscienza delle donne che, in conformità con la legge, avevano fatto scelte di vita personali diverse".

«Ai tre canali televisivi che avevano trasmesso il video era stata inviata una lettera in cui si intimava loro di non trasmetterlo più nelle fasce orarie riservate ai "messaggi di interesse generale", con conseguente ordine di censura effettiva».

Sconcertati, i promotori del video e la Fondazione Lejeune si erano rivolti ai canali televisivi per trasmettere nuovamente il video, senza ottenere risposta positiva.

I bimbi Down non dovevano essere felici e se lo erano non avrebbero dovuto farlo sapere alle future mamme che, si presumeva, era preferibile che abortissero.

«La Fondazione Lejeune aveva dunque contestato la lettera di censura dell'autorità francese, ma “i tribunali transalpini non avevano riscontrato alcun errore di diritto nel parere dell'autorità", perciò si era deciso di presentare il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo (…) non ha riscontrato una violazione del diritto alla libertà di espressione della Fondazione».

La decisione della Corte, di dichiarare irricevibile la giusta denuncia della Fondazione Lejeune invia un doppio segnale ai governi europei: «in primis, essi possono esercitare pressioni, direttamente o per interposta istituzione, per mettere a tacere le voci delle persone con sindrome di Down nella sfera pubblica».

Inoltre, «la Corte autorizza i governi ad agire, direttamente o indirettamente, con censure nei confronti di chiunque possa in qualche misura indurre gli utenti a riflettere sulle ragioni della vita umana e sulle prospettive di vita felice per i bimbi diversamente abili».

Tanti anni fa, quando alcuni tra gli osservatori più attenti avevano iniziato a paragonare la rinascente mentalità eugenista al periodo nazista, un coro di “vergogna” si era abbattuto contro di essi per aver solo pensato di paragonare i due eventi.

Quanto avremmo voluto avere torto!

Ma la realtà dei fatti è inesorabile e nascondere la testa sotto la sabbia non ha mai risolto i problemi. Anzi, rende solo complici chi lo fa!

E tu, da che parte stai?

Le persone affette dalla Sindrome di Down hanno bisogno che tu ti alzi in piedi a difenderle, siamo l’unico argine ad uno Stato che ritorna a pensarsi signore della vita e della morte.

Da sempre ci battiamo perché tutti i bimbi, con disabilità o meno, godano del diritto basilare alla vita. Non aspettare che un domani il rimorso colga impreparata la tua coscienza per non aver fatto, oggi, quello per cui domani potrebbe essere troppo tardi.

Grazie, come sempre, per il tuo sostegno.

 

 

Samuele Maniscalco
Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere

 

Letto 310 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Settembre 2022 13:14

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