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Samuele Maniscalco

Samuele Maniscalco

 

Mi scuso già in anticipo per il solo fatto di dover affrontare un tema che dà il voltastomaco ma non possiamo tacere. Nondimeno, eviterò di dare certi particolari e di essere sintetico.

Quando però ho appreso della notizia sono rimasto scioccato!

Pelouche a forma di organi sessuali per insegnare alle bambine dell’asilo «come sono fatte», libri pop-up per la scuola materna per raccontare la sessualità, giochi di ruolo per adolescenti a tema sessuale…

 

Insieme alle elezioni di medio termine, in diversi Stati degli USA gli elettori hanno votato anche su proposte referendarie a favore della vita o dell’aborto.

In cinque Stati - Kentucky, Vermont, California, Montana, Michigan - si è registrata una sconfitta del fronte pro vita grazie anche all’ingente mole di denaro speso dal fronte progressista.

Sed contra, a questa cocente sconfitta ha fatto da contraltare un fatto positivo: la rielezione di tutti i governatori Repubblicani che hanno firmato leggi che limitano l’aborto, in alcuni casi in modo drastico.

Giovedì, 10 Novembre 2022 16:33

Harris e Clinton sponsor dell’aborto!

 

L’uccisione di bambini nel grembo materno è uno dei cavalli di battaglia della Sinistra in tutto il mondo occidentale.

Lo ha dimostrato la campagna elettorale per le elezioni politiche in Italia, allorquando il Pd e i suoi alleati hanno denunciato che una vittoria del Centrodestra avrebbe messo in pericolo l’infame legge 194.

E, più di recente, lo hanno dimostrato i Democratici americani, in occasione della campagna elettorale per le elezioni di Midterm.

 

Un abortista nominata alla Pontificia Accademia per la Vita?

Ma è possibile?! Sembrerebbe di si…

Da un po' di tempo, ormai, la Pontificia Accademia per la Vita ha preso una piega che aggettivare come “disdicevole” è poco. Ma adesso si è andati ben oltre.

Non ci sono infatti parole per commentare la recente nomina dell’economista italo-americana Mariana Mazzucato a membro ordinario di questa istituzione voluta da papa Giovani Paolo II per indirizzare studi e formazione verso «la promozione e la difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa» (Motu Proprio Vitæ mysterium ,11 febbraio 1994).

 

La scorsa settimana un gruppo di Universitari per la Vita, chiedendo regolare autorizzazione alla Questura, ha svolto un volantinaggio in Piazzale Aldo Moro, davanti all’entrata dell’Università Sapienza di Roma.

Per la prima ora e mezza tutto si è svolto in maniera più o meno tranquilla, eccettuato il fatto che alcuni studenti, increduli, hanno strappato i volantini in faccia in segno di totale disprezzo.

Quando si dice essere persone con un’apertura mentale...

Ad un quarto d’ora dalla fine, una ventina di persone di un collettivo femminista si sono presentate con un manifesto “Fuori gli antiabortisti dall’università” e megafoni alla mano, intimando ai giovani pro life, con fare minaccioso, di andarsene seduta stante da lì, come se l’università fosse una loro proprietà.

 

Sta succedendo qualcosa tra le fila della sinistra radicale in tema di aborto: una sorta di cambio di paradigma.

Le cocenti sconfitte subite oltreoceano la sta costringendo a cambiare strategia.

Adesso è ufficiale.

I media statunitensi ne hanno scritto nelle scorse settimane: Planned Parenthood e le femministe radicali stanno eliminando l'uso della parola "scelta" dal loro lessico.

 

Shanti De Corte, ragazza fiamminga, è una delle ultime vittime per eutanasia in Belgio: aveva 23 anni, era sopravvissuta agli attentati terroristici di Bruxelles del 2016, ma da quel tragico evento non si era mai ripresa.

La depressione e il disturbo da stress post-traumatico l’avevano purtroppo divorata e, in un paese dove ormai ottenere l’eutanasia è sempre più facile, all’età di 23 anni l’ha chiesta e ottenuta per l’insopportabile sofferenza psichiatrica sviluppata dopo quei drammatici fatti.

È stata la madre a rendere nota la storia della figlia.

In seguito alla morte della giovane la procura di Anversa aveva avviato un’indagine dopo che due neurologi belgi avevano dichiarato che la decisione di concederle l’eutanasia fosse stata prematura e che si potessero provare altre terapie per cercare di salvare la giovane.

 

Hai presente quando da ragazzini si giocava insieme ad altri coetanei e il prepotente di turno preferiva ribaltare il tavolo da gioco pur di non ammettere la sconfitta?

Ecco, la sinistra italiana è come quel prepotente. Anzi, molto peggio!

Ma cosa è successo?

Molto "semplicemente” il governator Bonaccini ha iniziato a fare campagna elettorale per la carica di segretario del PD promettendo che la «La pillola abortiva Ru486 verrà distribuita in Emilia-Romagna dalla prossima settimana».

 

Un giudice dello Stato dell’Arizona ha preso una decisione storica contro l’aborto.

Ha praticamente ripristinato il divieto del 1864!

La misura vieta l’aborto dopo la 15° settimana, anche in caso di stupro o incesto, e prevede il carcere fino a cinque anni per chi aiuti una donna ad abortire.

Non si tratta, dunque, un divieto totale ma sicuramente di una bella sterzata a favore della vita!

 

Dopo gli Stati Uniti ora anche l’Ungheria vuole tutelare maggiormente i bambini non ancora nati cercando di scoraggiare le donne che vogliono ricorrere all’aborto.

La notizia l’ha riportata Il Mattino, ovviamente con toni apocalittici.

Il titolo del pezzo è già tutto un programma: Aborto in Ungheria, la stretta di Orban: le donne dovranno ascoltare il battito del cuore del feto. Esulta l'estrema destra”.

Il governo di Viktor Orban ha infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ungherese una nuova norma che rende obbligatorio per i medici presentare alle donne la prova «chiaramente identificabile delle funzioni vitali del feto». In altre parole un'ecografia del cuore.

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