Cortocircuiti governativi

Cortocircuiti governativi

Più di una volta ti abbiamo ricordato i meriti di questo Governo. E l’abbiamo fatto perché era giusto farlo.

Se ben ricordi, però, non abbiamo mai mancato di “segnalarti” – per essere buoni – alcune criticità, se non dei veri e propri paradossi di cui lo stesso si è reso protagonista.

Quello di cui ti stiamo per raccontare, è uno di questi.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, guidato da Marina Elvira Calderone, ha dato il suo patrocinio alla campagna “Insieme si può”, promossa dal Centro Antidiscriminazioni LGBTI+ di Ravenna e realizzata da Arcigay Ravenna, con il sostegno dell’UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

Nei manifesti fatti affiggere a Ravenna, per promuovere la campagna, compaiono però “condotte antigiuridiche”, rileva giustamente Tommaso Scandroglio su La Nuova Bussola Quotidiana.

Infatti, in uno di questi appaiono due ragazze, Chiara e Giovanna, una coppia lesbica, e in cima al manifesto un virgolettato in cui si legge:

“Presto avremo un bambino, vogliamo riconoscerlo come figlio di entrambe ma non sappiamo se il nostro Comune trascriverà il suo certificato di nascita. Essere genitori è una bellissima avventura. Ma mettere al mondo figli* per le persone LGBTQIA+* può trasformarsi in un percorso ad ostacoli”.

E, per concludere, un invito a coloro che leggono: “Se sei nella stessa situazione di Chiara e Giovanna, puoi rivolgerti a noi. Insieme si può”.

Ora, è evidente che vi sia un problema, e nemmeno così piccolo.

Non è normale, infatti, che un Ministero del Governo italiano dia il proprio patrocinio ad una campagna che sponsorizza qualcosa che l’ordinamento giuridico vieta (!), ossia l’omogenitorialità.

In Italia, infatti, è vietato trascrivere il certificato di nascita di un bambino, apponendovi sopra i nomi di due uomini o di due donne.

Risulta dunque evidente come ci si trovi “nel paradosso di un esecutivo che sostiene una campagna la quale promuove condotte antigiuridiche”.

Cosa pensare? Si è trattata di una semplice svista o di un’omissione colpevole?

Difficile dirlo. Una cosa, invece, è certa: difficile pensare che ad un livello così alto possano “scappare” simili scivoloni.

Cosa dirti? Speriamo di sbagliarci, e lo diciamo con la massima sincerità.

Quel che è certo è che vigileremo su questa vicenda e appena avremo qualche informazione più chiara, come sempre saremo qui a riferirtela.

Un’ultima cosa: prima di salutarti ti invitiamo a sostenere i progetti e le attività che Generazione Voglio Vivere ha in porto per il 2024.

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