No all’«eutanasia forzata»!

No all’«eutanasia forzata»!

Qualche giornale nei giorni scorsi ne ha parlato.

Una sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha introdotto ormai l’«eutanasia forzata». Di cosa si tratta?

Tutto ha preso il via in Francia dal caso di un uomo, un 44enne, che nel proprio testamento biologico aveva chiesto di essere tenuto in vita anche se in stato vegetativo.

Eppure i medici dell’ospedale di Valenciennes, col via libera dei giudici di Strasburgo, hanno deciso di sopprimerlo ugualmente, sospendendogli ogni terapia.

A questo punto non capiamo davvero più a cosa servano le Dat, le cosiddette “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”, se alla fine i sanitari possono infischiarsene…

Valgono finché non «appaiono manifestamente inappropriate», cioè sempre e mai. La Corte con questo verdetto ha introdotto un pericolosissimo principio di discrezionalità.

E tale principio rappresenta l’anticamera, per l’appunto, dell’«eutanasia forzata». Nemmeno dichiarare inequivocabilmente la propria volontà basta a proteggerci dall’arbitrio degli “esperti”.

Questa macchina della morte va fermata, a tutti i costi! Come? Levando forte la nostra protesta! Oggi possiamo, anzi dobbiamo farlo in almeno due modi, concreti ed efficaci.

Il primo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «No al suicidio assistito!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, affinché in sede governativa si opponga alla deriva eutanasica, cui stiamo assistendo, e difenda la dignità e la sacralità della Vita.

Perché però la nostra voce venga sentita, è necessario amplificarla, condividendola con quante più persone sia possibile.

Per questo intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Hanno però un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante, poiché questo nuovo caso francese dimostra come quello analogo, accaduto in Canada e di cui ti abbiamo parlato nei giorni scorsi, non è isolato.

Ricordi? Per un’80enne in gravi condizioni i familiari avevano chiesto l’eutanasia, ma lei l’aveva rifiutata ed aveva ritirato la richiesta, adducendo come ragione i propri Valori e la propria fede.

Niente da fare, la macchina era stata ormai avviata, la situazione era stata definita «urgente» e la poveretta nel giro di poche ore è stata uccisa, che fosse consenziente o meno.

Ora ci accorgiamo di come quella vicenda non rappresentasse un’eccezione, bensì indicasse una pericolosa tendenza.

Una volta introdotta per legge, l’eutanasia dilaga incontenibile ed il suo volto diventa sempre più mostruoso. Può solo seminare morte.

Ne sa qualcosa la Spagna, Paese in cui, secondo le statistiche, è aumentata del 30% nel giro di un solo anno!

Si è passati dai 334 casi del 2023 ai 426 del 2024, registrando quindi un +27,54%. Se raffrontiamo i dati col 2022, primo anno dalla legalizzazione, l’aumento è stato del 47,92%.

Recentemente, anche nello Stato di Victoria, in Australia, a soli sei anni dall’entrata in vigore della normativa, i criteri di ammissibilità al programma di suicidio assistito sono già stati ampliati.

In Canada vi sono medici, che già premono, affinché l’eutanasia venga presto estesa anche ai neonati affetti da disabilità, da gravi deformazioni o da sindromi mediche molto gravi.

È inutile, ovunque venga introdotta, l’eutanasia tende a crescere esponenzialmente, senza limitarsi solo ai casi cosiddetti “estremi” e ampliandosi ad un numero sempre maggiore di categorie.

In questo modo tende a mostrare il proprio vero volto, che è quello dell’eugenetica, uno dei crimini peggiori imputati al nazionalsocialismo negli Anni Quaranta del secolo scorso.

La recente sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, che ha introdotto ormai il concetto di «eutanasia forzata», costituisce un pericolosissimo precedente!

Per questo è assolutamente necessario fermare la macchina della morte nei Paesi, in cui ancora non sia stata legalizzata, come l’Italia.

Combattiamo insieme la Battaglia per la Vita!

 

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