Non puoi più delegare, bisogna agire!

Non puoi più delegare, bisogna agire!

Gli effetti della terribile crisi demografica che attanaglia le società occidentali si faranno sentire assai duramente nel prossimo futuro.

Entro la fine del secolo, la parentela di un individuo tipo diminuirà del 38%, con un aumento di nonni e bisnonni e un crollo di figli, cugini e nipoti.

È quanto emerge da uno studio scientifico realizzato dall’Università di Washington, che mostra il tracollo demografico in atto nelle sue applicazioni concrete.

Secondo l’analisi del Gruppo di ricerca coordinato da Diego Alburez-Gutierrez, intorno al 2064 la popolazione globale aumenterà sino a raggiungere i 9,7 miliardi di individui.

A questa ascesa seguirà un calo vertiginoso, che si produrrà nell’arco di un trentennio, e che porterà la popolazione mondiale a scendere intorno agli 8,8 miliardi di individui.

Gli studiosi, tuttavia, non si sono semplicemente fermati a tale rilevazione, ma hanno ipotizzato la composizione parentale di una persona tipo di 65 anni nel 2095, confrontandola con quella di una sua coetanea vissuta negli anni del dopoguerra.

Se una sessantacinquenne del 1950 mediamente poteva contare circa 41 parenti in vita, una coetanea del 2095 si stima che ne avrà circa 25, con un crollo del 38%.

Negli Stati Uniti e in Europa, dove le famiglie normalmente sono ancor più piccole, dai 25 parenti in vita stimati nel 1950 si passerà ai 15,9 del 2095.

Parliamo di un tracollo sociale che si riverserà sul welfare dello Stato e delle famiglie. Quest’ultime, a più livelli, dovranno confrontarsi con una realtà sempre più presente del nostro tempo: la solitudine.

Questi dati, tu ne sei testimone, noi di Generazione Voglio Vivere li denunciamo dal giorno in cui siamo nati.

E ogni giorno che passa soppesiamo con i fatti i danni provocati dall’ecatombe culturale della Rivoluzione dei costumi del ’68.

A furia di proclamare la lotta per l’emancipazione, si sono emancipati dal loro cervello e dalle esigenze naturali inscritte nella persona umana.

E i semi nefasti che hanno gettato li stiamo pagando assai cari già da adesso e, quel che è peggio, è che li pagheremo ancor più duramente in futuro.

Detto questo, però, non possiamo lasciarci sopraffare dalla disperazione. Sarebbe un gravissimo delitto contro noi stessi e i nostri figli e nipoti.

Inoltre, nei momenti più bui della storia, la speranza è stata l’arma che ha permesso alla Civiltà occidentale, e non solo, di risollevarsi, di rinascere più volte.

La speranza, per chi ha fede in Dio e in Cristo Gesù, “risponde all’aspirazione alla felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo; essa assume le attese che ispirano le attività degli uomini; le purifica per ordinarle al regno dei cieli; salvaguarda dallo scoraggiamento; sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell'attesa della beatitudine eterna. Lo slancio della speranza preserva dall'egoismo e conduce alla gioia della carità” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1818).

“Militia est vita hominis super terram”, si legge nel libro di Giobbe; la vita dell’uomo su questa Terra è una milizia, un combattimento a cui siamo tutti indistintamente chiamati a partecipare e dal quale non è lecito disertare.

Dobbiamo confidare in Dio e fare affidamento sulla speranza infusaci da Lui, e non smettere di lottare per la difesa e la promozione della vita e della famiglia.

Questa è una battaglia che riguarda direttamente noi, e che siamo chiamati a svolgere innanzitutto nella quotidianità, illuminando le persone che ci sono vicine e facendo una battaglia culturale casa per casa, quartiere per quartiere.

Non delegare più la politica, agisci adesso e prendi le redini del tuo futuro!

Come abbiamo avuto modo di dirti già in passato, la politica non orienta, la politica segue ciò che si “respira” nella società.

Dobbiamo, dunque, aprire le finestre e permettere che dell’aria nuova purifichi le stanze della nostra società e che quest’ultima accordi un particolare favore a ciò che le permette di vivere e perpetuarsi, ossia alla vita e alla famiglia.

Aiutaci a svolgere quest’opera difficile, immensa ma entusiasmante!

Insieme possiamo farcela!


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