Tattica e strategia della lobby LGBT

Tattica e strategia della lobby LGBT

La lobby LGBT sta facendo la massima pressione affinché in Italia vi sia presto una legge che consenta il matrimonio ugualitario.

In che modo, ti domanderai.

Ebbene, utilizzando il grimaldello della trascrizione dei certificati di nascita dei “figli” delle coppie omosessuali e lesbiche.

Lo scorso fine settimana vi sono state manifestazioni in altre città italiane, dopo quella tenutasi a Milano il 21 marzo.

A Napoli, Palermo, Catania, Genova e, infine, Roma sono state indette mobilitazioni a cui hanno partecipato politici ed amministratori locali.

Nella capitale, le associazioni LGBT, oltre a chiedere che vi sia presto una legge che “sostanzialmente” introduca il matrimonio ugualitario (leggere per credere), hanno invitato i sindaci a ribellarsi al Governo e alle leggi dello Stato.

Alessia Crocini di “Famiglie Arcobaleno”, in particolare, ha incitato i sindaci a disobbedire, «contro queste bestie che ci stanno governando» (Roma in piazza a sostegno delle Famiglie Arcobaleno "contro queste bestie che ci stanno governando" - VIDEO - Gay.it).

All’insegna del motto/hashtag “#Disobbediamo”, costoro hanno infatti formulato una proposta di legge e firmato un appello

«per tutt* gli altri e le altre Prim* cittadin* che da oggi sono dispost* a farlo. Chiediamo loro di “disobbedire” coraggiosamente, perché quando le leggi sono ingiuste vanno combattute.

E lo faremo insieme!

Creiamo un’onda di civiltà in tutto il Paese, che garantisca fin dalla nascita pari diritti per tutt* i bambini e le bambine.

Inondiamo le nostre città di responsabilità e speranza, perché sia chiaro… noi famiglie arcobaleno non faremo mai un passo indietro» (#DisObbediamo Appello a Sindaci e Sindache per il riconoscimento dei figli e delle figlie delle Famiglie Arcobaleno - Famiglie Arcobaleno)

In queste poche righe hai avuto modo di vedere all’opera, sinteticamente, tutto l’armamentario propagandistico messo in campo dalla lobby LGBT.

Con tanto di rivoluzione linguistica emblematicamente rappresentata dai noti asterischi.

L’uso dei quali, vorremmo ricordarti en passant, è stato scoraggiato persino dall’Accademia della Crusca, la quale ha tenuto a precisare che:

«non dobbiamo cercare o pretendere di forzare la lingua (…) al servizio di un’ideologia, per quanto buona questa ci possa apparire». (Un asterisco sul genere - Consulenza Linguistica - Accademia della Crusca).

La cosa più scandalosa è che il primo cittadino della capitale d’Italia, Roberto Gualtieri, è intervenuto alla manifestazione, dando il suo pieno appoggio alle istanze dei manifestanti.

«È intollerabile che in questo Paese ci sia un gap così grande rispetto ad altri Paesi europei – ha osservato Gualtieri.

Con altri sindaci ci stiamo sentendo e ci vedremo martedì, con forza chiediamo al governo di fare un passo avanti.

Serve una legge per garantire i diritti ai bambini delle famiglie arcobaleno, serve un salto avanti di civiltà, che tutti facciano la loro parte.

Noi abbiamo iniziato a farlo, dicendo che inizieremo a registrare questi atti formati all’estero. É solo l’inizio, chiediamo un cambiamento della legge…

Roma Capitale è al vostro fianco perché non ci possono essere discriminazioni e noi dobbiamo stare al fianco di tutte le famiglie, di tutti i bambini e di tutte le bambine.»

Hai capito?

Il sindaco di Roma ha affermato senza “se” e senza “ma” che disobbedirà alle leggi dello Stato.

Immaginati cosa sarebbe accaduto se parole simili le avesse dette un politico di centro-destra.

Ma, ripetiamo, la cosa più importante, che non deve mai sfuggirti, è la tattica che stanno impiegando per giungere al matrimonio egualitario.

Il riconoscimento dei “figli” è infatti utilizzato strumentalmente.

Viceversa, spetta a noi ricordare all’opinione pubblica che da un punto di vista “naturale” i figli sono generati da un padre e da una madre, e soltanto a loro spettano dei diritti.

Le coppie lesbiche fanno ricorso a varie tecniche di riproduzione assistita, per accedere alle quali è necessario un donatore di seme maschile.

Le coppie omosessuali, invece, devono necessariamente fare ricorso alla pratica barbara dell’utero in affitto.

È bene tenere a mente tutto questo!

In entrambi i casi, stiamo parlando di qualcosa di profondamente innaturale e artificiale, in cui i primi a soffrire saranno proprio i bambini di queste coppie, che vedranno mancarsi una madre o un padre “reale”.

Non dimenticando mai che

«avere dei genitori di sesso diverso significa avere davanti a sé l’immagine vivente di una differenza irriducibile, che permette l’interiorizzazione della differenza sessuale.

È invece difficile dire che questa interiorizzazione non sia essenziale ai fini dello sviluppo psicoaffettivo» (X. Lacroix, In principio la differenza. Omosessualità, matrimonio, adozione, Vita e Pensiero, Milano 2006, pp. 73-74).

Aiutaci a ricordare alla politica e all’opinione pubblica tutto questo, progettando iniziative e mobilitando le persone.

Per fare tutto ciò sono necessarie risorse economiche che non disponiamo.

Pertanto, non possiamo che fare affidamento sulla tua generosità e sul tuo sostegno morale e materiale, per portare avanti queste battaglie.


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