Blocchiamo le “nozze” Lgbt in Europa!

Petizione indirizzata agli eurodeputati italiani

Blocchiamo le “nozze” Lgbt in Europa!

Stiamo assistendo, quasi in silenzio, a una vera e propria rivoluzione giudiziaria che pretende di ridefinire la famiglia, scavalcando le leggi degli Stati, la loro storia e la loro identità.

Il riconoscimento del cosiddetto “matrimonio” LGBT è, dal punto di vista politico e normativo, materia affidata alla competenza esclusiva di ciascuno Stato membro dell’Unione europea.

Eppure, negli ultimi anni, le corti europee hanno progressivamente cambiato orientamento: da una posizione che accettava pacificamente il mancato riconoscimento delle nozze omosessuali, si è passati alla pretesa di renderle vincolanti anche nei Paesi che non le contemplano nella propria legislazione interna.

La recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, del 25 novembre 2025, rappresenta il punto più evidente di questa forzatura: gli Stati membri non possono più rifiutare la trascrizione di matrimoni omosessuali contratti all’estero, anche se nel proprio ordinamento tale istituto non esiste.

Il rifiuto viene considerato un ostacolo amministrativo e perfino una violazione del diritto alla vita familiare.

Così, ciò che formalmente resta di competenza nazionale viene svuotato nella sostanza: si impone dall’alto un modello uniforme, ignorando il richiamo alla sovranità e perfino ai limiti costituzionali richiamati da alcuni Stati.

È un paradosso giuridico che finisce per introdurre, di fatto, due modelli di matrimonio negli ordinamenti che avevano democraticamente scelto diversamente.

Si tratta di una trasformazione profonda, che tocca le radici storico-culturali cristiane dell’Europa e la sua visione della famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna.

Una rivoluzione che rischia di travolgere anche il nostro Paese, consentendo di ottenere per via indiretta ciò che il Parlamento non ha previsto.

Non possiamo accettare che, attraverso decisioni giudiziarie e automatismi amministrativi, si imponga arbitrariamente ciò che molti Stati hanno legittimamente escluso.

È una questione politica, culturale e morale, che riguarda l’autonomia sovrana delle nazioni e il rispetto delle loro scelte democratiche.

Per questo è necessario vigilare, informare e chiedere agli eurodeputati italiani di far sentire con forza la propria voce in Europa. 

Prima che questa rivoluzione silenziosa diventi irreversibile!

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