Non imbavagliamo la stampa!
Petizione indirizzata al presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Carlo Bartoli
Si chiama «Carta Arcobaleno».
È stata approvata dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte d’intesa col Coordinamento Torino Pride (il che già ne indica il taglio fazioso ed ideologico).
I suoi autori sperano che presto venga adottata così com’è anche dall’Ordine nazionale: ma, se così fosse, ci troveremmo di fronte ad una grave forma di indottrinamento anticristiano.
Si tratta, infatti, di un documento gravemente lesivo della deontologia professionale, della libertà di parola, d’opinione e di quella religiosa.
Vieta qualsiasi opinione, anche fondata, discordante rispetto al mainstream Lgbtqia+, bollandola come uno “stereotipo”.
Se, ad esempio, in un articolo si citasse la Sacra Scrittura o il Catechismo, a proposito dell’omosessualità, senza prenderne le distanze, già si commetterebbe una violazione del testo.
Le uniche fonti autorizzate a trattare questi temi sarebbero gli stessi attivisti delle comunità Lgbt e nessun altro. Il che vuol dire imporre un’informazione a senso unico.
La «Carta Arcobaleno» imbavaglia la stampa, perché pretende di tacere, nel dare una notizia, tutto quanto possa ledere l’immagine e le rivendicazioni “arcobaleno”.
Vietato citare anche il nome anagrafico di un individuo trans senza consenso dell’interessato: va rimpiazzato col nome da lui/lei “prescelto”, compresi generi e pronomi correlati.
Altro diktat: le testate giornalistiche dovrebbero curarsi di rimuovere dalle proprie piattaforme o canali social qualsiasi critica all’universo Lgbt, anche se espressa in modo legittimo e rispettoso.
Questa verrebbe, infatti, subito tacciata come “commento d’odio o di disinformazione” e come tale cancellata.
Ultima assurdità: si pretende che in tutte le redazioni venga individuato una sorta di «Diversity Editor», che indottrini i colleghi e castighi quelli poco “inclusivi”.
Questo meccanismo si chiama censura ed esiste da molto tempo, ma sotto le dittature, non in uno Stato che si pretende libero.
La «Carta Arcobaleno» è peraltro un documento propagandistico del tutto inutile, poiché esiste già un Codice deontologico per la stampa.
Per tutti questi motivi è necessario bloccare subito questo tentativo d’introdurre un nuovo totalitarismo ideologico.
Generazione Voglio Vivere ha lanciato la petizione «Non imbavagliamo la stampa!».
È indirizzata al presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Carlo Bartoli, affinché decida di non adottare la «Carta Arcobaleno» e di bocciare l’iniziativa assunta dall’Ordine del Piemonte.
Firmarla è un atto di civiltà in difesa della libertà di parola e della libertà religiosa.
Fermiamo tutti insieme la censura Lgbt!
Sì, firmo questa petizione
Egregio Presidente,
recentemente l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte ha approvato, d’intesa col Coordinamento Torino Pride, la cosiddetta «Carta Arcobaleno».
Si tratta, infatti, di un documento gravemente lesivo della deontologia professionale, della libertà di parola, d’opinione e soprattutto di quella religiosa.
Vieta qualsiasi opinione, anche fondata, se discordante rispetto al mainstream Lgbt, bollandola come “stereotipo”. Se, ad esempio, in un articolo si citasse la Sacra Scrittura o il Catechismo a proposito dell’omosessualità, senza prenderne le distanze, già si commetterebbe una violazione del testo.
Le uniche fonti autorizzate a trattare questi temi sarebbero gli stessi attivisti delle comunità Lgbt. Vieta il ricorso al nome anagrafico di un individuo trans. Le testate giornalistiche dovrebbero rimuovere dalle proprie piattaforme o canali social qualsiasi critica all’universo Lgbt, anche espressa in forma legittima e rispettosa, poiché tacciata come “commenti d’odio”.
Questo significa imporre un’informazione a senso unico, imbavagliare la stampa ed introdurre una grave forma di indottrinamento anticristiano.
Pertanto, Le chiedo di non adottare, come Ordine nazionale, la «Carta Arcobaleno», del tutto inutile, e di bocciare l’iniziativa assunta dall’Ordine del Piemonte.
Grato, porgo cordiali saluti.
Sei indispensabile in questa battaglia
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