Fermiamo la cultura della morte! Difendiamo la Vita!
Petizione indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
Il dibattito sull’eutanasia e sul suicidio assistito oggi si sta trasformando in qualcosa di ancora più inquietante.
Infatti, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, la Regione Lombardia starebbe preparando un vero e proprio “vademecum” operativo per il suicidio assistito: tempi, procedure, requisiti, farmaci. Tutto scritto nero su bianco.
Il documento predisposto dall’assessorato al Welfare conterrebbe persino indicazioni precise per accompagnare i pazienti verso la morte volontaria, con la possibilità che il farmaco letale venga fornito dal Servizio Sanitario regionale.
È questo il futuro che vogliamo? Una società che trasforma la morte in una “soluzione” rischia lentamente di perdere anche il senso della propria umanità.
Oggi si parla di “fine vita”, di “autodeterminazione”, di “libertà di scelta”. Ma il pericolo reale è che milioni di persone vengano spinte a considerare la morte più dignitosa della cura, della vicinanza, dell’accompagnamento umano.
E la Lombardia non rappresenta un caso isolato.
Già nei mesi scorsi, infatti, la Toscana aveva approvato una legge sul suicidio assistito che ha sollevato un acceso dibattito in tutto il Paese e ha contribuito a mandare un messaggio devastante: che la vita dei più fragili sarebbe meno degna di essere vissuta.
E tutto questo avviene mentre si cerca di normalizzare la “morte di Stato”, finanziata con risorse pubbliche, come risposta alla sofferenza e alla malattia.
Per questo oggi è fondamentale reagire prima che questa deriva diventi irreversibile. La battaglia non riguarda soltanto una norma sanitaria o una scelta politica: riguarda il valore stesso della Vita e il futuro delle persone più fragili.
Fortunatamente, alcune istituzioni hanno già avviato iniziative per fermare questi provvedimenti, contestando la legittimità di leggi regionali che rischiano di aprire un precedente gravissimo. Ma questo non basta!
Serve una mobilitazione forte. Serve alzare la voce. Serve far capire che esiste ancora un’Italia che non vuole arrendersi alla cultura della morte.
Per questo, ti invitiamo a firmare la petizione “Fermiamo la cultura della morte! Difendiamo la Vita!”, indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché blocchi ogni tentativo di introdurre o normalizzare eutanasia e suicidio assistito nel nostro Paese.
Alziamo la voce, facciamoci sentire! Non possiamo permettere che la cultura della morte avanzi indisturbata.
Sì, firmo questa petizione
Gentile Presidente Giorgia Meloni,
Le scrivo perché sono profondamente preoccupato per ciò che sta accadendo in Italia sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito.
Dopo la legge approvata in Toscana, oggi anche la Lombardia starebbe preparando un vero e proprio “vademecum” operativo per il suicidio assistito, con procedure, requisiti e indicazioni sui farmaci da utilizzare.
Tutto questo rischia di trasformare la morte in una soluzione “normale” alla sofferenza.
Io credo invece che uno Stato debba proteggere la Vita, soprattutto quella dei più fragili, investendo nelle cure palliative, nel sostegno umano e nell’accompagnamento delle persone malate.
Il pericolo reale è che si diffonda l’idea che alcune vite siano meno degne di essere vissute. E questo rappresenta una deriva gravissima per il futuro del nostro Paese.
Per questo Le chiedo di intervenire per fermare ogni tentativo di normalizzare eutanasia e suicidio assistito in Italia.
Grazie per la Sua disponibilità.
Cordiali saluti,
Sei indispensabile in questa battaglia
Per favore, condividi questa petizione il più possibile.