Aborti in Europa come i sacrifici umani ai tempi dei pagani

Aborti in Europa come i sacrifici umani ai tempi dei pagani

Abbiamo ascoltato con grande interesse le parole del vicepresidente Usa James David Vance.

Partecipando all’imponente Marcia per la Vita, tenutasi a Washington lo scorso 23 gennaio, ha paragonato a chiare lettere l’aborto ai sacrifici umani degli antichi pagani, come i Maya.

Ha detto: «Il segno della barbarie è che trattiamo i bambini come un inconveniente da scartare piuttosto che come una benedizione da amare». È vero!

Cosa scegliamo oggi? Dio o la barbarie? La nostra società, soprattutto le forze di Sinistra ripetono come un mantra che crescere una famiglia sia un peso ed avere figli rappresenti un ostacolo.

Perché? Perché comporterebbe delle rinunce: alla carriera, alla propria autonomia,… E ritengono “irresponsabile” procreare dinanzi a “rischi” quali il “cambiamento climatico”.

«Ma noi sappiamo che è una bugia – ha dichiarato Vance – Sappiamo che la vita è un dono, che i bambini sono preziosi, che la famiglia è fonte di grande gioia» e corrisponde al «disegno di Dio».

Ripensiamo a queste parole, mentre guardiamo i dati relativi all’aborto nel Regno Unito. Qualche giornale, anche italiano, li ha riportati, ma con toni sin troppo ottimistici.

C’è chi ha parlato di un bimbo ucciso nel grembo materno ogni tre nuovi nati. In realtà si tratta di un bimbo ogni tre concepiti, ma di uno ogni due nuovi nati.

Contro i numeri non si bluffa: nel 2023 in Inghilterra e nel Galles sono stati calcolati 590 mila nascite a fronte di 278 mila aborti (+ 50% rispetto al 2013).

Se poi a queste cifre aggiungiamo anche quelle degli aborti praticati in Scozia ed in Irlanda del Nord, si supererebbero i 300.000 nascituri abortiti.

È un totale drammatico, quello registrato in base ai dati diffusi dal governo britannico, totale che si avvicina al numero complessivo di inglesi morti nel corso della seconda guerra mondiale.

Un tragico record, dunque: è infatti il numero più alto mai verificatosi, almeno dall’introduzione dell’Abortion Act nel 1967 sino ad oggi.

Eppure, paradossalmente, l’unico, vero investimento inglese compiuto nel campo della fertilità riguarda i servizi di telemedicina per accedere agli aborti rapidi e fai-da-te a domicilio!

La cosa peggiore è che queste cifre riflettono, di fatto, una tendenza propria non solo del contesto anglosassone, bensì più in generale di quello europeo.

È inutile stupirsi e lamentarsi dell’”inverno demografico”, se poi non si fa niente per fermare questa moderna “strage degli innocenti”, in atto da decenni e pagata con soldi pubblici!

E noi oggi possiamo fare qualcosa! Ti proponiamo due mezzi semplici ed efficaci per far sentire forte la voce della nostra protesta. Come?

Basta un click per firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo la glaciazione demografica!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché intervenga in tutte le sedi, nazionali ed internazionali, per invertire questa pericolosa tendenza verso le “culle vuote”.

A sostegno di tale iniziativa intendiamo promuovere anche una vasta campagna di sensibilizzazione online tramite i social, per raggiungere tanti in poco tempo.

Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È molto importante. Vedi, la crisi economica ed il costo della vita vengono imputati d’esser le principali cause del crollo registrato nelle nascite.

In effetti, nel 2022 il Regno Unito è diventato il Paese più costoso in Europa per quanto riguarda l’assistenza all’infanzia, tanto da provocare la cosiddetta “Marcia delle mamme”.

Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare: una famiglia “standard” con due redditi spende, infatti, tra il 30 ed il 75% del proprio reddito in prodotti e servizi per i propri figli.

Anche in Italia si fatica ad uscire dalla miseria provocata dall’”austerità” imposta dal governo Monti, d’intesa con l’allora governatore di Bankitalia, Draghi, e col presidente della Bce, Trichet.

Ciò ha causato anche da noi un autentico crollo demografico: si è passati così dagli 800 mila nati del 1975 ai 340.000 dell’anno scorso.

Se a questi numeri, aggiungiamo quelli degli aborti, chirurgici e chimici, la situazione appare qual è ovvero insostenibile: più che di declino del Vecchio Continente si deve parlare di “suicidio”.

Senza aborti, l’Inghilterra avrebbe registrato circa 868.000 nuovi nati e godrebbe di conseguenza di piena salute demografica. Invece no.

Lo stesso accade nel resto d’Europa. Occorre assolutamente fermare questa ecatombe!

 

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