Con 73 milioni di vittime l’aborto si conferma la prima causa di morte al mondo
Peggio di Medio Oriente e dell’Ucraina!
Se si stima che quei conflitti abbiano finora prodotto in tutto circa 267.000 vittime, nel solo 2025 l’aborto ha ucciso oltre 73 milioni di nascituri nel grembo delle loro madri.
Siamo di fronte ad una vera e propria ecatombe! Lo ha rivelato l’analisi condotta dall’agenzia Worldometer, basandosi su dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ben 39 donne ogni 1.000 di età compresa tra i 15 ed i 49 anni sono ricorse all’aborto, che ha superato così di gran lunga le altre cause di morte.
Le malattie infettive hanno provocato, infatti, 17 milioni di decessi, i tumori 10 milioni e l’Aids 2 milioni.
Anche qualora venissero sommate tutte insieme, tali patologie non raggiungerebbero nemmeno la metà del numero di bimbi uccisi nei grembi materni. Impressionante!
È questo il frutto non solo di una società secolarizzata, bensì anche di un’industria abortista rapidamente diffusasi a livello planetario per lucrare miliardi di euro sulla pelle dei nascituri.
Questi piccoli morti urlano alle nostre coscienze ed ai nostri cuori! Non possiamo restare insensibili al loro grido!
Oggi anche tu puoi fare qualcosa di molto concreto per loro. Come? Firmando la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché in tutte le sedi, nazionale ed europea, impegni il governo italiano a tutelare la Vita, sin dal concepimento.
A sostegno di tale iniziativa, è necessario promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione, servendosi dei social, che consentono di raggiungere tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha però dei costi importanti, di cui da soli non riusciamo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Protestare serve: i risultati si vedono chiaramente negli Stati Uniti, come confermato dai dati raccolti dalla realtà pro-life Operation Rescue nel suo rapporto annuale, diffuso nei giorni scorsi.
Il 2025 ha rappresentato una pietra miliare nel declino dell’industria abortista americana: ben 54 le cliniche che hanno chiuso o comunque smesso di ammazzare bimbi nel grembo delle loro madri.
Si è così passati dalle 2.176 strutture operanti nel 1991 alle 657 operanti alla fine dell’anno scorso (- 70% in meno di 40 anni).
Sempre nel 2025 si è registrata negli Usa la prima, storica revoca federale di fondi statali alla multinazionale dell’aborto, Planned Parenthood.
Ciò ha provocato la chiusura di 64 suoi centri, mentre 4 Stati americani non hanno più sue filiali in funzione.
Sono 13 gli Stati americani totalmente liberi dall’aborto, in altri 4 vigono le leggi sul battito cardiaco, che rappresentano comunque un forte disincentivo.
Tutto questo è frutto anche delle vibrate proteste costantemente promosse nel tempo dalle organizzazioni pro-life. Ecco perché ti diciamo che protestare serve!
Non è certo questo, però, il momento di dormire sugli allori, tutt’altro! Occorre portare anche in Europa – ed, in particolare, in Italia – l’ondata pro-life, che giunge da oltre Oceano!
Allora forza, non avere esitazioni: scegli la Vita!