«Deadnaming» ed il nuovo volto del totalitarismo
C’è un neologismo, «deadnaming», in Italia ancora poco conosciuto.
Grazie a Dio, poiché è un concentrato inaccettabile di ideologia Lgbt militante. Per questo occorre fare attenzione, affinché si eviti da noi quanto avvenuto in Canada.
Ti spieghiamo di cosa si tratti. «Deadnaming» indica, in pratica, il “nome morto” ovvero quello registrato all’anagrafe di coloro che decidono di dichiararsi transessuale. Facciamo un esempio.
Immaginiamo che Mario, ad un certo punto, si senta donna e decida pertanto di farsi chiamare “Marisa”. “Mario” diviene il suo «Deadnaming».
Ebbene, chi, sui social, decidesse di continuare a chiamarlo “Mario”, pur sapendo del cambio di nome e senza chiedere il consenso all’interessato, in Canada è perseguibile.
Oltreoceano, infatti, il «Deadnaming» viene equiparato addirittura alla violenza sessuale, poiché viene interpretato come il disconoscimento di una nuova “identità di genere percepito”.
Secondo l’accusa, ciò potrebbe provocare ripercussioni emotive su Mario, farlo sentire a disagio, frustrato e triste, in quanto si rifiutano così i presupposti dell’ideologia Lgbt.
Tutto questo giro mentale è stato equiparato in Canada, in tutto e per tutto, alla violenza fisica e sessuale. Incredibile, vero? Eppure è così!
Anche se non avessimo mai alzato un dito contro Mario, né fossimo stati con lui aggressivi o avessimo compiuto crudeltà di sorta, verremmo equiparati a dei stupratori seriali.
Follia pura? Certo! Però questo corto circuito mentale, giuridico e morale è illustrato nero su bianco e con dovizia di particolari sul sito ufficiale del governo canadese.
Si chiede anzi alla popolazione di segnalare eventuali casi noti. Attenzione, perché qualcosa di simile si sta cercando d’introdurre anche in Europa con la «Strategia Lgbtiq+ 2026-2030».
La Commissione europea ha stanziato quasi 3,6 miliardi di euro per finanziare Ong, campagne mediatiche, programmi educativi ed iniziative politiche con cui imporre l’ideologia gender.
Se non interveniamo ora, potremmo presto giungere anche qui a codificare il «Deadnaming» come una forma di violenza sessuale!
Cosa possiamo allora fare? Innanzi tutto, firmare la petizione «No alla Strategia Lgbtiq+ 2026-2030!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata a tutti gli eurodeputati italiani, affinché si oppongano con forza a questo tentativo di stravolgere i concetti di persona, famiglia e società secondo i dettami dell’ideologia gender.
Inoltre, possiamo sostenere quest’iniziativa, promuovendo al contempo una vasta campagna di sensibilizzazione. Tramite i social è possibile giungere a tanti in poco tempo.
Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Perciò abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente, per evitare che l’Europa segua la parabola discendente verificatasi in Canada, trasformatosi nell’ultimo decennio in un Paese totalitario.
Qui la libertà di parola, quella di opinione e quella religiosa sono consentite solo in teoria, ma, nei fatti, negate, specie dopo l’introduzione del disegno di legge C-9 da parte del governo Carney.
Con esso si è eliminata l’esenzione religiosa per il reato di «incitamento all’odio». Il che apre una varietà infinita di possibili condanne, anche pesantissime, a danno dei Cristiani.
Si è cercato di ammansire i fedeli con parole rassicuranti, dicendo che la normativa non avrebbe riguardato il culto, le omelie, le preghiere, il catechismo e nemmeno i testi sacri. Tutte fandonie!
Non è così, poiché si è riservata al governo la possibilità di decidere chi promuova «intenzionalmente» o meno l’odio contro la comunità Lgbt.
In questo modo ha posto tutti nel mirino! In qualsiasi momento, chiunque, anche solo citando la Sacra Scrittura o il Catechismo, è perseguibile.
Attenzione, perché la faccenda del «Deadnaming» ed il disegno di legge C-9 provano come in ballo vi siano libertà importanti, più di quanto si voglia fare credere.
In Canada i Cristiani se ne sono accorti tardi e solo ora pare che stiano iniziando a reagire. Noi abbiamo un vantaggio: non c’è più l’”effetto sorpresa”.
Quanto accaduto Oltreoceano rappresenta già un monito più che sufficiente per indurci ad agire prima che sia troppo tardi.
Possiamo e dobbiamo intervenire subito contro il nuovo totalitarismo, che vuole impedirci di proclamare liberamente quanto scritto nella Sacra Bibbia e nel Catechismo.
Fermiamo tutti insieme la dittatura gender!