Figli femmine? No, grazie! Il Regno Unito sceglie l’aborto selettivo

Figli femmine? No, grazie! Il Regno Unito sceglie l’aborto selettivo

Un figlio? Sì, purché non sia femmina!

È, questa, una pratica particolarmente ripugnante – e che dovrebbe esserlo soprattutto per una madre -: tuttavia pare che sia avvenuta e stia ancora avvenendo nel Regno Unito.

Siamo rimasti inorriditi, letteralmente senza parole nel leggere l’articolo di John Power apparso sul settimanale inglese The Spectator.

La legge che qui regola l’aborto, salvo colpi di scena, dovrebbe presto cambiare e divenire ancor più permissiva.

In pratica sarà possibile ammazzare il nascituro nel grembo materno fino ad un’ora prima del parto. Il tutto in modo insindacabile ovvero senza dover motivare o addurre giustificazioni.

Ma c’è di più e c’è di peggio: la nuova normativa amplierà gli spazi dell’eugenetica, consentendo l’aborto selettivo in base al sesso.

Credi che questo sia impossibile in Occidente? Nient’affatto! E lo dicono i dati diffusi dal Dipartimento della Salute e dell’Assistenza Sociale britannico nel suo rapporto 2023.

Tra il 2017 ed il 2021 in Inghilterra e nel Galles sono stati effettuati almeno 400 aborti selettivi di feti femminili di etnia indiana.

In effetti, tale pratica è diffusa in Albania, Cina, Hong Kong, Nepal, India, Pakistan, Bangladesh, Vietnam, Corea del Sud, Armenia, Georgia, Taiwan, Tunisia, Azerbaigian e Montenegro.

Queste sono tutte nazioni da cui provengono centinaia di migliaia di immigrati in Gran Bretagna, che, trasferendosi, “esportano” anche le loro abitudini, compresa questa “prassi”.

E le cifre potrebbero essere anche superiori, perché non tengono conto dei test sul sesso del figlio effettuati presso strutture private, quindi non rilevati dal Servizio Sanitario pubblico.

Anche in Scozia è apparso un rapporto analogo, che pure documenta tale nuova frontiera eugenetica e – allucinante! – propone pure di accettarla.

In merito Kathleen Stock sul giornale online Unherd ha scritto un articolo dal titolo «Quello che i progressisti non dicono sull’aborto».

In effetti, gli abortisti convinti negano il fenomeno, sostengono che non vi siano prove che lo dimostrino e bollano qualsiasi voce critica come «reazionaria» ed espressione di «patriarcato».

La realtà è più complessa di quanto si voglia far credere. Un membro della Camera dei Lord, la baronessa Eaton, ha presentato un emendamento per impedire gli aborti selettivi in base al sesso.

Ma pecca quanto meno di ingenuità, poiché, quand’anche venisse approvato, sarebbe facilmente aggirabile.

Basterebbe dichiarare di abortire per un motivo qualsiasi dell’infinita lista di casi consentiti, dallo stress psicologico alla precarietà economica.

Com’è possibile considerare tutto questo come una “conquista” del femminismo ed un “progresso” del sistema sanitario britannico?

Io credo che si tratti sic et simpliciter di un crimine orribile, del passepartout per un pericoloso scivolone verso l’eugenetica.

Non possiamo restare indifferenti! Credo che anche tu sia d’accordo con me, perché già in altre occasioni hai dimostrato di condividere e sostenere battaglie come questa.

Perciò ti chiedo di darmi una mano! Solo stando uniti ed alzando tutti insieme la voce, potremo ottenere dei risultati concreti.

Come? Ti propongo due modi, entrambi efficaci. Il primo consiste nel firmare la petizione «No all’estensione dell’aborto!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al ministro per la Natalità, Eugenia Roccella, affinché dall’Italia parta un nuovo movimento d’opinione contrario alla legalizzazione dell’aborto sino al momento del parto.

Il secondo modo, invece, consiste nel sostenere tale iniziativa con una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha però un costo, di cui da solo non riuscirei a farmi carico. Per questo ho bisogno del tuo aiuto!

È molto importante ed urgente, perché il più grande fornitore di servizi abortivi della Gran Bretagna si è apertamente schierato a favore dell’aborto selettivo in base al sesso.

Il BPAS-British Pregnancy Advisory Service, che nell’ultimo anno finanziario ha eseguito oltre 110.000 aborti nel Regno Unito, sostiene infatti che tale pratica non sia illegale.

Il Dipartimento governativo della Salute e dell’Assistenza Sociale, invece, dice il contrario: commetterebbe un reato penale il medico che ammazzasse i nascituri solo per questo motivo.

«Chiunque abbia prove che tale pratica illegale sia in atto deve segnalarla immediatamente alla Polizia», è scritto sul suo sito.

Dato che la maggior parte dei suoi finanziamenti il BPAS li riceve dal governo, sarebbe bene che quest’ultimo procedesse a tagliargli l’erogazione di fondi pubblici. Perché non lo fa?

Sta di fatto che, da quando in Inghilterra è al governo la Sinistra laburista capitanata da Starmer, i dati del Dipartimento della Salute e dell’Assistenza Sociale non sono più stati pubblicati.

Non sono stati diffusi, infatti, né nell’ottobre/novembre 2024, né nell’ottobre/novembre 2025 e l’esecutivo non si è assunto alcun impegno in merito alla loro diffusione.

Brutto segno, poiché si tratterebbe, in effetti, di un atto dovuto in base all’emendamento al Serious Crime Act 2015. Cos’ha da nascondere il governo Starmer?

Sono sempre di più, in realtà, le prove che nel Regno Unito gli aborti selettivi in base al sesso siano già una realtà consolidata ed in preoccupante crescita. Te ne riporto solo alcuni.

Un’indagine condotta dalla Bbc nel 2018 ha rivelato come i nuovi test prenatali non invasivi fossero utilizzati su larga scala per sapere il sesso del bambino già nelle prime fasi della gravidanza.

Secondo quel servizio giornalistico molte donne sarebbero state sottoposte a forti pressioni, affinché ricorressero all’aborto selettivo, nel caso aspettassero una femmina.

Gli elementi raccolti hanno spinto i Laburisti a chiedere nel 2018 che il ricorso a tali test venisse vietato, stante la preferenza per i figli maschi da parte di alcune culture.

Gli stessi risultati sono stati confermati anche da un’altra inchiesta di Sky News, sempre del 2018, e da un rapporto del 2017 del Nuffield Council on Bioethics, un organo consultivo del governo.

Insomma, inutile prenderci in giro: anche in Inghilterra l’aborto selettivo in base al sesso è ormai una realtà. E va fermata! Subito! Prima che altri Paesi seguano questo pessimo esempio…

Diciamo sempre e comunque: sì alla Vita!

 

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