Il nascituro preferisce la carota al cavolfiore
Il nascituro preferisce la carota al cavolfiore.
Siamo convinti che basti far sapere questo ad una madre in procinto di abortire, per indurla quanto meno a rivalutare la propria decisione.
La nostra non è un’ipotesi buttata lì, è una realtà confermata scientificamente da una ricerca pubblicata dall’Università di Durham, nel Regno Unito.
Da questo studio emerge in modo chiaro come i bambini, già molto prima della nascita, manifestino chiare preferenze alimentari.
E questo è indice di un elevato grado di consapevolezza e di sensibilità, ben più di quanto gli abortisti vorrebbero farci credere.
Lo studio è stato condotto sui bimbi nel ventre di 100 donne tra la 32a e la 36a settimana di gravidanza.
Ebbene, grazie ad un’ecografia 4D, si è potuto osservare come i piccoli facciano chiaramente una smorfia quando la madre mangia cavolfiore e sorridano quando mangia carote.
Finora si sapeva che i nascituri fossero in grado di avvertire molto presto il dolore, tanto da esser sottoposti ad anestesia in caso di intervento chirurgico.
Oggi però sappiamo che, in realtà, sono in grado non solo di percepire gli stimoli con i sensi, ma anche di distinguerli e di esprimere il proprio parere.
Un “grumolo di cellule”, come viene spesso definito ingiustamente il feto dagli abortisti, non si comporta certo in questo modo.
Il che dimostra, una volta di più, quanta crudeltà disumana vi sia nell’uccidere il proprio figlio in grembo. È una follia che dobbiamo fermare!
Specialmente ora: la Francia ha già incluso l’aborto nella propria Costituzione, mentre in Lussemburgo e Spagna si stanno facendo forti pressioni e si è ad un passo dal fare la stessa cosa!
Per questo dobbiamo agire, ora! L’ideologia di morte va fermata, ma non solo in Italia, bensì in tutta Europa. Oggi abbiamo due modi concreti per far sentire la nostra voce.
Il primo consiste nel firmare la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché col suo governo dia un forte segnale agli altri Paesi membri dell’Unione europea a favore della Vita.
Affinché la nostra voce sia sentita, però, dobbiamo essere in tanti a gridare. Per questo intendiamo coinvolgere quanta più gente possibile, lanciando una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social rappresentano un valido strumento per riuscirvi. Ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farmi carico. Per questo ti chiediamo di darci una mano.
È molto importante! La ricerca condotta dall’Università inglese di Durham mostra quanto assurdo ed ideologico sia distinguere ancora tra bambini nati e bambini non nati.
I fautori dell’aborto possono cercare di giustificare le proprie assurde posizioni solo negando l’umanità del nascituro.
Ma che la loro sia un’evidente menzogna, una falsità lo dimostrano con chiarezza proprio studi come questo, che rappresentano la confutazione migliore delle pretese pro-choice.
Il piccolo non ancora nato è una persona a tutti gli effetti fin dal concepimento. Non solo: è prima di tutto una creatura amata da Dio!
Benché la legge preveda che il governo pubblichi ogni anno i dati relativi all’aborto, in Italia non vengono diffusi dal 2023.
Ma, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, tra quelli chirurgici e quelli farmacologici, ci si attesterebbe attorno ai 65.000 aborti in un anno ed è un dato purtroppo in crescita.
Ritardi ancora più significativi nella pubblicazione dei dati si registrano in Europa. Si cerca così di coprire il volto di Erode e di non far conoscere le dimensioni di questa strage degli innocenti.
Lo scorso anno, però, secondo i dati di Worldometers, nel mondo, ogni giorno, più di 124 mila bambini verrebbero stati uccisi nel grembo delle loro madri! È orribile!
Pensa che, dall’inizio dell’anno ad oggi, sarebbero già stati ampiamente superati gli 11 milioni di aborti sul pianeta.
Noi, in questo momento, abbiamo un compito storico da svolgere: porre fine a questa immane, crudele, disumana ingiustizia!
Proteggiamo tutti insieme i bimbi non nati!