Italia, boom di PMA: un bambino su venti nasce così, mentre cresce l’infertilità!

Italia, boom di PMA: un bambino su venti nasce così, mentre cresce l’infertilità!

C’è qualcosa che in Italia non stiamo più guardando in faccia.

Lo stiamo aggirando, anestetizzando, rendendo accettabile a forza di numeri e statistiche. Ma resta lì, enorme e irrisolto: l’infertilità.

Oggi quasi cinque bambini su cento nascono grazie alla procreazione medicalmente assistita.

Nel solo 2023 sono stati 17.235, pari al 4,5% di tutte le nascite, un record mai raggiunto prima.

I numeri crescono, i centri aumentano, i cicli si moltiplicano. E tutto questo viene raccontato come una conquista, come un progresso inevitabile, come la risposta moderna all’“inverno demografico”.

Ma noi dobbiamo avere il coraggio di dirlo: non basta far nascere dei bambini, se smettiamo di prenderci cura della vita.

La procreazione medicalmente assistita cresce perché cresce l’infertilità. E l’infertilità cresce perché viene trascurata, rimandata, ignorata.

Le donne arrivano alle cure sempre più tardi: 36,7 anni di età media, la più alta d’Europa; 41,8 anni quando si ricorre alla donazione di ovociti.

Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di patologie improvvise, ma di una infertilità fisiologica legata al tempo che passa, come confermano gli stessi specialisti.

Il tempo, però, non è un nemico astratto. Il tempo è una responsabilità!

E una società che non aiuta i giovani a fare scelte di vita feconde, che non protegge la fertilità, che non educa alla verità del corpo e dei suoi limiti, finisce per affidarsi solo alla tecnica, come se la tecnica potesse sostituire tutto.

In Italia il 15% delle coppie è infertile. Una coppia su sette.

Dietro questo numero ci sono storie di dolore silenzioso, di frustrazione, di senso di colpa, di solitudine. La diagnosi di infertilità è una ferita profonda, che tocca l’identità, il rapporto di coppia, il progetto di vita.

Eppure, invece di investire seriamente in prevenzione, diagnosi precoce, stili di vita sani, sostegno psicologico, tutela della fertilità in giovane età, scegliamo la scorciatoia: intervenire dopo, quando il danno è già fatto.

È da questa consapevolezza che nasce la nostra grande campagna di sensibilizzazione online, tramite i social.

Sostenere e diffondere questa campagna significa aiutare a riportare al centro una verità semplice e profondamente umana: la vita va custodita prima, non recuperata dopo. Possiamo contare sul tuo aiuto?

Ogni contributo è un atto di amore verso le famiglie di oggi e di domani.

Ma noi, come cattolici, non possiamo limitarci ad osservare i dati.

Sappiamo che la vita non è un prodotto, che il figlio non è un diritto da rivendicare né un risultato da ottenere a ogni costo, ma un dono, che nasce dall’incontro, dal tempo, dalla cura, dalla responsabilità.

La tecnica, quando diventa l’unico orizzonte, rischia di cambiare il nostro sguardo sull’uomo e sulla donna.

Non più persone da accompagnare, ma problemi da risolvere. Non più corpi da rispettare, ma limiti da superare.

E quando la soluzione tecnica diventa strutturale, quando l’eccezione diventa normalità, allora è il segno che abbiamo smesso di curare le cause.

Abbiamo smesso di dire ai giovani che il tempo conta. Abbiamo smesso di proteggere la maternità e la paternità come beni sociali. Abbiamo smesso di investire seriamente nella prevenzione dell’infertilità.

E oggi ci stupiamo se la PMA diventa sempre più centrale, sempre più invocata, sempre più necessaria.

Ma una società che si affida solo alla tecnica è una società che ha perso fiducia nella vita. E noi non vogliamo perdere questa fiducia!

Per questo ti chiediamo, ancora una volta, di aiutarci, con la tua migliore offerta, a sostenere la nostra vasta campagna di sensibilizzazione online.

Insieme, dobbiamo rimettere al centro la cura dell’infertilità, la prevenzione, la responsabilità, la verità sul corpo e sul tempo.

Perché il futuro non si costruisce solo nei laboratori, ma nelle coscienze, nelle famiglie, nelle scelte quotidiane. E perché ogni vita merita di essere accolta, non solo generata.

 

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