Italiani sempre più schiavi della pornografia

Italiani sempre più schiavi della pornografia

La situazione è davvero tragica e desolante per chiunque a qualsiasi titolo educhi.

Che la pornografia rappresenti una delle dipendenze più distruttive degli ultimi anni e che purtroppo sia sempre più facile avervi accesso a qualsiasi età è ormai certo e noto a tutti.

È come una droga letale, diffusa a macchia d’olio, con conseguenze devastanti a livello innanzi tutto spirituale, ma anche morale e sociale. Soprattutto per le nuove generazioni.

Secondo i numeri diffusi dagli stessi fornitori di materiale pornografico, l’Italia si piazzerebbe al 7° posto al mondo tra le nazioni che ne fanno più consumo o – direi meglio – abuso.

E quel che è peggio è che il dato appare in costante, preoccupante crescita. Prima di noi (e peggio di noi) si piazzano solo Stati Uniti, Messico, Filippine, Brasile, Germania e Francia.

Ciò è indice di un profondo degrado. Siamo di fronte ad una situazione davvero dolorosa ed inquietante. Lo rivelano le cifre.

In Italia circa il 33% dei minori tra gli 11 ed i 13 anni dichiara di essere un fruitore costante di siti e piattaforme “hard”. La percentuale sale al 66% nella fascia tra i 14 ed i 18 anni.

Complessivamente ben il 40% dei giovani tra i 10 ed i 25 anni vi accede regolarmente. E l’Italia figura al 5° posto nel mondo come tempo medio trascorso dagli utenti: 10 minuti e 23 secondi.

In genere, per collegarsi, si utilizzano i cellulari (87% del traffico totale), ma è in crescita anche il ricorso a computer (11%), tablet (2%) e console per videogiochi, soprattutto le PlayStation.

Un segnale incoraggiante giunge dalla Francia, dove le nuove regole introdotte hanno permesso di porre finalmente una barriera e di registrare così un calo nel consumo di pornografia.

Questo risultato è stato possibile grazie al ricorso a protocolli di verifica dell’età degli utenti per l’accesso a piattaforme di video sharing ed ai relativi siti web.

Questo dimostra non solo che la “sovranità online”, anche se parziale, è ancora praticabile, ma anche che risulta efficace e produce frutti concreti.

L’Italia, dal canto suo, avrebbe già dovuto assumere una misura analoga lo scorso 12 novembre, ma il Garante della Comunicazione diede tempo altri tre mesi per adeguarvisi.

Dovrebbe quindi entrare in vigore in questi giorni tale disposizione e dovremmo poter verificare a breve se e quali effetti abbia prodotto in termini di contenimento dell’inquietante fenomeno.

Il fatto è che tutto questo avviene quasi sempre all’insaputa dei genitori, ignari del problema nella sua gravità. Con grave danno non solo in termini morali ed educativi, ma soprattutto per l’anima.

Le conseguenze, specie sui giovani utenti, sono facili da immaginare: dipendenza compulsiva dalla pornografia, comportamenti aggressivi, rischio emulazione, violenze, corruzione.

Siamo di fronte ad una piaga, che incide a fondo ed interroga le nostre coscienze. Per questo è necessario intervenire e far sapere quel che realmente accade.

Come? Se sei genitore, insegnante o educatore, ti invitiamo a prestare particolare attenzione a tale grave forma di dipendenza ed a tutelarne i tuoi figli, i tuoi alunni o comunque i minori a te affidati.

Ma non basta! Ti offriamo altri due strumenti molto concreti ed efficaci per impegnarci in un’opera di contrasto della pornografia.

Il primo consiste nel firmare subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Combattiamo la pornografia!”», promossa da Generazione Voglio Vivere.

È indirizzata al ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, affinché verifichi che il giro di vite previsto dal Garante della Comunicazione entri effettivamente in vigore e che tutti vi si adeguino.

Per rendere più forte tale iniziativa è necessario supportarla, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Questa operazione ha però un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È urgente porre freno ad una situazione, che si presenta davvero preoccupante. Lo rivela un’indagine recentemente condotta dall’agenzia Offlimits, specializzata in abusi online.

Secondo tale studio, condotto su un campione di 600 individui di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, 1 giovane su 6 avrebbe visto almeno una volta immagini oscene di minori, punibili per legge.

E questo è molto grave. Il Catechismo della Chiesa Cattolica è molto chiaro in merito. Al n. 2354 definisce la pornografia come «una colpa grave».

Essa «snatura l’atto coniugale» e «lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano», tanto i fornitori quanto il pubblico.

Al n. 2396 il Catechismo la pone poi «tra i peccati gravemente contrari alla castità». Allora credo che il nostro dovere sia davvero quello di difendere matrimonio, famiglia e morale cristiana.

Contrastare la pornografia è sicuramente un passo importante in questa direzione.

La pornografia uccide l’anima ed il corpo, perché umilia la morale e distrugge la serenità di chi se ne renda schiavo, rendendolo dipendente, insoddisfatto e spesso violento. Fermiamola!

 

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