La Corte di Cassazione conferma: il concepito è Persona!
Pochi ne han parlato, ma la sentenza n. 26826 del 6 ottobre 2025 è clamorosa!
È quella con cui la Corte di Cassazione ha riconosciuto come il rapporto genitoriale sussista già durante la vita prenatale, anzi, per essere ancora più precisi, sin dal concepimento.
Per questo la morte del feto è assimilabile al danno parentale per un figlio nato e comporta un risarcimento non solo per i genitori, bensì anche per i fratelli.
Questa pronuncia, che fa riferimento al caso di una bimba estratta priva di vita dal grembo della madre per responsabilità medica, conferma come il nascituro sia già persona!
La sua morte rappresenta un danno a tutti gli effetti, non solo “potenziale”, perché analogo alla perdita di un figlio nato vivo.
Questo è evidente, noi lo sappiamo da sempre. Ma i pro-choice han sempre sostenuto falsamente il contrario.
Vogliamo a questo punto farti una domanda: se il bimbo nel ventre materno è un essere umano, l’aborto che cos’è? Come lo si può definire?
La risposta la conosciamo bene, è dettata dal cuore e dal buon senso, oltre, nel nostro caso, che dalla fede. Ma ora c’è una sentenza che lo conferma anche a livello giurisprudenziale.
Se la vita fetale va tutelata come quella di un figlio nato, la legge 194/78, quella sull’aborto, diventa incompatibile con l’impianto giuridico italiano.
Se la morte del feto per colpa del medico costituisce un illecito, di certo non diventa lecita neppure quella voluta dalla madre. Questo concetto ci pare molto chiaro.
«La vita è tale sin dal suo concepimento», dice il verdetto, quindi il feto è già figlio di un padre e di una madre, con «intangibile dignità».
Alla luce di tutto questo, si capisce perché la grande stampa non abbia dato la dovuta eco a questa notizia, benché clamorosa.
Rappresenta una freccia in più all’arco di coloro che chiedono finalmente l’abolizione della legge 194/78, sulla base dei principi ora acquisiti dalla Cassazione.
E noi, questa freccia, invece, la vogliamo scagliare. Con forza e convinzione. Come? Abbiamo almeno due modi a disposizione, entrambi concreti e facili da conseguire.
Il primo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Sì al riconoscimento giuridico del concepito!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
Chiede al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di attivare subito il governo per modificare l’art. 1 del Codice Civile e garantire al concepito capacità giuridica.
La sentenza della Corte di Cassazione va in questa stessa direzione e ciò consentirebbe all’Italia di dare l’esempio a tutta l’Europa e di lanciare un segnale preciso: la Vita va sempre difesa!
Ma i buoni propositi non bastano: per rendere davvero efficace tale iniziativa, occorre supportarla, lanciando una vasta campagna di sensibilizzazione.
I silenzi dei media ci spingono a supplire ed a garantire l’informazione negata, facendo conoscere a tutti questa sentenza fondamentale.
Per questo intendiamo servirci dei social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, che da soli non potremmo permetterci di sostenere. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
La Corte di Cassazione richiama l’art. 8 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e considera tale principio una «massima di comune esperienza», valida sul piano scientifico ed etico.
Oltre tutto riconosce il diritto paritetico di entrambi i genitori alla tutela del figlio in utero e questo ha implicanze di indubbio rilievo.
Ad esempio, consente al padre di opporsi legalmente all’aborto – tanto chirurgico quanto chimico - e di chiedere un provvedimento inibitorio nei confronti dell’eventuale decisione della madre.
Il grido delle femministe d’assalto sessantottine «L’utero è mio e lo gestisco io!» non ha quindi alcuna ragion d’essere, rappresenta un abuso assurdo.
Il feto è un dono di Dio, è una creatura nuova e con una propria, specifica identità, frutto di entrambi i genitori, non solo della donna!
Per questo non possiamo concepire, né ammettere l’aborto! È disumano uccidere una persona innocente, nel momento in cui ha più bisogno di aiuto e protezione ovvero nel ventre materno!
Il nascituro è, sin dal concepimento, una Persona! Uno di noi! Sempre!