Mostra di libri per bambini pro-gender sostenuta dal governo italiano. Inaccettabile!
C’è qualcosa di profondamente inquietante in ciò che sta accadendo in queste settimane a New York — e che presto verrà riproposto anche in Italia, nel cuore dell’Europa, alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
Con il titolo apparentemente innocuo “Voltare pagina sul cambiamento: libri per bambini che ispirano azioni per gli obiettivi globali”, è stata allestita nella sede delle Nazioni Unite una mostra con oltre 170 libri destinati a bambini e adolescenti.
Ufficialmente, si tratterebbe di opere pensate per «promuovere consapevolezza, empatia e azioni significative» in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
Ma basta sfogliare alcuni di questi titoli per capire che dietro questa narrazione rassicurante si nasconde qualcosa di molto diverso.
Tra i libri esposti compaiono opere che introducono ai bambini concetti come fluidità di genere, identità transgender, poliamore, fecondazione artificiale e maternità surrogata, presentati come realtà normali e persino desiderabili.
In uno di questi libri, ad esempio, si sostiene che il genere non dipenda dalla natura ma sia un costrutto culturale e che esisterebbe “un numero infinito di combinazioni possibili” di identità e orientamenti.
In altri testi si normalizzano pratiche come l’utero in affitto o si raffigurano bambini truccati con tutù, mentre altri volumi contengono immagini di nudi o messaggi sessuali espliciti.
È davvero questo il tipo di contenuti che dovrebbero essere presentati come strumenti educativi per l’infanzia?
La questione diventa ancora più grave quando si scopre che questa mostra non è un’iniziativa marginale, ma è organizzata dalla Bologna Children’s Book Fair e gode addirittura del sostegno del Ministero degli Esteri italiano e dell’Agenzia governativa per la promozione internazionale delle imprese italiane.
In altre parole: ciò che viene presentato ai bambini come “letteratura per l’infanzia” a New York porta anche il marchio dell’Italia. E questo dovrebbe farci riflettere profondamente!
Perché quello che oggi viene promosso nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite è con ogni probabilità solo un’anteprima di ciò che verrà diffuso e amplificato ad aprile proprio a Bologna, durante la più importante fiera internazionale dedicata ai libri per bambini.
Stiamo parlando di un progetto culturale sistematico che mira a introdurre nelle menti dei più piccoli una visione che relativizza la differenza tra uomo e donna, che ridefinisce la famiglia, che promuove una sessualità fluida e sganciata dalla realtà biologica.
E tutto questo viene fatto proprio attraverso i libri destinati ai bambini.
Di fronte a questa deriva culturale non possiamo restare in silenzio! Per questo, se non l’hai ancora fatto, ti invitiamo a firmare e far firmare la petizione “NO alla Strategia LGBTIQ+ 2026-2030!”, promossa da Generazione Voglio Vivere.
Questa strategia europea rappresenta infatti il quadro politico e culturale dentro cui iniziative come quelle che stiamo vedendo a New York e a Bologna trovano spazio e legittimazione.
E dopo aver firmato, ti chiediamo anche un gesto fondamentale: sostieni, con una generosa donazione, la nostra grande campagna di sensibilizzazione online, tramite i social.
Solo raggiungendo il maggior numero possibile di persone possiamo difendere davvero il futuro dei nostri figli.
Tornando alla fiera di Bologna, c’è un ulteriore elemento che merita attenzione.
Quest’anno il Paese ospite d’onore sarà la Norvegia, presentata come modello culturale per la letteratura per ragazzi. Ma lo slogan scelto dagli organizzatori parla chiaro: “What if?” — “E se?”.
Secondo gli stessi promotori, questo approccio consiste nel “capovolgere la realtà, affrontare i tabù e superare i confini”.
Una formula elegante per dire che si vuole mettere in discussione tutto: identità, natura, famiglia, differenze tra i sessi.
Ancora una volta, il bersaglio privilegiato sono proprio i bambini e gli adolescenti, la fascia più vulnerabile e più facilmente influenzabile.
È davvero accettabile che questo tipo di messaggio venga promosso come letteratura educativa? È davvero accettabile che tutto ciò avvenga con il sostegno, diretto o indiretto, delle istituzioni?
Se davvero il governo italiano vuole difendere la famiglia e i diritti dei bambini, allora deve fare chiarezza su questa vicenda.
Perché quando si parla di educazione dei più piccoli non possono esserci ambiguità.
Se anche tu pensi che i bambini abbiano diritto a crescere senza essere esposti a propaganda ideologica sulla sessualità e sull’identità, allora è il momento di agire!
I bambini non sono un laboratorio ideologico. Sono il futuro. E il futuro si difende, adesso!