Non è inclusione, è manipolazione: a Cassano d’Adda l’asterisco arriva anche in biblioteca!
Ci risiamo!
Ancora una volta, dietro la maschera rassicurante dell’“inclusività”, si consuma l’ennesimo tentativo di forzare la lingua italiana per piegarla a un’ideologia che nulla ha a che vedere con il rispetto, la chiarezza e il buon senso.
Quanto accaduto a Cassano d’Adda non è una svista grafica né un eccesso di zelo: è un atto simbolico, che dice molto più di quanto sembri.
Il 5 gennaio, chiunque fosse iscritto alla mailing list della biblioteca comunale ha ricevuto una newsletter per promuovere le letture del progetto “Mamma Lingua”.
Un’iniziativa lodevole, almeno in apparenza. Ma tra le righe, una frase ha colpito immediatamente genitori e cittadini: “Vieni a scoprire i libri insieme a* tu* bambin*”
La stessa formulazione compariva anche su un cartello affisso all’ingresso della biblioteca.
Non una citazione, non una provocazione artistica: una comunicazione istituzionale rivolta alle famiglie, ai bambini, a tutta la comunità.
L’asterisco, usato deliberatamente per evitare di indicare il sesso dei bambini, viene ormai presentato come strumento di “neutralità di genere”. Ma la realtà è un’altra. Non chiarisce, non include, non aiuta!
Alcuni destinatari non se ne sono nemmeno accorti, altri lo hanno trovato “strano”, altri ancora hanno dichiarato di esserne rimasti spaesati, perché quella frase – semplice, quotidiana – risultava improvvisamente innaturale, artificiale, distante.
Ed è proprio qui il punto. Una biblioteca comunale non è un blog militante né un laboratorio ideologico.
È un luogo pubblico, finanziato dai cittadini, che ha il dovere di comunicare in modo chiaro, accessibile e rispettoso delle regole linguistiche condivise.
In questo contesto, se non l’hai ancora fatto, firma subito la petizione “STOP alla neolingua woke!”, promossa da Generazione Voglio Vivere.
Ogni firma è una presa di posizione netta a favore della chiarezza, della libertà linguistica e del rispetto delle regole condivise.
Ma accanto alla firma, è anche fondamentale sostenere attivamente la nostra grande campagna di sensibilizzazione online per diffondere questo messaggio al maggior numero di persone.
Solo così possiamo informare chi ancora non sa, rompere il silenzio mediatico e impedire che queste forzature vengano normalizzate. Possiamo contare sul tuo aiuto?
Non sorprende che la Giunta comunale sia intervenuta immediatamente.
Informata dell’accaduto, l’Amministrazione ha preso ufficialmente le distanze, chiarendo che: l’iniziativa relativa all’utilizzo dell’asterisco è stata predisposta autonomamente dal personale della biblioteca, senza autorizzazione politica.
L’assessore alla Cultura, Biblioteca e Comunicazione, Antonio Capece, ha ribadito che il Comune adotta esclusivamente la lingua italiana nelle comunicazioni ufficiali e che nei giorni successivi è stato inviato un richiamo formale a tutti i responsabili di settore, affinché simili forzature non si ripetano.
Ma questo episodio non nasce nel vuoto.
Si inserisce in un clima culturale ben preciso, dove certe forzature vengono spinte come inevitabili, moderne, persino doverose. Peccato che non lo siano affatto!
Non a caso l’Accademia della Crusca ha più volte evidenziato l’inadeguatezza di asterischi e schwa nei testi ufficiali, e una recente circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito ne ha escluso l’uso perché lesivi della chiarezza, dell’uniformità e dell’accessibilità.
E Cassano d’Adda non è un caso isolato. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a:
- Circolari scolastiche con schwa e simboli “neutri”;
- Moduli e comunicazioni pubbliche riscritti con artifici grafici incomprensibili;
- Linee guida locali che suggeriscono linguaggi non normati;
- Pressioni culturali per cui chi difende l’italiano viene dipinto come “intollerante”.
È una deriva che avanza a piccoli passi, spesso nel silenzio generale, finché l’eccezione rischia di diventare regola. E quando entra nei luoghi dell’educazione e della cultura, il problema diventa urgente!
Fermiamo questa deriva. Adesso!