Preservativi gratis ad un evento sportivo: così si diffonde immoralità e false illusioni
Non volevamo crederci, eppure è proprio così!
Nei giorni scorsi il Comune di Pizzighettone ha ospitato un evento sportivo denominato «Pice beach&street», cui hanno preso parte oltre 200 atleti e centinaia di spettatori.
Il pubblico era un po’ di tutte le età con i giovani, però, in netta prevalenza. A garantire l’assistenza sanitaria, come sempre, han provveduto i volontari della Croce Rossa.
Bene, anzi no. Perché? Perché la manifestazione è stata per loro l’occasione per promuovere anche il progetto «Love Red».
Di cosa si tratta? Di una campagna nazionale che ufficialmente intende promuovere un’educazione sessuale «inclusiva» e prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili.
Poi però vai a vedere quali brand sponsorizzino tale campagna e già capisci tante cose: Durex e Akuel ovvero le due maggiori aziende produttrici di profilattici, lubrificanti e sex toys.
Ed allora ti viene il dubbio che, anziché una logica di “prevenzione”, dietro quest’operazione possano esservi soprattutto strategie di marketing.
Dubbio che si rafforza leggendo un articolo apparso sulla stampa locale circa l’evento, da cui si evince come si sia parlato di «infezioni sessualmente trasmissibili, salute sessuale e sessuologia».
Si è parlato insomma solo di tecniche, senza affrontare però l’ingrediente formale, totalmente assente: la morale. Ovvero non si è entrati minimamente nell’ambito valoriale.
Mentre si sa quanto importante sia l’educazione, soprattutto nel rapporto tra partner, tra uomo e donna. Ma ad un discorso di educazione non si è fatto neanche un cenno.
Si è preferito concentrarsi sulla “salute”, in modo oltre tutto discutibile ed, a nostro giudizio, vergognoso: distribuendo circa 300 preservativi ai presenti come cappellini ai concerti!
Ora, tutti sanno come la logica del preservativo si ponga agli antipodi dell’etica e dei Valori. Ed oltre tutto suggerisce facili, ma false illusioni.
Perché è ormai scientificamente accertato come il preservativo non elimini assolutamente il rischio di contrarre malattie infettive sessualmente trasmissibili.
Al massimo può ridurre tale eventualità, a seconda della patologia, ma sempre parzialmente e mai totalmente.
Distribuire profilattici come se fossero una panacea, la risoluzione di ogni problema, significa già non fare vera informazione.
Ma quanti genitori sanno quel che è avvenuto a Pizzighettone ed, a quanto ci risulta, già anche in molte altre città italiane? Quanti ne sono consapevoli?
Pochi ed è per questo che diffondere l’informazione, mettendo in guardia mamme e papà da simili iniziative, è quanto mai urgente.
Per questo intendo promuovere una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che ci permettono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non possiamo farcene carico. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante, perché il rischio è che diversamente ai nostri figli vengano trasmesse false certezze come quella del “sesso sicuro”, oltre tutto profondamente immorali.
Il problema più grande, però, sta nella filosofia fondamentalmente anti-cristiana sottesa al progetto «Love Red» promosso dalla Croce Rossa Italiana.
Perché? Perché ciò che promuove è esattamente il contrario di quanto propone la Dottrina cattolica.
Il Catechismo spiega come all’interno del matrimonio l’unione tra uomo e donna debba aprirsi di per sé «alla trasmissione della vita» (n. 2366). Il preservativo mira ad impedirla.
Al di fuori del matrimonio, poi, tale unione è «gravemente contraria alla dignità delle persone» ed è «un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani» (n. 2353).
E l’evento, cui ha partecipato la Croce Rossa, è stato per lo più frequentato proprio da giovani: distribuire loro preservativi gratis è stato quasi come un invito ad utilizzarli.
Nel 2003 il card. Alfonso López Trujillo, allora presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, intervenne in materia col documento «I valori della famiglia e il cosiddetto sesso sicuro».
In esso si legge: «La Chiesa Cattolica ha ripetutamente criticato i programmi che promuovono il condom come mezzo del tutto efficace e sufficiente per la prevenzione dell’Aids» (n. 2).
Per quali motivi? Gli stessi già citati: il condom non garantisce una protezione adeguata contro l’HIV e l’AIDS ed anzi può addirittura agevolarne la diffusione.
Come? Quando fosse difettoso, ad esempio. Ma anche contribuendo a far «venir meno» l’autocontrollo ed il rispetto reciproco.
E di tutto questo - fa notare il card. López Trujillo nel suo documento – ormai sono convinti anche gli ambienti non ecclesiali.
Sarebbe bene che alla Croce Rossa leggessero questo testo. Ed anche il Catechismo, per il quale qualsiasi azione volta ad impedire la procreazione è «intrinsecamente cattiva» (n. 2370).
Insomma, il preservativo viene bocciato da tutti i punti di vista. C’è un solo modo per non rischiare di contrarre malattie infettive sessualmente trasmissibili: la castità.
È questa che andrebbe insegnata ed è a questa che tutti, Croce Rossa compresa, dovrebbero educare i giovani: farebbero un gran bene.
Finché invece vengono promossi programmi come il progetto «Love Red», si finisce per fare il male delle nuove generazioni.
Ecco perché riteniamo urgente promuovere una campagna di sensibilizzazione per far sapere a tutti quel che accade e mettere in guardia le famiglie dalle conseguenze immorali di simili operazioni.
Aiutaci anche tu, con la tua migliore offerta, a diffondere tale informazione.
Tuteliamo l’innocenza dei nostri figli!