Rapporto Meter: oltre 8mila bimbi spogliati dall’IA. Infanzia travolta dall’abuso digitale!
“L’abuso digitale travolge l’infanzia”.
Non è una formula retorica. È l’incipit del Rapporto 2025 dell’Associazione Meter, sulla pedofilia e pedopornografia.
Ed è una frase che, se letta davvero, obbliga a fermarsi. Perché non descrive solo un fenomeno criminale: racconta una trasformazione inquietante, del modo in cui la violenza contro i bambini si produce, si diffonde e si consuma nel mondo digitale.
Non è più solo un crimine nascosto. È un sistema che evolve, si organizza, utilizza tecnologie avanzate e sfrutta la velocità della rete per colpire più bambini, più rapidamente, con maggiore impunità.
Un’emergenza che ci riguarda tutti
Guidata da Don Fortunato Di Noto, l’Associazione Meter monitora da trent’anni la pedofilia online attraverso il suo Osservatorio Mondiale. I numeri del 2025 non sono solo alti: sono drammatici!
Nel corso dell’anno sono stati identificati:
- 8.213 minori vittime di deepnude;
- 785.072 immagini di abusi reali;
- 1.733.043 video contenenti violenze su minori.
Ogni cifra rappresenta un bambino reale. Un minore che ha subito una violazione della propria identità, della propria dignità, del proprio corpo.
E come ricorda Don Di Noto, “molti piccoli abusati si sono suicidati e, comunque, un abuso condiziona tutta la vita”. Non stiamo parlando di un trauma che si supera facilmente, ma di ferite che incidono l’intera esistenza.
L’Intelligenza Artificiale e la nuova frontiera dell’abuso
Oggi l’abuso non è solo fisico. È digitale, replicabile, moltiplicabile.
Piattaforme come TikTok, Telegram, Signal e aree del Dark Web sono diventate canali privilegiati di diffusione di materiale pedopornografico. Sono stati individuati 115 gruppi e bot attivi dedicati alla produzione e condivisione di contenuti deepnude.
Il deepnude è una delle forme più subdole di violenza: l’intelligenza artificiale prende l’immagine reale di un bambino e la manipola per simulare la nudità. Non è fantasia. È abuso, perché la vittima esiste davvero.
Tra gli strumenti individuati emerge anche Grok, modello sviluppato da Elon Musk, responsabile del 14% dei contenuti rilevati.
La tecnologia, in questo contesto, diventa un moltiplicatore di violenza. Le immagini possono essere condivise all’infinito, archiviate in cartelle compresse, vendute attraverso registrazioni e pagamenti.
I link diventano “effimeri”: restano online poche ore e poi si autodistruggono, rendendo più difficile l’intervento delle autorità.
Di fronte a questi dati, non possiamo limitarci all’indignazione momentanea. Non basta leggere un rapporto, scuotere la testa e voltare pagina. Questa è una “violenza al nostro futuro”!
È il momento di trasformare l’informazione in azione: sostieni, con una generosa donazione, la grande campagna di sensibilizzazione online che vogliamo lanciare, per rompere il muro dell’indifferenza e portare questi dati dentro le coscienze di tutti.
Solo rendendo visibile il problema possiamo contrastarlo. Solo creando una rete di attenzione possiamo proteggere davvero i bambini.
Una pedocriminalità organizzata e globale
L’attività di monitoraggio ha individuato 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito. Tra i Paesi più interessati figurano Nuova Zelanda, Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, Montenegro, Russia e Stati Uniti.
Ed emergono fenomeni ancora più inquietanti, come quello delle “pedomame”: 11.240 video e 320 immagini prodotti da donne, spesso madri. Ventiquattro gruppi attivi su Signal con vittime di circa undici anni.
E cresce anche l’abuso tra minori: il 32% dei contenuti analizzati riguarda produzione e diffusione di materiale sessualmente esplicito tra coetanei. Ricatto, sextortion, diffusione non consensuale di immagini intime.
Un’intera generazione esposta a dinamiche distruttive!
I più esposti: bambini tra 8 e 12 anni
I dati mostrano che la fascia più colpita è quella tra 8 e 12 anni: 422.368 foto individuate. Seguono i bambini tra 3 e 7 anni, poi persino quelli tra 0 e 2 anni.
Nel mondo del gaming la vulnerabilità aumenta.
Su Roblox, il 70% dei minori tra 9 e 11 anni ha dichiarato di essere stato esposto a situazioni di rischio. Il 45% ha ricevuto tentativi di adescamento. Solo il 10% ha piena consapevolezza del fenomeno.
Molti bloccano gli sconosciuti, ma non parlano con i genitori. Restano soli con la paura e questa solitudine è il terreno più fertile per chi vuole colpire.
L’Associazione Meter rivolge un appello chiaro a istituzioni, organizzazioni, operatori dell’informazione: portare all’attenzione della collettività la gravità della pedofilia e dello sfruttamento dei minori.
Serve prevenzione, educazione digitale, norme più stringenti e strumenti investigativi adeguati. Ma serve soprattutto una presa di coscienza collettiva!
Per questo ti chiediamo di aiutarci, con la tua migliore offerta, a lanciare un’imponente campagna di sensibilizzazione online, per far arrivare questo messaggio nelle case, nelle scuole, nei media.
Perché ogni voce che si alza può fare la differenza. E perché il futuro dei nostri figli dipende anche dal coraggio che abbiamo oggi.