Regaliamoci un domani!
Viviamo in un Paese di paradossi.
Le coppie giovani non vogliono più figli oppure li generano ma in tarda età, quando ormai è troppo tardi.
Da una parte aumenta il numero degli aborti e dall’altra aumenta il ricorso alla fecondazione assistita. Assurdo!
L’Italia è tra i Paesi con più bassa natalità in Europa. Secondo l’Istat, i fiocchi azzurri e rosa continuano a calare: erano oltre 570.000 nel 2008, sono stati solo 370.000 nel 2024.
Il numero medio di figli per donna è di 1,18, drammaticamente al di sotto del livello di sostituzione fissato a quota 2,1.
Il risultato? Una popolazione sempre più ridotta e sempre più vecchia. Ma soprattutto apparentemente priva di prospettive.
Sempre secondo i dati Istat, solo il 21,2% degli Italiani di età compresa tra i 18 ed i 49 anni desidera un figlio entro i prossimi 3 anni.
L’età media al parto è 32,6 anni e pare essere in progressiva crescita, riducendo sempre di più il periodo di fertilità delle coppie.
Ciò che è veramente tragico è sapere però che oltre 10,5 milioni di connazionali non intendono avere figli entro il prossimo triennio.
Non solo. I dati ufficiali relativi agli aborti compiuti nel 2024 e 2025 ancora non sono stati pubblicati dal Ministero della Salute.
L’ultima rilevazione utile, quella relativa al 2023, parla di 65.746 aborti e registra un incremento, dovuto anche all’impennata nel ricorso alle pillole abortive.
Al contempo, le cifre ministeriali indicano un maggior ricorso alla procreazione medicalmente assistita: dalle 87.192 coppie sottopostesi nel 2022 si è giunti alle 89.870 del 2023.
Nello stesso periodo si è passati da 109.755 cicli a 112.804, che sono praticamente il doppio di quelli registrati nel 2005.
Negli ultimi vent’anni si è giunti dall’1 al 4% di bambini nati con questa procedura. Senza tener minimamente condotto di come tale scelta sia assolutamente contraria alla Dottrina cattolica.
Nell’Istruzione «Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione», emanato nel 1987 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, è scritto chiaramente.
La Chiesa esprime un giudizio morale negativo tanto sulla fecondazione in vitro eterologa quanto su quella omologa.
Sono entrambe contrarie all’unità del matrimonio, alla dignità degli sposi, alla vocazione propria dei genitori e al diritto del figlio ad esser concepito nel matrimonio e dal matrimonio.
Nel documento si condannano, in particolare, le «innumerevoli fecondazioni e distruzioni di embrioni umani» (i cosiddetti “soprannumerari”) dovuti all’iperovulazione della donna.
Si legge all’inizio della parte II: «La vita e la morte vengono sottomesse alle decisioni dell’uomo» secondo una «dinamica di violenza e di dominio».
Oggi queste parole vengono spesso disattese, sottaciute, non vengono neppure prese in considerazione, in quanto bollate come “retrograde”.
È vero proprio il contrario, esse sono frutto di buon senso, nonché di autentica comprensione e rispetto dell’umano. Per questo dobbiamo fare in modo che si sappiano!
C’è solo un modo: informare senza contare sui media, che tacciono per lo più tutto questo. È il motivo per il quale intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione in merito.
I social sono lo strumento più indicato allo scopo, poiché consentono di arrivare a tanti in poco tempo. Ma hanno un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Non solo. Per dire la nostra sulla crisi demografica che l’Italia sta attraversando, c’è anche un altro modo estremamente concreto ed efficace.
Consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo la glaciazione demografica!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché il suo governo vari in Italia politiche familiari autentiche, in grado d’invertire la pericolosa tendenza alle “culle vuote”.
È una tendenza, questa, rafforzata anche dalla fecondazione in vitro, che non è immorale solo in un’ottica di fede, bensì anche da un punto di vista soltanto bioetico.
Basti pensare, per capirlo, alla crudeltà ed alla violenza intrinseca all’eliminazione degli embrioni soprannumerari “prodotti in eccesso”.
Ed in ogni caso questa tecnica ha dimostrato di non essere la soluzione al pauroso calo demografico, che l’Italia sta attraversando.
Un esperto, il demografo Lyman Stone, studiando i dati internazionali, ha detto che è provato come «la fecondazione in vitro non abbia alcun effetto sui tassi di fertilità a livello sociale».
Se è vero, infatti, che la procreazione medicalmente assistita cresce in percentuale, è altrettanto vero che le nascite totali stanno comunque crollando!
Nel 2023 oltre il 33% delle coppie residenti in Italia non aveva figli conviventi ed è, questa, una percentuale in costante aumento rispetto al decennio precedente.
Si sta diffondendo sempre di più come “stile di vita” quello dei coniugi «dink» ovvero «Double Income, No Kids», “doppio reddito, nessun figlio”.
È questo il frutto velenoso dell’ideologia post-Sessantottina, orientata a farci credere che il corpo sia solo nostro e che il tempo ci appartenga. Ma non è vero!
Questa è una menzogna, che purtroppo ha spinto e sta spingendo molte, troppe donne ad aspettare un fatidico “momento giusto” per procreare.
Questo momento alla fine non arriverà mai o, se arriverà, sarà troppo tardi. Con la carriera professionale e con il solo empowerment personale finiamo per uccidere il nostro futuro!
È davvero triste vivere in un mondo senza figli, condannati ad una vecchiaia autoreferenziale ed in assoluta solitudine!
Dobbiamo allora risvegliare oggi le nostre coscienze ed aprire i nostri cuori alla Vita ed alla Famiglia, l’unica vera, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna.
Regaliamoci un domani!