Basta censure contro la Vita!
Petizione indirizzata al Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio
Il Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio (Pd), nei giorni scorsi ha levato d’imperio un manifesto pro-life, affisso nei pressi dell’Ospedale locale da circa sei anni.
Si trovava in uno spazio riservato, regolarmente pagato dal Movimento per la Vita tramite un accordo commerciale con la concessionaria di pubblicità, l’IPAS.
Il primo cittadino lo ha rimosso in autonomia, all’insaputa degli interessati, senza che vi fossero provvedimenti amministrativi o ordinanze a motivare la sua decisione, peraltro mai formalizzata.
Ma cosa c’era scritto di tanto “orribile” su quel manifesto? Assolutamente nulla!
Questo è il testo: «Non rinunciare alla felicità! Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso, il tuo coraggio… Fallo vivere, non abortire!».
E poi riportava il numero verde nazionale SOS Vita 800 813 000 con un invito: «Sei in difficoltà a causa di una gravidanza? Ti possiamo aiutare!».
Nulla di scandaloso, dunque, tutt’altro! Quel manifesto era una mano tesa, un sostegno offerto alle madri indecise se abortire o meno. Perché levarlo?
Il Sindaco su Facebook si è difeso con un post, che lascia davvero allibiti: si rivolge solo alla donna, come se il figlio che porta in grembo non avesse alcun diritto, alla vita prima di tutto.
Seguono affermazioni allucinanti: «La felicità non può essere trasformata in un obbligo», quasi rivendicando l’assurdo “diritto” ad essere infelici!
Ed ancora: «Nessuna donna – scrive - dovrebbe sentirsi colpevole, esposta o moralmente messa sotto accusa, mentre accede a un servizio sanitario previsto dalla legge».
Ma il manifesto, da lui censurato, in nessun punto giudica, né punta il dito, non fa sentire nessuno colpevole, anzi rappresenta proprio una mano tesa a chi si trovi in difficoltà!
Peraltro l’art. 2 della legge n. 194 del 1978, che ha legalizzato l’aborto in Italia, prevede espressamente che consultori, enti locali e volontariato concorrano nell’aiutare il più possibile la donna a superare le cause che possano indurla ad abortire.
Dunque, dov’è il problema? Non possiamo restare in silenzio di fronte a questo abuso! È necessario intervenire, firmando subito la petizione «Basta censure contro la Vita!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, affinché faccia un passo indietro e proceda alla riaffissione del manifesto pro-life, indebitamente tolto.
Basta censure contro la Vita!
Sì, firmo questa petizione
Egregio Signor Sindaco,
nei giorni scorsi ha levato d’imperio un manifesto pro-life, affisso nei pressi dell’Ospedale di Cremona da circa sei anni.
Si trovava in uno spazio riservato, regolarmente pagato dal Movimento per la Vita tramite un accordo commerciale con la concessionaria di pubblicità, l’IPAS.
Lei lo ha rimosso all’insaputa degli interessati e senza che vi fossero provvedimenti amministrativi o ordinanze a motivare la sua decisione, peraltro mai formalizzata.
Ma quel manifesto non costituiva in alcun modo una forma di «pressione psicologica», come da Lei sostenuto: non giudicava nessuno, non puntava il dito, non faceva sentire nessuno colpevole, anzi voleva essere semplicemente una mano tesa a chi si trovasse in difficoltà!
L’art. 2 della legge n. 194 del 1978, che ha legalizzato l’aborto in Italia, prevede espressamente che consultori, enti locali e volontariato concorrano nell’aiutare il più possibile la donna a superare le cause che possano indurla ad abortire.
Alla luce di tutto questo, Le chiedo un passo indietro e di procedere alla riaffissione immediata del manifesto pro-life, indebitamente tolto.
Basta censure contro la Vita!
Cordiali saluti.
Sei indispensabile in questa battaglia
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