Aborto come rito satanico: il video che profana un negozio cristiano

Aborto come rito satanico: il video che profana un negozio cristiano

Un aborto trasformato in «rituale satanico», celebrato simbolicamente nel bagno di un negozio noto per l’identità cristiana dei proprietari, mentre immagini di Gesù, croci e versetti biblici vengono mostrati tra le fiamme. È il contenuto del nuovo video dei Satanic Planet, gruppo musicale legato al cofondatore del Satanic Temple Lucien Greaves. Non siamo davanti a un’accusa formulata dagli oppositori dell’aborto: è il Satanic Temple stesso a costruire pubblicamente questa associazione.

UN “RITUALE DI DISTRUZIONE” COSTRUITO ATTORNO ALL’ABORTO

Come racconta LifeSiteNews, il video mostra Martina Rinaldi entrare in un punto vendita Hobby Lobby (grande catena americana di negozi al dettaglio) e raggiungere il bagno, mentre le immagini vengono alternate a oggetti con riferimenti esplicitamente cristiani. Qui la donna mette in scena quello che il Satanic Temple definisce il proprio rituale abortivo.

Il rito viene presentato come un «protective rite», destinato, secondo la spiegazione del gruppo, a liberare dal senso di colpa chi decide di abortire e a proteggerlo dall’influenza di persone animate da convinzioni religiose definite «teocratiche».

La donna guarda inizialmente la propria immagine allo specchio e pronuncia uno dei principi del Satanic Temple, affermando che il proprio corpo sarebbe soggetto esclusivamente alla propria volontà. Successivamente ingerisce una pillola abortiva e recita un’altra formula relativa alla propria concezione della scienza.

Infine, torna davanti allo specchio e pronuncia la frase: «Con il mio corpo, il mio sangue, la mia volontà, è compiuto». LifeSiteNews sottolinea l’evidente assonanza dissacratoria che la scena assume rispetto al linguaggio cristiano e sacramentale. Nel filmato vengono poi mostrate immagini cristiane vendute da Hobby Lobby avvolte dalle fiamme.

UN ABORTO REALE? LA PRECISAZIONE CHE NON CAMBIA LA GRAVITÀ DEL VIDEO

È importante distinguere il fatto documentato dalla rappresentazione scenica. LifeNews osserva che il filmato mostra la donna assumere farmaci abortivi e successivamente inscena l’espulsione immediata dell’embrione, una sequenza incompatibile con i tempi effettivi dell’aborto farmacologico descritti dalla stessa testata. La testata parla infatti esplicitamente di un rituale «simulato».

Ma questa precisazione, anziché attenuare il significato dell’episodio, permette di comprenderlo meglio. Il cuore della vicenda non è stabilire se l’interruzione della gravidanza sia materialmente avvenuta dentro quel bagno: è constatare che un’organizzazione satanista ha deliberatamente scelto l’aborto come materia di un proprio rito pubblico e propagandistico.

E lo ha fatto all’interno di un’attività commerciale legata a proprietari cristiani, circondando la scena di riferimenti a Gesù e alla Sacra Scrittura per poi rappresentarli simbolicamente in fiamme.

NON È SOLTANTO UNA PROVOCAZIONE MUSICALE

Sarebbe rassicurante liquidare tutto come una provocazione costruita per ottenere visualizzazioni. Tuttavia, l’aborto occupa un posto concreto nell’attività del Satanic Temple.

Lucien Greaves ha infatti dichiarato che l'organizzazione ha già aperto tre cliniche abortive e sta lavorando all’apertura di una quarta. Dopo l’apertura di quest’ultima, l’obiettivo dichiarato sarebbe intraprendere un’azione legale per rivendicare, in nome della libertà religiosa, la possibilità di spedire farmaci abortivi anche negli Stati americani che ne limitano la distribuzione.

La prima struttura porta inoltre un nome volutamente provocatorio contro Samuel Alito, il giudice della Corte Suprema associato alla sentenza Dobbs che ha rovesciato Roe v. Wade. Aborto, satanismo e offensiva politica vengono dunque presentati dagli stessi protagonisti come parti di una medesima battaglia.

QUANDO È IL SATANISMO STESSO AD ASSOCIARE L’ABORTO AL PROPRIO CULTO

Per un cattolico non è necessario trasformare ogni episodio di cronaca in una fantasiosa dimostrazione dell’azione diretta del demonio. Qui il dato è molto più concreto: sono persone che si richiamano apertamente al satanismo a scegliere l’aborto, a ritualizzarlo e a contrapporlo simbolicamente al cristianesimo.

Il filmato non raffigura semplicemente una donna che rivendica una scelta individuale. Costruisce una vera liturgia rovesciata: formule recitate davanti allo specchio, sangue e volontà elevati a principio supremo, riferimenti cristiani trasformati in bersaglio, immagini di Gesù e croci consegnate simbolicamente alle fiamme.

LifeSiteNews riporta inoltre le parole di Zachary King, presentato come ex esponente di alto livello della Church of Satan e oggi fortemente critico verso il satanismo. King interpreta esplicitamente l’aborto in termini spirituali e arriva a definirlo «come una maledizione». Si tratta naturalmente della sua testimonianza personale; ma il dato oggettivo rimane ciò che il video stesso mette sotto gli occhi di tutti: il Satanic Temple considera l’aborto abbastanza importante da farne un proprio rito e una propria battaglia.

LA VITA O LA VOLONTÀ: È QUI CHE PASSA LA LINEA

Il messaggio più inquietante del video è forse proprio questo. Al centro del rito non c’è il bambino concepito, non c’è la sua vita, non c’è nemmeno una domanda sulla sua dignità. C’è soltanto la volontà individuale, proclamata come sovrana sul corpo e sulla vita che porta dentro di sé.

La visione cattolica afferma esattamente il contrario: la vita innocente non diventa disponibile perché qualcuno ne reclama il possesso. Dal concepimento, ogni essere umano possiede una dignità che precede il potere dello Stato, della medicina e perfino della volontà dei genitori.

Quando l’eliminazione della vita nascente viene trasformata in una celebrazione e il simbolismo satanico viene utilizzato per rappresentarla come liberazione, sarebbe ingenuo considerare tutto questo soltanto folklore provocatorio. Il video ci ricorda brutalmente che dietro la questione dell’aborto esiste anche uno scontro sulla natura dell’uomo: la vita è un dono da custodire o qualcosa di cui la volontà più forte può disporre?

 

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