Anche in Francia crollo della natalità, l’Europa è ormai un Continente fantasma!
Abbiamo saputo, con dolore, che anche la Francia è caduta.
Lo ha sentenziato l’Istituto nazionale di Statistica e Studi Economici, che lo scorso 13 gennaio ha pubblicato i nuovi, allarmanti dati.
Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 2025, i nostri “cugini” d’Oltralpe hanno avuto più morti (651.000) che nati (645.000).
Rispetto al 2010 il dato sulla natalità ha registrato qui un – 24%! Colpisce la rapidità con cui, in pochi anni, si è assistito a quello che si configura come un autentico crollo.
Una consultazione promossa dal Parlamento francese ha rivelato come i cittadini temano soprattutto di non disporre di mezzi economici sufficienti per poter crescere ed educare i figli.
La Francia è così l’ultimo, grande Paese Ue a patire le drammatiche conseguenze della cosiddetta «glaciazione demografica».
In Italia questa è purtroppo una triste realtà ormai da tempo: l’anno scorso, a fronte di circa 342.000 nati, abbiamo registrato circa 651.000 decessi, poco meno del doppio. Un’ecatombe!
È proprio vero… L’Europa, a furia di ideologie contrarie alla natalità, alla famiglia, pro-aborto e pro-eutanasia, si è trasformata in un gigantesco cimitero.
Non possiamo andare avanti così, non trovi? Per questo è importante che anche tu sottoscriva la petizione «Fermiamo la glaciazione demografica!», promossa da Generazione Voglio Vivere.
È indirizzata al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché il suo governo attui politiche familiari vere a favore delle coppie giovani, dando loro la stabilità necessaria per aprirsi alla vita.
Anche dal successo di questa iniziativa dipende il futuro del nostro Paese. Per questo abbiamo deciso di sostenerla con una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social consentono di raggiungere tanti in poco tempo, ma hanno un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente, poiché le nascite, in Occidente, registrano ogni anno un nuovo record negativo. La Francia era l’ultimo baluardo, ma ora anche qui la situazione è precipitata.
Le conseguenze, secondo gli esperti, sono incerte, ma sicuramente gravi per il futuro non solo della Francia, ma di tutta Europa.
I demografi hanno individuato da tempo le principali cause del fenomeno, che sono concrete e fondate su ostacoli materiali reali. Quali?
Mancanza di un lavoro stabile, difficoltà nel trovare casa, timore di non riuscire a conciliare lavoro e famiglia, preoccupazioni dinanzi ad un futuro che si presenta incerto…
Senza soldi e senza casa non si è in grado di assicurare standard minimi di sopravvivenza né a sé stessi, né tanto meno ai propri figli, questo è certo.
Ma altrettanto certo è che non si può ridurre tutto ad una questione di denaro, quando si è proceduto per decenni a smantellare progressivamente il modello familiare tradizionale.
Si è proceduto per decenni a separare sistematicamente sessualità e procreazione, a relativizzare il matrimonio come istituzione fondamentale. E quelli che oggi raccogliamo sono i frutti avvelenati…
Tutto questo dipende in gran parte da scelte politiche, da quanto cioè una Nazione intenda investire nel proprio futuro, promuovendo politiche familiari adeguate e coraggiose.
Le associazioni familiari francesi, come del resto anche quelle italiane ed europee, hanno denunciato da tempo la mancanza di una reazione energica delle istituzioni al crollo della natalità.
In tutto il Continente solo Irlanda, Svezia, Cipro, Lussemburgo e Malta registrano ancora un saldo naturale positivo tra nati e morti. La Danimarca è in equilibrio.
Per tutti gli altri, il saldo è invece negativo. Ed allora torniamo a quel che dicevo prima: siamo di fronte ad un’ecatombe!
Di certo i modelli sociali europei a medio e lungo termine, quanto a sostenibilità, hanno dimostrato la loro totale inefficacia.
Non si può dipendere soltanto dall’immigrazione per mantenere stabile il livello di popolazione di uno Stato, anche perché questo pone più problemi che soluzioni.
In primis, la questione dell’identità culturale, che, se gravemente compromessa, comporta il rischio ormai concreto della “sostituzione etnica” di un Paese con popoli e culture differenti.
Per questo è urgente sollecitare il nostro governo a promuovere autentiche politiche familiari, che non sono mai esistite in Italia!
Diamo un futuro al nostro Paese, diamo un futuro all’Europa!