Basta “turismo abortivo” pagato con soldi pubblici!

Basta “turismo abortivo” pagato con soldi pubblici!

Ogni anno più di un centinaio di donne italiane si reca in Spagna per abortire.

Perché? Perché in Spagna abortire è più facile che in Italia, semplice! È consentito fino alla 14ma settimana di gestazione, senza dover fornire neppure la benché minima spiegazione.

Ed è permesso addirittura fino alla 22ma settimana in caso di rischio grave per la salute della donna o in caso di grave anomalia fetale.

Insomma, in Europa il “turismo abortivo” è oggi una drammatica realtà. E viene pagato oltre tutto con i nostri soldi!

Lo ha stabilito la Commissione europea lo scorso 26 febbraio, riconoscendo ufficialmente agli Stati membri che lo vogliano la possibilità di utilizzare i fondi Ue ovvero denaro pubblico.

E questo, oltre ad essere profondamente immorale e disumano, finisce per alimentare ulteriormente l’industria della morte.

Lo prova quanto avvenuto nel corso del 2025 nell’Illinois, uno degli Stati Usa più accaniti contro la vita dei nascituri.

L’Illinois nel 2025 ha intercettato il 23% delle donne americane disposte a trasferirsi, pur di abortire senza tanti problemi e soprattutto senza restrizioni.

Qui sono stati praticati ben 32.000 dei 142.000 aborti “fuori sede”, effettuati in tutto negli Stati Uniti, come rivelato dall’ultimo rapporto diffuso dal Guttmacher Institute, un ente pro-choice.

Prima di arrivare a questi punti, è necessario dunque, almeno qui in Europa, bloccare il “turismo abortivo” e porre un freno a questo orribile mercato, degno di Erode.

L’unico modo per farlo è impedire che l’aborto venga considerato un “diritto” nel nostro Continente, estirpando così alla radice anche il pretesto per pagarlo con soldi pubblici.

Oggi possiamo farlo in due modi. Il primo consiste nel firmare la petizione «No all’aborto tra i diritti fondamentali dell’Ue!», promossa da Generazione Voglio Vivere.

Vogliamo far sentire forte la nostra voce: per questo ci rivolgiamo al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché intervenga col proprio governo in sede europea a favore della Vita.

Il secondo modo consiste nel sostenere quest’iniziativa, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha però un costo, che da soli non riusciremmo a sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Delle donne, che hanno abortito “fuori sede” nell’Illinois, Planned Parenthood si è attribuita il “merito” d’averne assistito molte, provenienti da Indiana, Wisconsin, Tennessee, Kentucky e Iowa.

Ai 32.000 aborti “fuori sede” effettuati nell’Illinois vanno aggiunti i 18.000 effettuati nel North Carolina, i 14.000 in Kansas, i 10.000 nel New Mexico ed i 9.000 in Virginia.

L’industria abortiva si accanisce soprattutto contro le donne più fragili, inducendole ad uccidere il figlio in grembo.

È un gesto, che segnerà l’intera loro esistenza, condannandola a vivere in un eterno rimorso, e questo avviene nella totale indifferenza da parte delle istituzioni!

Mary Kate Zander, presidente di «Rights to Life», ha bollato la strage orchestrata dall’industria degli aborti come una sorta di «selvaggio West».

Non possiamo accettare che anche l’Europa, tradendo la propria identità, la propria storia e la propria cultura cristiane, si allinei sulle posizioni proprie di un’autentica “macelleria ideologica”.

Fermiamo il “turismo pro-choice!

 

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