Ci avete risposto. E ci avete commosso. I risultati del questionario
Lo scorso febbraio vi abbiamo rivolto una domanda semplice e, insieme, impegnativa: che cosa pensate del nostro lavoro, e dove volete che Generazione Voglio Vivere indirizzi le proprie forze? Lo abbiamo fatto con un questionario, spedito per posta e diffuso online, senza sapere bene quante risposte ci avrebbero raggiunto.
Alla prima domanda - se, dopo quasi cinquant'anni di legge 194 e di fronte al moltiplicarsi degli attacchi alla vita (fecondazione in vitro, utero in affitto, suicidio assistito, eutanasia), la battaglia contro l'aborto sia ancora la battaglia decisiva - la vostra risposta è stata limpida: il 92%, oltre nove di voi su dieci, ha detto di sì.
DOVE VOLETE CHE CONCENTRIAMO LE ENERGIE
Vi abbiamo chiesto di indicare fino a tre azioni che ritenete più efficaci. Il quadro che ne è uscito è chiarissimo, e in cima alle vostre preferenze c'è una parola: alleanza.
Collaborazione con i politici apertamente pro-vita - indicata dal 65% di voi, la più votata in assoluto.
Collaborazione stretta con i Centri di Aiuto alla Vita - 47%.
Una campagna per sopprimere il finanziamento pubblico all'aborto - 41%.
Campagne digitali e sui social - 39%.
Azioni pubbliche: campagne di strada, conferenze, convegni - 35%.
Più staccate, ma tutt'altro che trascurabili, la formazione di Circoli GVV in tutta Italia (17%), le pubblicazioni (13%) e gli annunci pubblicitari (12%).
LE NOSTRE AZIONI IN CORSO, VISTE CON I VOSTRI OCCHI
Vi abbiamo poi chiesto di giudicare ciò che già facciamo. E qui il vostro apprezzamento è stato caloroso:
Le Marce per la Vita e i convegni raccolgono il consenso più ampio: il 94% di voi li ritiene importanti o molto importanti.
Le campagne settimanali sui social convincono il 92%.
Le ristampe di manuali e opuscoli - da 50 Domande e risposte sull'aborto alle Preghiere per il dono di avere un figlio - sono apprezzate dal 90%.
C'è però un risultato che vogliamo condividere con la stessa onestà: il Calendario di Generazione Voglio Vivere convince meno. Lo giudica importante poco più della metà di voi (59%), mentre un terzo (34%) gli attribuisce scarso o nessun valore. È un segnale che raccogliamo senza timore: ci aiuterà a ripensarlo, a renderlo più bello e più utile.
I GIOVANI, PRIMA DI TUTTO
Su un punto siete stati quasi unanimi, e per noi è il più prezioso: il 99% di voi ci chiede di proseguire e intensificare l'azione educativa verso i giovani. È la conferma della nostra stessa ragione sociale: i giovani sono la chiave per vincere la cultura di morte, ed è a loro che dobbiamo continuare a parlare.
Allo stesso modo, il 92% di voi ci sprona a investire di più nella difesa dell'obiezione di coscienza del personale medico, una battaglia che - come molti di voi hanno intuito - tornerà presto al centro dello scontro anche in Italia.
COME PREFERITE SOSTENERCI
Sul fronte pratico delle donazioni, ci avete aiutato a capire come servirvi meglio. I vostri strumenti prediletti restano i più tradizionali e sicuri: il bonifico bancario (33%) e il bollettino di conto corrente postale (30%) guidano la classifica, seguiti da PayPal (19%) e dalla carta di credito (16%). Sapere come amate donare ci permette di non mettervi mai in difficoltà.
Capitolo a parte merita il lascito testamentario. È un tema delicato, che tocca corde intime, e le vostre risposte lo riflettono: il 17% di voi ci ha già pensato o è disposto a pensarci, mentre - ed è il dato che più ci interpella - oltre un quarto (27%) ha risposto "non lo so".
Non è un no: è una porta socchiusa, un "raccontatemene di più". Lo faremo, con discrezione e gratitudine, perché un lascito è ciò che permette di pensare in grande e nel lungo periodo, ben oltre l'oggi.
QUELLO CHE CI AVETE SCRITTO A MANO
Ma se dovessimo conservare una sola cosa di questo questionario, non sarebbero le percentuali. Sarebbero le vostre parole.
C'è chi ci ha scritto, con evidente dispiacere, di non poter donare: "Sono disoccupato, ma non appena potrò, con tutto il cuore vi aiuterò"; "Vorrei, ma non posso: condivido però con amici e familiari le vostre iniziative"; una madre sola con un figlio invalido, un pensionato, una religiosa che può aiutarci solo con i bollettini postali. A tutti loro diciamo: la vostra preghiera e la vostra condivisione valgono quanto e più di un'offerta.
E c'è chi ci ha regalato idee che cercheremo a fare nostre: opuscoli tradotti in arabo e nelle lingue slave per le donne incinte non italofone; il lavoro capillare nelle scuole e nelle parrocchie; la proiezione del documentario L'Urlo silenzioso; il riconoscimento costituzionale dello statuto di essere umano fin dal concepimento; persino una banca dati di famiglie pronte all'adozione, da rendere disponibile nei luoghi stessi in cui si decide se abortire.
GRAZIE, E AVANTI INSIEME
Questo questionario non era un esercizio di statistica. Era un modo per camminare insieme, per chiedervi da che parte voltarci. Voi ci avete risposto con generosità e ci avete indicato una direzione precisa: difendere i bambini non ancora nati come la battaglia delle battaglie, educare i giovani, fare rete con chi è dalla parte della vita, e farlo senza mai stancarci.
È esattamente ciò che faremo. Con voi, grazie a voi, e per le tante vite che insieme - con l'aiuto di Dio - riusciremo a salvare.